Home » Vini » Bianchi

Bianchi

Gris Friuli Isonzo DOC

È una storia che parte da Lontano, quella di Lis Neris, quando il bisnonno di Alvaro Pecorari arriva dalla pedemontana veneta e si stabilisce in Friuli a San Lorenzo nel 1879. Dai sette ettari di terreno rimasti in mano al padre a metà degli anni 50 del secolo scorso si arriva ai settantaquattro di oggi, con viti che vanno tra il confine sloveno a nord e la riva destra dell’Isonzo a sud. Neris era il nome di un piccolo terreno indicato nel catasto teresiano che i vecchi del paese sostengono derivasse dalle donne vestite nei loro abiti di colore nero che andavano a lavorare in campagna: da qui “le nere” e Lis Neris, nell’unione di un concetto territoriale con un significato reale.

Una terra in cui ciottoli superficiali noti come “claps”, assorbono i raggi del sole per rilasciare durante la notte il calore ricevuto e la bora da nord est che crea importanti escursioni termiche donano alle uve concentrazione aromatica e un’acidità bilanciata. Ecco allora che i vini di Lis Neris hanno un carattere potente e allo stesso tempo l’eleganza di un equilibrio che ne contraddistingue l’espressione. Quattrocentomila bottiglie prodotte per etichette che lasciano il segno: una, in particolare, è Gris, Pinot Grigio in purezza da vigneto singolo la cui fermentazione parte in acciaio e si completa in botti di rovere francese con undici mesi di maturazione sulle fecce fini. Se al naso si rivela ampio e fruttato, è una sensazione fresca con un finale balsamico quella che si ritrova nel calice. Perfetto con pesci saporiti e carni bianche, ha un potenziale di invecchiamento notevole che ne amplifica il fascino.

20 Giugno 2020
Dettagli
Bianco Venusa Veneto IGT 2017

E’ risaputo che il terroir della Laguna mette sotto forte stress il vitigno e anche le dimensioni del tralcio sono molto esili, ma non si tratta di una caratteristica tipica della pianta, quanto del risultato del suo adattamento a questo specifico terreno la cui salinità è di 500 parti per milione di sodio, quando in letteratura ne sono consigliate tra le 50 e le 100 e il limite sarebbe di 200. Perciò fare vino è un po’ complicato. Ma la famiglia Bisol è riuscita nell’impresa. Prima con Venissa (2010) e ora con Venusa che nasce dalle stesse incredibili vigne ma da uve che vengono selezionate e divise. Scelte nello stesso momento quelle destinate a Venusa sono quelle leggermente più verdi rispetto a quelle utilizzate per le macerazioni più lunghe di Venissa”.

Si tratta di microdifferenze come tiene a sottolineare Matteo Bisol che ha voluto ricavare dalla Dorona un vino di grande mineralità e personalità, caratteristiche che in laguna non vengono mai a mancare. La macerazione dura di una decina di giorni in vasche acciaio con lieviti selezionati; anche se è in atto una sperimentazione con i lieviti indigeni che entreranno in campo probabilmente già con la prossima vendemmia.  L’annata 2017, appena presentata, ha completato l’affinamento riposando per 24 mesi in vasche di cemento. Ne risulta un vino molto piacevole e di grande scorrevolezza, dal colore giallo paglierino carico; dal profumo che ricorda i frutti gialli, i fiori bianchi e note salmasrio-iodate. Il sapore è molto minerale ma, nello stesso tempo, fresco e fruttato. Un vino che è perfetto per la tavola veneziana perché ricorda le stesse note del pesce di laguna dai sapori inconfondibili.

30 Maggio 2020
Dettagli
Pinot Bianco Schulthauser 2019

113 anni di storia, 330 soci, 385 ettari di vigneti, 2 milioni e mezzo di bottiglie l’anno e, in più, il “mago dei bianchi” come viene spesso sopranominato Hans Terzer, da trent’anni winemaker di San Michele Appiano. Questa la carta di identità della Cantina di San Michele Appiano che, con i suoi vini, ha dato lustro prima all’Alto Adige e poi all’intera Italia. I vini bianchi sono in prima fila con il 70% delle bottiglie ma tra i rossi spicca decisamente un grande Pinot Nero. La linea Top è firmata dalla The Wine Collection dove brilla la gemma più preziosa, Appius ovvero il sogno di una vita di HansTerzer.

