Home » Ristoranti » Istria-Croazia

Istria-Croazia

Villa Meneghetti

Una “Stancija” bellissima, immersa in una bucolica campagna punteggiata da vigneti e uliveti. Il parco di Villa Meneghetti, costruita all’inizio del XX secolo, si estende per oltre 120.000 mq. Tutto circondato dalla macchia mediterranea. Relax e pace dello spirito son sempre assicurati, ma c’è posto anche per piaceri della gola assicurati da una brigata di cucina, guidata dall’italico Fabio Vitale, che sa interpretare i piatti della tradizione locale, opportunamente rivisitati con tecnica moderna e con una doverosa attenzione al mondo che cambia, compresa la vicina Italia (fonduta di parmigiano 36 mesi, asparagi e tartufo nero di Montona).

Troverete i prosciutti istriani stagionati, i formaggi di capra, ma anche i tartufi e le erbe spontanee raccolte nella campagna circostante. Un punto di forza è il pesce crudo (ostriche, gamberi rossi, julienne di calamari e ‘canoce’) che arriva dal mare profondo della vicina costa e servito con l’olio profumatissimo della casa. Nella pasta ancora tocchi italici con le linguine di Gragnano, scampi crudi e cotti, pomodorini e zenzero; ma anche gli gnocchi con guancia di maiale affumicata e formaggio di pecora.

Tra le carni trionfa il manzo nero di Angus con patate e cavoli o la Janjetina, carne di pecora al burro fuso. Dolci tentatori per opera della brava pasticcera Dragana Kovačević. La cantina è ben fornita dalle ottime bottiglie prodotte dalla casa, ma con uno sguardo attento a tutta l’offerta istriana. Il servizio è attento e premuroso, come si conviene a un locale di tale livello. Per il conto circa 70/80 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli
Zigante

I miti sono tali perché durano per sempre. L’anno zero è il 1999, quando Giancarlo Zigante trovò un tartufo di 1,313 kg che trovò subito spazio nel Guinness dei primati mondiali. E divenne un mito. Nel cuore delle terre vocate al Tuber Magnatum Pico, il tartufo bianco dell’Istria, viene naturale pensare ai succulenti piatti dove il protagonista principale e assoluto è il prezioso tubero.

Così, 20 anni or sono, divampò subito il fuoco della passione: prima l’apertura dell’omonimo ristorante, poi le tre suite favolose per chi volesse passare un bel weekend romantico e ora, oltre al commercio dei tartufi, anche la produzione di un ottimo vino e dell’olio d’oliva extravergine istriano già segnalato tra i migliori extravergine del mondo. L’accoglienza è cortese e professionale e i cuochi, seguaci della filosofia del “tout truffe” ma dotati di tecnica sopraffina, sanno come viziare l’ospite elaborando diversi menu degustazione abbinati al tartufo di stagione.

Da settembre a primavera è tutta una sfilata golosa per il palato, a partire dal Tuber Magnatum Pico (bianco pregiato) fino al Tuber Aestivium. Ogni piatto che esce dalla cucina è perfettamente in linea con profumi e sapori delle stagioni. Da provare con gioia: le tagliatelle secondo stagione (asparagi selvatici; funghi e tartufo); la delicata crema di scampi con perle di fagioli e tartufo bianco; il goloso carpaccio di Boskarin con tartufo nero. Anche i dessert si inchinano al mitico tubero. Ottima cantina. Menu degustazione da 85 a 110 euro; alla carta circa 80 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli
Marina

Il locale si trova al primo piano di un edificio che guarda l’affollata darsena nella marina di Novigrad/Cittanova: cittadina croata con una presenza molto importante di residenti di madrelingua italiana, fu legata a Venezia fino al 1797. L’insegna del ristorante non celebra il mare, ma vuole ricordare il nome della giovane e talentuosa cuoca (e proprietaria), Marina Gaśi, che assieme al marito Davor Buršić ha ridato vita al vecchio ristorante di famiglia.

Non cercate il menu scritto perché, nella filosofia di Marina, sarà il mare a stabilire i piatti del giorno. La mano magica di Marina si percepisce in maniera netta già dal saluto della cucina: una “semplice” pralina di branzino tiepido avvolta nel sesamo nero, assieme a un crostolo salato con un paté di fegato di pesce. Infatti, semplicità e genuinità sono le caratteristiche che contraddistinguono tutti i piatti che la coppia, brava e affiatata, creano per la gioia del palato.

Lei governa i fornelli con passione e cuore, lui elargisce immediata simpatia e consigli preziosi sulla scelta dei vini. Molta bontà nelle insolite trippe di capesante con wasabi e cappuccio marinato, anche se la vetta viene raggiunta con i tagliolini (fatti in casa) “alla carbonara” con polpo affumicato: una grande intensità del gusto pur nella sua apparente semplicità. E se troverete il branzino selvaggio al vapore con patate all’aglio, non lasciatevelo scappare. Olio e vino sono rigorosamente istriani, con etichette molto interessanti. Il servizio è impeccabile. 65 o 85 euro secondo il numero delle portate.

27 Agosto 2019
Dettagli
Monte

Arroccata sul limpido mare della Croazia è una cittadina fatta di saliscendi e ricca di storia, affascinante da vivere ed esplorare. Il suo nome è Rovigno. Qui, a due passi dalla Basilica di Santa Sofia, troverete Monte, un ristorante di grande blasone, gestito dalla famiglia Đekić: Tijtske in sala e il marito Danijel in cucina. Il locale, ambito da una clientela sempre più internazionale, presenta una filosofia gastronomica in cui la creatività regna sovrana, senza tentennamenti anche di fronte agli abbinamenti più difficili.

Così è per la bella tavolozza di crostacei “dipinta” da scampi, mazzancolle, aragosta, granciporro nella loro salsa e accompagnata da un cuore di insalata e clorofilla. Più semplice, ma assolutamente appagante, “l’omega 3”, una degustazione di pesce azzurro. Lo spirito della mitica konoba istriana, in un ristorante di un’eleganza così raffinata, aleggia nel piatto con l’agnello dell’isola di Cherso circondato da delicati piselli e gustose melanzane. Gustosa e rassicurante la coda di rospo con riso Basmati, zucchine e brodo di molluschi.

I dessert prevedono un ricco carrello di formaggi (bignè di olive e formaggio) e altre proposte come la meringa con gelato di yogurt e miele, confit di mele e briciole di cannella. Il servizio multilingue e l’eleganza della sala completano il piacere di una bella cena. Ricca e ben assortita la carta dei vini che spazia anche oltre confine; validissime le proposte al calice. Tre i percorsi di degustazione offerti: Blue, Red e Green (quest’ultimo interamente vegetariano), tutti a 115 euro, dai quali si possono scegliere liberamente tre portate a 85 euro o quattro a 100 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli
Gostiona Toklarija

Il frantoio del piccolo paese era in questa piccola casa; l’antica pressa del 1400 è perfettamente conservata ed è in bella mostra per testimoniare la cultura dell’olio e la civiltà contadina. Qui, dove il tempo sembra essersi fermato, sono arrivati e arrivano viandanti da ogni parte del mondo, Texas e Hong Kong compresi. Per vedere il vecchio frantoio e per respirare l’aria di una storia antica.

I Celti, i Romani, la Serenissima, l’Austria hanno lasciato tracce indelebili in quel che fu il castello di Sovinjak (toponimo celtico). Ora troverete un paesaggio agreste (solo una quarantina km da Trieste), dove il tempo sembra essersi fermato con il tratto finale di strada angusto, bello e selvaggio. Nevio Sirotić e la moglie preparano un menu fisso che cambia ogni giorno, con i sapori che spaziano dalle erbe spontanee a tutte le varietà dei tartufi, dai formaggi introvabili ai prosciutti artigianali.

La minestra istriana (crema di fagioli, patate, bavette fatte in casa, lardo e cotenna di maiale) arriva d’inverno e gli gnocchi neri con le trombette dei morti e i tartufi in autunno. Tra varie golosità spiccano le uova al tartufo, la galline di corte, il capretto arrosto. Il pane fragrante è prodotto in casa, come i golosi dolci. La cantina seleziona molte buone etichette istriane. La prenotazione è praticamente obbligatoria perchè i coperti sono solo 17, distribuiti nelle due salette o, d’estate, nel piccolo angolo verde di fronte all’orto di casa. Conto di 50/55 euro (in contanti) per 6 portate; tartufo bianco a parte.

27 Agosto 2019
Dettagli
Badi

Badi a San Lorenzo di Umago, tranquillo borgo di pescatori accarezzato dalle acque dell’Adriatico, è da sempre il soprannome della famiglia Badurina. In Istria i soprannomi contano ancora. Ecco perché 33 anni fa Nado Badurina decise di chiamare così il proprio ristorante, semplicemente Badi. E ad apprezzarlo non furono solo gli istriani, ma anche i triestini e poi i tanti turisti che hanno celebrato la bellezza della regione.