Ma questa volta vogliamo occuparci di uno dei vitigni storici della zona e naturalmente della cantina, il Pinot Bianco Schulthauser. Le uve sono coltivate in vigneti di età mista (tra 10 e 40 anni) esposti a sud est in località Schulthaus. La vendemmia con selezione delle uve viene svolta manualmente a fine settembre. Schulthauser non è un mattatore, è un vino sempre equilibrato e armonico, di grande piacevolezza. Si presenta con il classico colore giallo tendente al verde; esalta i profumi della frutta a polpa bianca (mela golden, albicocca e pera) con decise ma delicate da note floreali. Un Pinot Bianco completo, finemente fruttato e fresco in grado di sedurre il palato sia per la cremosa morbidezza sia per l’acidità di razza. Tipico vino da aperitivo ma anche estremamente versatile. Può accompagnare molti piatti: dai frutti di mare al pesce in generale, dalla selvaggina di piuma agli gli “Schlutzkrapfen” tirolesi (gnocchi al formaggio). Vi farà buona compagnia per un lustro. Prosit.

20 Maggio 2020
Dettagli
Pinot Bianco Trentino Doc 2019

Da sempre una bella carta d’identità quella del Pinot Bianco prodotto dalla cantina dell’Istituto Agrario di San Michele – linea Fondazione Edmund Mach: colore giallo paglierino con riflessi verdognoli; al profumo si presenta estremamente complesso e varietale. Al gusto risulta armonico e piacevolmente acidulo. Ripropone con coerenza le sensazioni olfattive iniziali. Il Pinot Bianco viene prodotto con da coltivate in due vigneti: l’appezzamento Pozza, situato a 225 m s.l.m. sulla parte basale del conoide di Faedo; anno di impianto 2009, densità di impianto 4.500 ceppi/ettaro, forma di allevamento a pergola semplice trentina.

Invece l’appezzamento Vigalzano è situato a 500 m s.l.m. in zona collinare nei pressi dell’abitato di Pergine Valsugana; pendenza 20-30%, esposizione a sud. Terreno originato da affioramenti di rocce metamorfiche-scistose, sciolto, franco-sabbioso, ricco di scheletro friabile; anno di impianto 2011, densità d’impianto 4.200 ceppi/ettaro, forma di allevamento a pergola semplice trentina. La vendemmia viene eseguita manualmente verso la metà di settembre con una resa media di 70-80 quintali/ettaro. La vinificazione è fatta in bianco con breve macerazione a freddo del pigiato mentre la fermentazione è condotta in parte in piccole botti di rovere, in parte in recipienti di acciaio e lunga permanenza sulle fecce. Per un totale di 10.000 bottiglie prodotte.

Ideale come aperitivo, accompagna bene antipasti e primi piatti leggeri. Si sposa felicemente con pesce di acqua dolce. Va servito ad una temperatura di 8-10° C. Prosit.

30 Aprile 2020
Dettagli
Davvero Riesling Renano

Calalta è un nome di origine germanica indica la vecchia strada che ancora oggi esiste, e attraversa la tenuta da sud a nord. Una sorta di spina dorsale ai cui fianchi si estendono vigneti, uliveti, boschi alberi da frutto e anche un piccolo laghetto. La parola paradiso è quella che viene più facilmente alla mente quando la si attraversa e immaginiamo che, quando il signor Sergio Brunetti la attraversò la prima volta, non fu difficile per lui innamorarsene. Oggi la tenuta è gestita da Nicola, il nipote del fondatore che con la moglie Giulia, ha deciso di farne la loro ragion di vita. Un luogo trattato con rispetto dove tutto è armonico dove è bandita ogni forma di chimica di sintesi dove, spesso, bisogna anche lottare contro la presenza di cinghiali o accettare che merli e uccelli vari godano dell’uva prodotta. In questa linea di confine tra la Docg di Asolo e Montello e la Doc di Breganze, a Mussolente nel vicentino, ai piedi del Monte Grappa, nascono i vini di Calalta.

Abbiamo scelto di provare il “Davvero”, un riesling renano macerato sulle bucce per dieci giorni, una versione molto personale di questa varietà ma che ci incuriosisce. Vino dal colore giallo oro e dai profumi variegati che partono da sentori di frutta matura, lievi tratti balsamici e i sentori tipici minerali del riesling. Vino estremamente gastronomico per risotti di mare, cucina vegetariana ma anche sul pollame in intingolo. Prosit

24 Aprile 2020
Dettagli
Sauvignon DOC Collio 2018

Tiare (Terra) è una azienda giovane ma dal cuore antico, quello di Roberto Snidarich, il fondatore. Già nel 1996, il grande Gino Veronelli scrisse una delle sue indimenticabili recensioni sul Mixada un rosso di vera stoffa come il suo creatore. Poi fu solo duro lavoro sia per Roberto che per la moglie Sandra; per acquisire nuove vigne, per la ricerca dei cloni più compatibili per quelle colline, per dissodare quelle terre dure e dolci nello stesso tempo, per capire il giusto periodo per la vendemmia studiando i “precursori aromatici”. Il primo amore fu il Sauvignon che infatti rappresenta il 50% della produzione che conta tutte le varietà tipiche del Collio come la Ribolla, la Malvasia e il Friulano per un totale di 90.000 bot. Ma c’è anche un grande “Pinuàr”, un Pinot Nero che nel 2017 si conquista la sua medaglia d’oro (annata 2015) al The Global Pinot Noir Masters 2017. Ma a tenere la scena c’è sempre anche il Sauvignon. L’annata 2013 si è aggiudicata la Medaglia d’oro e il Trofeo speciale alla 5°edizione del Concours Mondial du Sauvignon di Bordeaux 2014. Il primo (e finora unico) riconoscimento in assoluto di questo livello tributato ad un vino italiano. Poi, solo riconoscimenti e allori (Tre Bicchieri del Gambero Rosso per cinque anni consecutivi). L’annata 2018, stile internazionale e cuore friulano, si presenta con un colore paglierino con riflessi verdognoli. Il profumo è intenso e molto caratteristico: ricorda il sambuco, la ginestra, pompelmo rosa e mango, in perfetta armonia. Al palato si rivela fresco, di ottima struttura e grintoso. E’ un eccellente compagno dei risotti con primizie di stagione e dei piatti di pesce anche impegnativi. Prosit.

22 Aprile 2020
Dettagli
Torcolato 2016

I “picai” ovvero il sistema di spaghi usato nella zona di Breganze per appendere in solaio l’uva Vespaiola affinché possa appassire. Presso la cantina Della Valle questo singolare sistema è di casa da quasi 2 secoli. E non ha più segreti. E poi il Torcolato esprime compiutamente tutte le caratteristiche che lo caratterizzano come un grande passito della pedemontana vicentina. Nei dieci ettari a vigneto che si distendono tra Breganze e Fara, la cantina Ca’ Biasi produce tutti i vini della DOC Breganze, con taglio artigianale ma di marcata personalità. Le uve della Vespaiola sono allevate in località Fratte, una delle belle colline di Breganze con esposizione a sud-est. I terreni sono di origine vulcanica con la prevalenza di rocce calcaree e basaltiche che testimoniano in fenomeni eruttivi di un passato lontano. I migliori grappoli sono raccolti nei caratteristici picai o nelle cassette e messe a riposare nei fruttai della vecchia casa colonica fino a gennaio. Dopo la pigiatura il dolce vino affinerà le sue preziose doti prima in acciaio e poi in botti di legno per altri sei o sette mesi. Una volta conseguita la maturità in bottiglia risalterà il suo colore giallo oro pieno e gli intensi profumi partendo dal miele fino ai fichi secchi passando per i fiori di acacia. In bocca e al palato si presente denso, avvolgente e di carattere deciso regalando gentili sentori di albicocca disidratata. Può accompagnare con grazia i formaggi erborinati, il gorgonzola e anche la frutta secca ma è grandissimo degustato a fine pasto, in solitaria. Prosit.