Oggi la “gostilna” di allora è un ristorante raffinato, dal design contemporaneo, ma ancora fortemente legato all’identità delle origini. Buon pesce e “bona siera”, ovvero un’accoglienza sincera. Garantisce Badi, ovvero Nado, uomo dalle maniere fini (sempre in giacca e cravatta), quasi d’altri tempi. Uno che ha fatto crescere anche il territorio, a cominciare dai produttori di vino e di olio istriani, di cui è stato uno dei “talent scout”.

Oggi al timone del ristorante c’è il figlio Ivan, che ha coronato il sogno di portare il locale nella JRE, l’associazione dei giovani ristoratori europei. La cucina si è evoluta e presenta anche piatti creativi, seppur resta la famosa “buzara” Badi ricca di crostacei e conchiglie il piatto più richiesto. Il menu è una bella sintesi fra avanguardia e tradizione. Nelle varie combinazioni di “degustazione” (da 50 a 70 euro) si può spaziare fra i piatti di ieri – quelli delle più schiette abitudini istriane di mare – e quelli dal linguaggio più innovativo. Ecco allora i crudi e i piatti con tocchi creativi audaci. Imperdibile la carrellata di olii istriani. Sui 50 euro. Se ci si ferma a dormire proprio all’attigua Villa Badi.

27 Agosto 2019
Dettagli
Damir & Ornella

A Damir va riconosciuta una vera e propria leadership nell’ambito della ristorazione istriana di costa. Lui e Ornella, per primi, hanno superato il concetto di taverna tipica dove mangiare un buon pesce senza spendere troppo, portando il loro ristorante verso una dimensione più esclusiva e raffinata.

Incantevole la posizione, seminascosta tra le viuzze del centro storico di Cittanova; accoglienti le due piccole sale da pranzo, curata la mise en place; tra le migliori della zona anche la carta dei vini che comprende tutte le malvasie più importanti, un’ampia scelta di bollicine internazionali, qualche grande bianco friulano. Ma la vera eccellenza è nell’offerta gastronomica, che si basa sull’uso di acquistare il pesce non al mercato ma direttamente dal pescatore, senza mediazioni, a tutto vantaggio della freschezza.

Dal mare al piatto: promessa mantenuta, non solo un’accattivante dichiarazione d’intenti. Le presentazioni sono eleganti, a partire dalla sequenza di antipasti crudi e cotti: scampi del Quarnaro, calamari crudi tagliati sottilissimi “a julienne”, serviti con caviale italiano, astice ‘come una catalana’ e, infine, branzino selvaggio preparato al tavolo da Damir con una tecnica simile a quella giapponese del “sashimi”. Seguono ottime paste fatte in casa, abbinate ai pesci del giorno: si può, per esempio, terminare la parte restante del branzino assaggiato a crudo sotto forma di ragù. Anche i dolci sono all’altezza di ciò che li ha preceduti. L’accoglienza è semplice e simpatica e l’atmosfera è rilassata. Il conto si aggira sui 90 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli
Cok

Se il tempo lo consente e si ha la fortuna di pranzare o cenare all’aperto nel piccolo portico che ospita un pugno di tavoli, si percepisce il profumo del mare, tanto è vicino anche se non si vede. La rustica konoba si trova appena fuori della parte più antica dell’affascinante borgo di Cittanova. Ma basta attraversare la strada per trovarsi nel porto, ad ammirare le barche dei pescatori che rientrano dalla battuta giornaliera.

Sergio Jugovac e la sua famiglia interpretano alla perfezione ambiente e tradizione: dalla cucina escono piatti di pesce la cui freschezza si misura in ore, eseguiti con cotture precise e rispettose dell’eccezionalità della materia prima di cui dispongono. Una fidata rete di pescatori locali (costruita negli anni da Sergio) garantisce ogni giorno i migliori scampi del Quarnaro (da queste parti proposti rigorosamente crudi), le capesante, i canestrelli, le canocchie, i sontuosi astici locali.

Tra i primi, convincono sia i risotti, sia i ravioli farciti, sia i tagliolini (fatti in casa) abbinati di volta in volta a un pesce diverso. Tra i secondi, invece, domina incontrastato il branzino selvaggio istriano. Non mancano buoni vini locali: prevalentemente Malvasia, macerata e non, con qualche divagazione tra le bollicine. Il servizio è decisamente alla mano e l’informalità si trasforma presto in simpatia. Il menu del giorno viene recitato, ma potete fidarvi completamente dei consigli della signora Vilma. La Malvasia è buona e il conto rispecchia il peso dei pesci scelti: se non si esagera si possono prevedere 50 euro o poco più.

27 Agosto 2019
Dettagli
Konoba Bušcina

Qui troverete gli autentici sapori istriani: dagli asparagi selvatici ai tartufi; dai branzini dell’Adriatico ai filetti di manzo razza Bošcarin; gli ottimi caprini arrivano invece dalla Stancija Kumparicka. Buščina è un piccolo borgo di confine sospeso tra l’Istria e la Slovenia, vicinissimo al casello dell’autostrada che porta a Pola. Pietra a vista, legni, caminetti, verande e rustiche panche allieteranno lo spirito, ai peccati di gola penserà Fabiana Mijanović, il volano instancabile di questo luogo dei sapori che vi guiderà sicura in un virtuoso percorso del gusto.

Anche se tutta la brigata è orientata ad accontentare le aspettative dei clienti con una cucina limpida e schietta che non vuole stupire, ma solo convincere. Golosità a parte, quello che conquista è la simpatia e la disponibilità con cui vengono accolti amanti della cucina o viandanti curiosi che siano. Il palato viene subito solleticato dagli antipasti freddi e caldi, prosciutto e pecorini del territorio piuttosto che capesante al tartufo nero o bianco secondo stagione.

La seduzione continua con la pasta all’aragosta (fatta in casa) o con i maccheroni al ragù d’asinella. Appagamento pieno dai secondi piatti a partire dagli scampi alla “busara” (o ai ferri) per finire con l’agnello sotto la campana (su ordinazione). I dolci sono della casa; la cantina è ben fornita di vini istriani e anche di buone referenze di oltre confine. Circa 45 euro; anche se il tartufo bianco è una variabile pericolosa. Ma la tentazione è irresistibile.

27 Agosto 2019
Dettagli
Konoba Batelina

Gli Skoko, proprietari del locale, sono prima di tutto pescatori di razza. Per questo l’apertura è alle 17 e il servizio è solo quello della cena, anche in alta stagione; e per questo la freschezza del pesce che arriva in tavola è di quelle che non si dimenticano. Bagnole, cittadina a pochi chilometri da Pola, ospita, a due passi dal mare, uno dei ristoranti più amati di tutta l’Istria: Batelina.

L’ambiente è un po’ spartano ma piacevole, l’atmosfera allegra e informale anche nella veranda estiva e, nella cucina, l’Adriatico la fa da padrone. Per aprire il virtuoso percorso gastronomico non c’è di meglio che la degustazione di antipasti (una decina di piccoli piatti ricchi e inusuali) dove spiccano l’orata cruda, la triglia marinata, i sardoni in saor, il palamito che può essere servito in diverse fogge (carpaccio, tartara, mantecato, sott’olio), il paté di fegato di grongo con marmellata di cipolle. Il brodetto di seppie e granseola è irrinunciabile, come anche i calamari tagliati a “julien” e scottati dolcemente alla piastra.

Poi sfileranno orgogliosamente al tavolo i pesci nobili, bianchi o azzurri che siano, prima di passare per la griglia o per il forno. E tra i buoni dessert non riusciamo a dimenticare la golosa crema al mascarpone con fichi al vino rosso. Le buone Malvasie istriane sono tutte presenti, ma il vino sfuso della casa è ampiamente meritevole. Il conto difficilmente supera i 50 euro, che si possono saldare solo in contanti (euro o kune). La prenotazione è sempre consigliata, ma diventa quasi obbligatoria nel periodo estivo.

27 Agosto 2019
Dettagli
Hotel San Rocco

Tre lustri sono ormai trascorsi da quando la famiglia Fernetich decise di trasformare gli antichi poderi di campagna a pochi chilometri dal blu dell’Adriatico in un romantico relais nel mezzo delle dolci colline della Malvasia istriana. L’affascinante albergo, immerso nel verde e dotato di ogni comfort, racchiude uno dei ristoranti più ricercati della costa istriana che, sempre sotto lo sguardo vigile di Teo, incrementa e consolida l’ottima fama più che meritata.