14 Marzo 2020
Dettagli
Malvasia 2019 Collio – Ronco dei Tassi

Quella istriana, detta anche friulana, occupa una posizione di prestigio nella grande famiglia delle Malvasie. Più per la qualità che per la quantità. L’origine di questo vitigno rimane incerta. Si racconta che siano stati i mercanti veneziani nel 1300, durante il dominio della Serenissima, a portare dal Peloponneso e piantare questo vitigno lungo tutto il litorale adriatico, dalla Dalmazia all’Istria fino, dalle colline carsiche del golfo di Trieste a quelle eoceniche del Friuli orientale. E’ uno dei vini di punta della azienda Ronco dei Tassi, cantina relativamente giovane perché nasce nel 1989 con l’acquisizione di un vecchio podere circa 9 ettari, di cui 4 a vigneto (ora sono 30 di cui 18 a vigneto – il resto è bosco), nel cuore del Collio Goriziano. L’altitudine varia fra i 140 e 200 metri sul livello del mare, la zona, ambientalmente tutelata, è ricca di flora spontanea e di fauna selvatica ghiotta di uva matura. Come i tassi che hanno dato il nome all’azienda frequentandone le terrazze soleggiate (ronchi). L’annata 2018 presenta un colore è giallo paglierino intenso con leggeri riflessi dorati e un profumo elegante e leggermente aromatico. Le particolari e ricercate note speziate, che ricordano la cannella e la noce moscata, vanno ad impreziosire un bouquet ampio e complesso, floreale e fruttato (albicocca e pesca). Il palato è intenso, lungo e persistente con grande sapidità e ricchezza nel retrogusto. Accompagna bene antipasti, minestre, primi piatti in genere, ma soprattutto il pesce. In particolare, crostacei e i pesci al forno guarniti con pomodori e patate. Prosit.

7 Marzo 2020
Dettagli
Santarosa Pinot Bianco Doc Collio 2018

Tra i tanti ottimi vini, custoditi nell’antico maniero, spicca il Santarosa, un Pinot Bianco dai vigneti in quel di Capriva, che si fregia dei tre bicchieri con l’annata 2018. Le origini del Castello di Spessa si rintracciano già in epoca romana, quando è documentata la presenza di una torre d’avvistamento e di una fornace, mentre il maniero vero e proprio risale al 1200. Nei secoli, di famiglia in famiglia, al castello di Spessa sono stati ospitati personaggi celebri come Giacomo Casanova e Lorenzo Da Ponte. Poi, da un atto di fede verso la sua terra Loretto Pali – imprenditore in Friuli – fa partire negli anni Settanta il sogno-progetto che porterà l’azienda agricola Castello di Spessa ad essere un punto di riferimento dell’enologia friulana. Prima l’acquisto de La Boatina a Cormòns, poi del Castello di Spessa per un totale di oltre 80 ettari di vigneti (30 nei dolci rilievi dell’area doc del Collio e 55 nella zona doc Isonzo) contornati da un apparato produttivo dotato delle più moderne tecnologie. Qui, dove le uve sono coltivate con maestria, nascono anche i Cru che riposano e si affinano nelle antiche cantine duecentesche scavate sotto il castello a una profondità di diciotto metri. L’annata 2018 in sintesi: colore giallo paglierino con note dorate, al naso risulta ampio ed intenso con note tropicali e floreali dolci. Estremamente raffinato al palato con note fruttate di mela bianca, pera e floreali di fiori d’acacia. Morbido e vellutato, ha un’ottima persistenza. Ideale con antipasti leggeri a base di pesce, risotti delicati di pesce e piatti di pasta o minestre di verdura. Prosit.

29 Febbraio 2020
Dettagli
Lugana Doc Riserva 2016 – Le Morette

La moretta è un uccello migratore che nidifica anche nelle nostre terre e il suo habitat si trova nei pressi delle paludi o dei laghi con abbondanza di vegetazione per nascondere il nido. Come avviene nel laghetto del Frassino che arricchisce la biodiversità della zona. Gino Zenato, il fondatore, si innamorò della loro elegante bellezza e ne fece il simbolo della cantina. Un profondo rispetto per la natura e per la cura per l’ambiente che la famiglia Zenato ha eletto a propria filosofia aziendale.

Le vigne insistono sul classico territorio argilloso con elevata salinità, dovuta alle sedimentazioni minerali. Il microclima creato dall’effetto mitigatore del Lago di Garda completa l’opera garantendo un Lugana di alto profilo e con la più piena espressione di questo vitigno autoctono. Il Lugana Riserva 2016 è stato prodotto in sole 2.500 bottiglie numerate perché ognuna esprima la forza e il carattere di queste uve già cantate dal poeta Catullo. Dopo la vendemmia rigorosamente manuale e la soffice vinificazione, quasi tutto il vino riposa “sur lie” per 12 mesi prima di unirsi felicemente con la parte che si è affinata nelle botti (nuove) di rovere. Ancora 12 mesi di affinamento in bottiglia e si rivela nella sua veste “antica”, autentica. Grande mineralità ma anche armonia, toni cromatici brillanti e profumi evoluti e complessi. Un Lugana dalla lunga vita che si accompagna bene con il pesce di lago e i formaggi giovani, ma che regge bene anche l’anitra al fegato grasso. Provare per credere. Prosit.

11 Settembre 2019
Dettagli
Hey French, You Could Have Made This But You Didn’t – Bianco Veneto IGT

Hey French, You Could Have Made This But You Didn’t: è proprio il nome di questo vino che, simpaticamente, fa il verso ai cugini d’oltralpe. Una bella (e buona) provocazione che ha generato un vino dal grande potenziale di invecchiamento. Con uno sforzo stilistico finalizzato a ottenere una complessità e struttura unica attraverso la sapiente unione delle diverse caratteristiche rappresentate dalle varie annate. La Garganega conferisce al vino struttura, freschezza e profumi con note floreali e intensa mineralità, profonda espressione della composizione del terreno di origine vulcanica.

Al momento della degustazione, le diverse annate si esprimono in un lungo susseguirsi di suggestioni e note che vanno dai fiori appena sbocciati alla camomilla, nocciola, note agrumate, frutta tropicale. Si tratta di un blend di Garganega, Pinot Bianco e Sauvignon delle annate 2013, 2015, 2016, 2017, diversissime tra loro, unite da un progetto innovativo e da un unico vigneto adagiato sulla cima di una collina di terreno basaltico eruttivo di origine vulcanica. Un vigneto di quattro ettari e mezzo che, nella parte più alta, raggiunge i 600 metri s.l.m., con esposizione a sud-ovest e coltivazione a guyot (4500-5000 ceppi per ettaro) e a pergola (3500 ceppi per ettaro). Un posizionamento che offre un’ideale simbiosi di ambiente e vitigni per la produzione di grandi vini bianchi di qualità. Data la longevità dei vini a preponderanza Garganega, la struttura e la complessità che caratterizzano Hey French garantiscono un estremo potenziale di invecchiamento. Un grande partner per i piatti di pesce. Prosit.

10 Settembre 2019
Dettagli
Vitovska 2015 IGT Venezia Giulia

I suoi vini colpiscono per finezza ed espressività perché Benjamin Zidarich è un grande interprete del Carso dove il verde è tornato a vincere. Convinto produttore naturale, evita la chimica sia in vigna che in cantina, dove lavora con il massimo rispetto della materia prima. La sua Vitovska è un vino ottenuto da fermentazione spontanea con i lieviti indigeni, con una macerazione sulle bucce prolungata senza però che il vino perda la sua finezza. È un vino puro, diretto, non subisce filtrazioni e stabilizzazioni esogene, eppure rimane in un perfetto equilibrio. Zidarich, nella sua splendida cantina di Prepotto interamente scavata nella roccia, si dedica anima e cuore a un’interpretazione eccelsa della viticoltura di una terra di confine figlia del vento, del sole e della roccia.

Questa Vitoska si presenta con un colore giallo dorato intenso, mentre al naso dichiara tutta la sua delicatezza fruttata, con sentori di frutta matura e un lieve sottofondo iodato e salato. Al palato entra senza difficoltà, senza incontrare ostacoli, come se venisse naturalmente accolto. Sapido, fresco e fine; l’acidità gioca un ruolo fondamentale nell’equilibrio di questo vino che nasce guardando il mare. Persiste in bocca in maniera soffice. Un vino capace di evolvere nel bicchiere. Infatti, dopo qualche minuto, debordano tutti i profumi di cui è carico; con l’affinamento in bottiglia migliora, evidenziando le note più minerali. Un grande vino da pesce crudo, carni bianche, verdure alla griglia e formaggi freschi. Prosit.

6 Settembre 2019
Dettagli
Maso Franch – Bianco Vigneti delle Dolomiti IGT

È un vino nobile, frutto di una unione virtuosa tra l’Incrocio Manzoni e lo Chardonnay. Le vigne prolificano sui pendii dove, da sempre, il vecchio maso faceva da guardia a un ambiente incontaminato e straordinario. Oggi il Maso Franch è circondato da un ecosistema naturale che dà luce e vita a questo vino. I vigneti sono posti proprio alla porta della Valle di Cembra, in destra orografica che è la più esposta al sole, salendo da Lavis. Si trovano su un versante di media e alta pendenza, esposti a sud con i caratteristici muri a secco che ne delimitano le terrazze. Un vino che da quell’antico maso, oltre al nome, ha ereditato le emozioni di una storia centenaria.

Solamente quando fragranza e salinità si uniscono a sensazioni mature e dolci, l’uva viene raccolta manualmente in piccoli contenitori. Dopo una soffice pressatura, il vino riposa per almeno 24 mesi sui propri lieviti, in parte in acciaio e in parte in piccole botti di rovere francese. Solo dopo diversi mesi di bottiglia Maso Franch sarà pronto per esser stappato. Si presenterà con un colore brillante, dorato, con decisi riflessi verdi. La mineralità dei profumi è la premessa a sentori più fruttati e agrumati. Nel bicchiere l’evoluzione è continua e intrigante, con pietra focaia e note leggermente fumè che completano le sensazioni olfattive. Al palato ha una struttura importante e una grande profondità. È ampio e fitto, con un’evidente componente salina che accarezza le papille gustative. Potrà stare con voi per un decennio accompagnando salumi, formaggi e paste ripiene. Prosit.

6 Settembre 2019
Dettagli
Io e il Baccalà Cuvèe Brut

Il nome della cantina può sembrare provocatorio, ma non è questo l’obiettivo. Così è scritto perché Andrea Mazzuccato, assieme alla moglie Laura, ha subito voluto metterci la faccia quando, nel 2014, ha rilevato l’azienda. Era l’ultimo arrivato nell’enclave enologica che si estende tra le colline di Breganze e si è cimentato subito con le tipologie classiche della DOC, Torcolato compreso. Anche se il suo vino del cuore resta il Merlot Land Rosso che passa 36 mesi in barrique più 12 in bottiglia prima di affrontare le tavole.

Il vino per il baccalà (metodo Charmat lungo) è stato pensato dopo un virtuoso incontro con la Venerabile Confraternita del Baccalà alla Vicentina, per dare una vivace e stuzzicante risposta alla fatidica domanda: qual è il vino che si sposa meglio con il nobile stoccafisso? La risposta è stata convincente. Sarà merito della forza del Vespaiolo, l’autoctono per eccellenza? La Cuvée Brut nasce da uve di Vespaiola-Chardonnay-Pinot Bianco-Pinot Grigio raccolte nella seconda metà di agosto e vinificate con una spremitura soffice e una decantazione statica. La fermentazione alcolica avviene a basse temperature e la maturazione sulle fecce fini. L’affinamento dura 6 mesi in acciaio con bâtonnage ogni 15 giorni per 6 mesi. Alla stappatura si presenta con grado alcolico di 12,5, un colore giallo paglierino, profumo di fiori bianchi appena insidiati dalle vivaci sensazioni agrumate. Le provocanti bollicine, fini e persistenti, ne esaltano freschezza e sapidità. Prosit.

6 Settembre 2019
Dettagli
DUE – Veneto Bianco IGT

Due annate, due zone di produzione, tre vitigni – Garganega, Durella e Pinot Grigio – e un nome semplice: Due. Si chiama così il nuovo nato in casa Giannitessari presentato all’ultimo Vinitaly. La capacità di lavorare su diversi terroir è la cifra del lavoro di Gianni Tessari, nome storico dell’enologia veneta, che governa 55 ettari di vigneti. Due sono infatti le zone di produzione: Garganega e Durella sono coltivate sui terreni vulcanici della Lessinia a Roncà (Verona), mentre il Pinot Grigio sul calcare dei Colli Berici a Sarego (Vicenza). Due sono anche le annate unite in un blend di grande piacevolezza: 2018 per la Garganega e 2017 per la Durella e il Pinot Grigio.

Vendemmia eseguita rigorosamente a mano, vinificazione svolta separatamente, poi il blend e un’ulteriore sosta in bottiglia. Alla vista, Due si presenta color giallo paglierino con vivaci riflessi dorati. Al naso è delicato, fine, con spiccate note di frutta tropicale. In bocca è equilibrato, con un finale fresco dalla buona persistenza. Il nuovo nato si affianca idealmente all’altro Due, quello prodotto con uve a bacca rossa, dove il nome in quel caso rimanda alla doppia fermentazione delle uve. Un vino di facile approccio, ma in grado di condensare in un unico calice il carattere della Garganega e della Durella coltivate in Lessinia con le note floreali e la delicatezza del Pinot Grigio dei Colli Berici. La prima annata ha fruttato 13.000 bottiglie e privilegia gli antipasti, carni bianche, piatti a base di pesce, frutti di mare e piatti leggermente speziati. Prosit.

6 Settembre 2019
Dettagli
Custoza DOC

Custoza dal profumo di fiori bianchi e mela verde, asciutto, sapido e minerale: uno dei fiori all’occhiello della cantina Monte del Frà. Il cuore di questa bella azienda scaligera si trova a Custoza, sulle colline moreniche del Lago di Garda, a soli 15 km dal centro di Verona. Una lunga avventura iniziata nel 1958 che ha portato oggi l’azienda a coltivare 140 ettari di vigna, tutti di proprietà. Una storia che si snoda tra grandi cru come il Cà del Magro, il vigneto Colombara, Grottino, Staffalo, Monte Godi, Monte Fitti, Mascarpine, Bagolina, Pezzarara e Monte del Frà appunto. Da una decina d’anni la famiglia Bonomo è anche proprietaria di una bellissima tenuta nel comune di Fumane, lungo il piccolo torrente Lena, a Lena di Mezzo.

La scelta dei territori idonei alla coltivazione della vite e l’applicazione maniacale delle pratiche agronomiche in pianta hanno fatto di Monte del Frà una delle realtà all’avanguardia nella produzione di uve (2/3 kg per ceppo) e di vini di qualità. L’annata del Custoza (Garganega, Trebbiano, Trebbianello, Cortese), ora sulle nostre tavole, deriva da uve coltivate su colline moreniche poste a sud-est del Lago di Garda, a 150 m s.l.m. La criomacerazione che precede una soffice pressatura regala un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, di grande potenza olfattiva, con profumi di fiori bianchi e mela verde e, in bocca, asciutto, sapido e minerale. Un bell’aperitivo e compagno ideale del pesce di lago. Prosit.

6 Settembre 2019
Dettagli
Sauvignon DOC Friuli Colli Orientali

La collina dove sorge l’Azienda è di marna eocenica, come tutta la parte sud dei Colli Orientali del Friuli e del Collio. Ma qui siamo nella DOC Friuli Colli Orientali e, quando si piantano i nuovi vigneti, bisogna combattere con una pietraia. Un terreno ricchissimo di minerali dove le falde acquifere si abbassano quel tanto da non dover soffrire per la siccità. Le notti fresche e ventilate facilitano l’abbondanza di profumi e sapori. La cantina e la casa padronale che sorgono sulla sommità di una suggestiva collina sono state ristrutturate, rispettando la tradizione, ma dotando la cantina delle migliori e più moderne tecnologie e di una barriqueria completamente interrata perfetta per l’affinamento dei vini in barriques e tonneaux. La limitata produzione permette una cura molto attenta delle uve vendemmiate a mano perché, in questa piccola cantina, ogni aspetto della produzione è come se componesse un mosaico dove ogni tessera concorre a realizzare un disegno armonioso ed elegante. Per conquistare i palati più esigenti con uno scaffale di vini assolutamente invidiabile.

Il Sauvignon è blend di uve di quattro cloni diversi e raccolte in quattro vigneti designati allo scopo. La vendemmia è manuale con una resa di 60/65 quintali per ettaro. Dopo aver riposato 8 mesi sui lieviti residui il vino si presenta con un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli e con profumi delicati che ricordano il peperone giallo, la pesca e la salvia. In bocca è elegante e vellutato. Si accompagna bene con gli antipasti, con le zuppe di verdure e con vari piatti di pesce. Prosit.

6 Settembre 2019
Dettagli
Ribolla Gialla IGT Venezia Giulia 2018 – I Feudi di Romans

La Ribolla Gialla 2018 (I Feudi di Romans), un vino simbolo del Friuli Venezia Giulia, ha conquistato la gloria conquistando un posto nella guida I Migliori 100 Vini e Vignaioli d’Italia 2019, edita dal “Corriere della Sera”. L’acqua, la terra, il vino. Il fiume simbolo delle terre giuliane, l’Isonzo, è portatore di storie, di contaminazioni, di culture. Le sue acque color smeraldo sono il primo elemento di vita di ogni uva che qui viene coltivata dalla famiglia Lorenzon. Uva che viene curata grappolo per grappolo e con l’assoluta assenza del diserbo. L’Isonzo, con il continuo mutare del suo letto, ha disegnato nel terreno venature di ghiaia e di sabbia. Proprio questa terra, nella Doc Isonzo, fu scelta da Severino Lorenzon per coltivare le sue vigne.

Dopo l’acqua e la terra ecco il vino: figlio di una cultura del lavoro in vigna con un occhio di riguardo per l’ambiente che lo circonda. Si ottengono così uve ricche di gusto e aromi, capaci di raccontare l’unicità di questa terra. La Ribolla Gialla si presenta con un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Il profumo si espande in modo gradevole ed elegante, ricco di sfumature che ricordano i fiori di campo, l’artemisia, il ciliegio, l’albicocca e la mela. Ed è probabile che, invecchiando, il bouquet possa virare verso toni più erbacei con un richiamo alle foglie aromatiche e alla frutta secca. Un classico vino da aperitivo adatto anche a un’ampia varietà di antipasti magri, a piatti a base di uova o pesce di acqua dolce. Prosit.

6 Settembre 2019
Dettagli
Malvasia Myo’ 2017 Vigneti di Spessa

Ricorre quest’anno il dodicesimo anniversario dell’attribuzione del nome Friulano a quello che fu il Tocai. Per questo, l’illustre apripista della linea Myo’ della Zorzettig è stato il vino bianco che sta nel cuore dei friulani, e non solo: il Friulano. Per quattro secoli si chiamò Tocai, prima di perdere la disfida con l’Ungheria. Succedeva dieci anni or sono e più, ma Annalisa Zorzettig ha bellamente dimostrato come la rivoluzione dettata dal cambio del nome sia stata uno stimolo per una crescita qualitativa e una ancor maggiore ricerca di tipicità. Altro elegante protagonista della linea Myo’ è la Malvasia Istriana (o Friulana).

E lode ai mercanti veneziani che, fin dal 1300, l’hanno diffusa lungo la costa istriana fino ad arrivare nei Colli Orientali del Friuli. Il vigneto in questione ha compiuto gli ottant’anni e la vendemmia viene effettuata a mano e in cassetta nella seconda decade di settembre. Dopo il travaso di fine fermentazione, il vino rimane sulle fecce nobili fino a marzo. Poi si presenta con il tipico colore giallo paglierino con leggeri riflessi dorati. Particolari e ricercate note speziate che ricordano il pepe e, in modo più leggero, la noce moscata, vanno a impreziosire un complesso bouquet floreale e fruttato maturo. Al palato è intenso, lungo e persistente. Grande sapidità e ricchezza nel retrogusto. Accompagna felicemente i piatti di pesce alla griglia o in umido, ma fa buona compagnia anche a minestre cremose, come quelle a base di asparagi o funghi. Ottimo l’abbinamento anche con carni bianche. Prosit.

6 Settembre 2019
Dettagli
Le Macette Soave DOC

Galeotto fu il merlo bianco che per anni nidificò nell’orto di famiglia. Un uccello unico e raro. Simbolo di purezza. Una purezza che ha ispirato la filosofia aziendale della famiglia Benini. Una delle tante storie del vino che affonda le radici nei secoli, ma che solo nel 2017 diventa un’altra storia, proprio con Alessandro. Lui portò l’idea della produzione agricola ecosostenibile e della viticultura biologica, dando vita a un vino sincero che rispetta territorio e tradizione.

Tutti i suoi vini rispettano questi comandamenti: il Balinda, una garganega in purezza sapida e invitante; il Vespro Albino, una garganega che fermenta nelle bucce per tre mesi per regalare i sapori ancestrali dimenticati; il Tciuc Tciuc, un rosso IGT (Cabernet-Valpolicella) dove il nome s’ispira al canto del merlo e regala aromi intensi e decisi; e infine Le Macette, nome che vuol significare la “terra tra i filari”. Vino Soave DOC costituito da un blend di tre vini Soave diversi, uno dei quali affina per 5 mesi in barrique di legno. È un bianco intenso ed evoluto che si distingue dal Soave base per corpo e persistenza. Sempre Garganega al 100% allevata in pergola veronese e vigne di 60 anni di età. L’uva viene raccolta a mano e, successivamente, pressata in modo soffice. Presenta un colore delicato giallo paglierino; un profumo intenso, agrumato, con sentori di fiori bianchi (camomilla); un gusto voluminoso e pieno, fresco e avvolgente. Si accompagna bene a piatti a base di pesce, risotto con gli asparagi, crostini di pane con formaggi freschi. Prosit.

6 Settembre 2019
Dettagli