Tullio e Rita, assieme ai figli Teo (Presidente dei Giovani Ristoratori della Croazia) e Luana (responsabile del Food & Wine nel centro del borgo), sono depositari di una antica civiltà che traspare dall’accoglienza e trasuda dalle storiche mura. La cucina non dimentica mai territorio e mare, con una materia prima di rara eccellenza, tra cui olio d’oliva della casa.

Le ottime capesante con zucca e tartufo bianco fanno da viatico al succulento risotto con calamari e lime. Tra i secondi la delicatezza garbata del tonno al mandarino fa da contraltare all’opulenza delle carni sia dell’agnello al miele a lunghissima cottura, sia della pancettina di maiale in crosta di pistacchio. Tra i dessert spicca glorioso il gelato al tartufo bianco con sottobosco di erbe aromatiche. Se il servizio è di grande gentilezza e professionalità, la carta dei vini offre un buon numero di etichette con ricarichi più che corretti, oltre al meglio delle malvasie istriane anche al bicchiere. Il menu degustazione costa 80 euro. Alla carta si superano di poco i 50. Per una esperienza che resta nella memoria.

27 Agosto 2019
Dettagli
Pergola

Zambrattia è un piccolo porticciolo dell’Istria, poco sotto Umago, dove i pescatori sono avvezzi da sempre ad appendere le proprie barche a impalcature in legno per proteggerle dalle mareggiate. Fabricio Veznaver in quest’Istria – che è ancora un po’ veneta nella parlata e nell’anima – ha le proprie radici familiari. Un legame che contamina di valori tradizionali la sua cucina che, pur evolvendo anche in senso talvolta spiccatamente creativo (tanto da definirla Food Design), è fortemente identitaria.

Nell’uso delle materie prime tutto ciò è evidente: pesce, molluschi, olio, tartufo e vini sono istriani. Prodotti di eccellenza consacrati anche a livello internazionale oramai. Veznaver, che fa parte dei Giovani Ristoratori Europei e quindi si confronta di continuo con le avanguardie croate ed europee, ama molto anche la ricerca. È un’inquietudine virtuosa la sua. Spesso dal tratto audace, come nel branzino con topinambur e lampone o nella buzara scomposta, nelle guance di rana pescatrice con carciofi e riso selvatico. Ritroviamo la tradizione nella pasta fatta in casa con ricotta e tartufo nero, nel “branzino nero”, nei calamaretti con spinaci e aglio.

Uno dei tre menu degustazione (che partono da 490 kune, meno di 70 euro) è dedicato a piatti di terra. Carta dei vini che esplora l’Istria con curiosità. Servizio attento e cordiale. Molto accogliente e intima (specialmente d’inverno) la sala del grande camino, di cui talvolta vengono utilizzate le braci, come nell’ancestrale tradizione istriana. Conto sui 60-70 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli
Restaurant Spinnaker

Dal Decumano si arriva al lungomare, da dove si gode la vista romantica della parte nord della città, per proseguire poi verso la Riva Marsal Tito dove si affaccia il ristorante Spinnaker del Valamar Riviera Hotel. Parenzo trasuda storia da ogni via. Fu un castrum romano costruito nel II secolo a.C. Poi, durante il regno di Ottaviano, venne trasformata in una città e, nel I secolo, proclamata Colonia Iulia Patentium. E ogni civiltà ha lasciato tracce indelebili.

Vista fantastica dalla veranda all’aperto e un servizio attento e impeccabile dallo staff di sala sempre a disposizione. La cucina viene rifornita giornalmente di tutto quello che il mare offre sempre fresco, dei prodotti delle fattorie e dei frutti dei boschi che circondano la cittadina. Così, dalle abili mani del cuoco, potrà arrivare al vostro tavolo una saporita sardina dell’Adriatico affumicata su una eterea spugna di menta e polvere di olio d’oliva piuttosto che una tartara di calamari dell’Adriatico e piselli giovani, noce di mele Granny Smith. Dolci aromi istriani nel gazpacho al pomodoro con olio al basilico (buonissimo); sapori decisi nel polpo cotto nel sous vide, molto morbido e ben accompagnato da patate, lemongrass, ragù di piselli e piccole carote glassate.

Un fresco sorbetto al gin, ibisco e rosmarino anticipa il buon filetto del bue istriano Boškarin. I dolci sono sempre belli per gli occhi e golosi per il palato. Gli altri sapori dell’Istria Verde gli scoprirete nella ricca carta dei vini che spazia anche oltre confine. Circa 50 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli