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Lugana Doc Riserva 2016 – Le Morette

La moretta è un uccello migratore che nidifica anche nelle nostre terre e il suo habitat si trova nei pressi delle paludi o dei laghi con abbondanza di vegetazione per nascondere il nido. Come avviene nel laghetto del Frassino che arricchisce la biodiversità della zona. Gino Zenato, il fondatore, si innamorò della loro elegante bellezza e ne fece il simbolo della cantina. Un profondo rispetto per la natura e per la cura per l’ambiente che la famiglia Zenato ha eletto a propria filosofia aziendale.

Le vigne insistono sul classico territorio argilloso con elevata salinità, dovuta alle sedimentazioni minerali. Il microclima creato dall’effetto mitigatore del Lago di Garda completa l’opera garantendo un Lugana di alto profilo e con la più piena espressione di questo vitigno autoctono. Il Lugana Riserva 2016 è stato prodotto in sole 2.500 bottiglie numerate perché ognuna esprima la forza e il carattere di queste uve già cantate dal poeta Catullo. Dopo la vendemmia rigorosamente manuale e la soffice vinificazione, quasi tutto il vino riposa “sur lie” per 12 mesi prima di unirsi felicemente con la parte che si è affinata nelle botti (nuove) di rovere. Ancora 12 mesi di affinamento in bottiglia e si rivela nella sua veste “antica”, autentica. Grande mineralità ma anche armonia, toni cromatici brillanti e profumi evoluti e complessi. Un Lugana dalla lunga vita che si accompagna bene con il pesce di lago e i formaggi giovani, ma che regge bene anche l’anitra al fegato grasso. Provare per credere. Prosit.

11 Settembre 2019
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Hey French, You Could Have Made This But You Didn’t – Bianco Veneto IGT

Hey French, You Could Have Made This But You Didn’t: è proprio il nome di questo vino che, simpaticamente, fa il verso ai cugini d’oltralpe. Una bella (e buona) provocazione che ha generato un vino dal grande potenziale di invecchiamento. Con uno sforzo stilistico finalizzato a ottenere una complessità e struttura unica attraverso la sapiente unione delle diverse caratteristiche rappresentate dalle varie annate. La Garganega conferisce al vino struttura, freschezza e profumi con note floreali e intensa mineralità, profonda espressione della composizione del terreno di origine vulcanica.

Al momento della degustazione, le diverse annate si esprimono in un lungo susseguirsi di suggestioni e note che vanno dai fiori appena sbocciati alla camomilla, nocciola, note agrumate, frutta tropicale. Si tratta di un blend di Garganega, Pinot Bianco e Sauvignon delle annate 2013, 2015, 2016, 2017, diversissime tra loro, unite da un progetto innovativo e da un unico vigneto adagiato sulla cima di una collina di terreno basaltico eruttivo di origine vulcanica. Un vigneto di quattro ettari e mezzo che, nella parte più alta, raggiunge i 600 metri s.l.m., con esposizione a sud-ovest e coltivazione a guyot (4500-5000 ceppi per ettaro) e a pergola (3500 ceppi per ettaro). Un posizionamento che offre un’ideale simbiosi di ambiente e vitigni per la produzione di grandi vini bianchi di qualità. Data la longevità dei vini a preponderanza Garganega, la struttura e la complessità che caratterizzano Hey French garantiscono un estremo potenziale di invecchiamento. Un grande partner per i piatti di pesce. Prosit.

10 Settembre 2019
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Vitovska 2015 IGT Venezia Giulia

I suoi vini colpiscono per finezza ed espressività perché Benjamin Zidarich è un grande interprete del Carso dove il verde è tornato a vincere. Convinto produttore naturale, evita la chimica sia in vigna che in cantina, dove lavora con il massimo rispetto della materia prima. La sua Vitovska è un vino ottenuto da fermentazione spontanea con i lieviti indigeni, con una macerazione sulle bucce prolungata senza però che il vino perda la sua finezza. È un vino puro, diretto, non subisce filtrazioni e stabilizzazioni esogene, eppure rimane in un perfetto equilibrio. Zidarich, nella sua splendida cantina di Prepotto interamente scavata nella roccia, si dedica anima e cuore a un’interpretazione eccelsa della viticoltura di una terra di confine figlia del vento, del sole e della roccia.

Questa Vitoska si presenta con un colore giallo dorato intenso, mentre al naso dichiara tutta la sua delicatezza fruttata, con sentori di frutta matura e un lieve sottofondo iodato e salato. Al palato entra senza difficoltà, senza incontrare ostacoli, come se venisse naturalmente accolto. Sapido, fresco e fine; l’acidità gioca un ruolo fondamentale nell’equilibrio di questo vino che nasce guardando il mare. Persiste in bocca in maniera soffice. Un vino capace di evolvere nel bicchiere. Infatti, dopo qualche minuto, debordano tutti i profumi di cui è carico; con l’affinamento in bottiglia migliora, evidenziando le note più minerali. Un grande vino da pesce crudo, carni bianche, verdure alla griglia e formaggi freschi. Prosit.

6 Settembre 2019
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Maso Franch – Bianco Vigneti delle Dolomiti IGT

È un vino nobile, frutto di una unione virtuosa tra l’Incrocio Manzoni e lo Chardonnay. Le vigne prolificano sui pendii dove, da sempre, il vecchio maso faceva da guardia a un ambiente incontaminato e straordinario. Oggi il Maso Franch è circondato da un ecosistema naturale che dà luce e vita a questo vino. I vigneti sono posti proprio alla porta della Valle di Cembra, in destra orografica che è la più esposta al sole, salendo da Lavis. Si trovano su un versante di media e alta pendenza, esposti a sud con i caratteristici muri a secco che ne delimitano le terrazze. Un vino che da quell’antico maso, oltre al nome, ha ereditato le emozioni di una storia centenaria.

Solamente quando fragranza e salinità si uniscono a sensazioni mature e dolci, l’uva viene raccolta manualmente in piccoli contenitori. Dopo una soffice pressatura, il vino riposa per almeno 24 mesi sui propri lieviti, in parte in acciaio e in parte in piccole botti di rovere francese. Solo dopo diversi mesi di bottiglia Maso Franch sarà pronto per esser stappato. Si presenterà con un colore brillante, dorato, con decisi riflessi verdi. La mineralità dei profumi è la premessa a sentori più fruttati e agrumati. Nel bicchiere l’evoluzione è continua e intrigante, con pietra focaia e note leggermente fumè che completano le sensazioni olfattive. Al palato ha una struttura importante e una grande profondità. È ampio e fitto, con un’evidente componente salina che accarezza le papille gustative. Potrà stare con voi per un decennio accompagnando salumi, formaggi e paste ripiene. Prosit.

6 Settembre 2019
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Sauvignon DOC Friuli Colli Orientali

La collina dove sorge l’Azienda è di marna eocenica, come tutta la parte sud dei Colli Orientali del Friuli e del Collio. Ma qui siamo nella DOC Friuli Colli Orientali e, quando si piantano i nuovi vigneti, bisogna combattere con una pietraia. Un terreno ricchissimo di minerali dove le falde acquifere si abbassano quel tanto da non dover soffrire per la siccità. Le notti fresche e ventilate facilitano l’abbondanza di profumi e sapori. La cantina e la casa padronale che sorgono sulla sommità di una suggestiva collina sono state ristrutturate, rispettando la tradizione, ma dotando la cantina delle migliori e più moderne tecnologie e di una barriqueria completamente interrata perfetta per l’affinamento dei vini in barriques e tonneaux. La limitata produzione permette una cura molto attenta delle uve vendemmiate a mano perché, in questa piccola cantina, ogni aspetto della produzione è come se componesse un mosaico dove ogni tessera concorre a realizzare un disegno armonioso ed elegante. Per conquistare i palati più esigenti con uno scaffale di vini assolutamente invidiabile.

Il Sauvignon è blend di uve di quattro cloni diversi e raccolte in quattro vigneti designati allo scopo. La vendemmia è manuale con una resa di 60/65 quintali per ettaro. Dopo aver riposato 8 mesi sui lieviti residui il vino si presenta con un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli e con profumi delicati che ricordano il peperone giallo, la pesca e la salvia. In bocca è elegante e vellutato. Si accompagna bene con gli antipasti, con le zuppe di verdure e con vari piatti di pesce. Prosit.

6 Settembre 2019
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Ribolla Gialla IGT Venezia Giulia 2018 – I Feudi di Romans

La Ribolla Gialla 2018 (I Feudi di Romans), un vino simbolo del Friuli Venezia Giulia, ha conquistato la gloria conquistando un posto nella guida I Migliori 100 Vini e Vignaioli d’Italia 2019, edita dal “Corriere della Sera”. L’acqua, la terra, il vino. Il fiume simbolo delle terre giuliane, l’Isonzo, è portatore di storie, di contaminazioni, di culture. Le sue acque color smeraldo sono il primo elemento di vita di ogni uva che qui viene coltivata dalla famiglia Lorenzon. Uva che viene curata grappolo per grappolo e con l’assoluta assenza del diserbo. L’Isonzo, con il continuo mutare del suo letto, ha disegnato nel terreno venature di ghiaia e di sabbia. Proprio questa terra, nella Doc Isonzo, fu scelta da Severino Lorenzon per coltivare le sue vigne.

Dopo l’acqua e la terra ecco il vino: figlio di una cultura del lavoro in vigna con un occhio di riguardo per l’ambiente che lo circonda. Si ottengono così uve ricche di gusto e aromi, capaci di raccontare l’unicità di questa terra. La Ribolla Gialla si presenta con un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Il profumo si espande in modo gradevole ed elegante, ricco di sfumature che ricordano i fiori di campo, l’artemisia, il ciliegio, l’albicocca e la mela. Ed è probabile che, invecchiando, il bouquet possa virare verso toni più erbacei con un richiamo alle foglie aromatiche e alla frutta secca. Un classico vino da aperitivo adatto anche a un’ampia varietà di antipasti magri, a piatti a base di uova o pesce di acqua dolce. Prosit.

6 Settembre 2019
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Malvasia Myo’ 2017 Vigneti di Spessa

Ricorre quest’anno il dodicesimo anniversario dell’attribuzione del nome Friulano a quello che fu il Tocai. Per questo, l’illustre apripista della linea Myo’ della Zorzettig è stato il vino bianco che sta nel cuore dei friulani, e non solo: il Friulano. Per quattro secoli si chiamò Tocai, prima di perdere la disfida con l’Ungheria. Succedeva dieci anni or sono e più, ma Annalisa Zorzettig ha bellamente dimostrato come la rivoluzione dettata dal cambio del nome sia stata uno stimolo per una crescita qualitativa e una ancor maggiore ricerca di tipicità. Altro elegante protagonista della linea Myo’ è la Malvasia Istriana (o Friulana).

E lode ai mercanti veneziani che, fin dal 1300, l’hanno diffusa lungo la costa istriana fino ad arrivare nei Colli Orientali del Friuli. Il vigneto in questione ha compiuto gli ottant’anni e la vendemmia viene effettuata a mano e in cassetta nella seconda decade di settembre. Dopo il travaso di fine fermentazione, il vino rimane sulle fecce nobili fino a marzo. Poi si presenta con il tipico colore giallo paglierino con leggeri riflessi dorati. Particolari e ricercate note speziate che ricordano il pepe e, in modo più leggero, la noce moscata, vanno a impreziosire un complesso bouquet floreale e fruttato maturo. Al palato è intenso, lungo e persistente. Grande sapidità e ricchezza nel retrogusto. Accompagna felicemente i piatti di pesce alla griglia o in umido, ma fa buona compagnia anche a minestre cremose, come quelle a base di asparagi o funghi. Ottimo l’abbinamento anche con carni bianche. Prosit.

6 Settembre 2019
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Le Macette Soave DOC

Galeotto fu il merlo bianco che per anni nidificò nell’orto di famiglia. Un uccello unico e raro. Simbolo di purezza. Una purezza che ha ispirato la filosofia aziendale della famiglia Benini. Una delle tante storie del vino che affonda le radici nei secoli, ma che solo nel 2017 diventa un’altra storia, proprio con Alessandro. Lui portò l’idea della produzione agricola ecosostenibile e della viticultura biologica, dando vita a un vino sincero che rispetta territorio e tradizione.

Tutti i suoi vini rispettano questi comandamenti: il Balinda, una garganega in purezza sapida e invitante; il Vespro Albino, una garganega che fermenta nelle bucce per tre mesi per regalare i sapori ancestrali dimenticati; il Tciuc Tciuc, un rosso IGT (Cabernet-Valpolicella) dove il nome s’ispira al canto del merlo e regala aromi intensi e decisi; e infine Le Macette, nome che vuol significare la “terra tra i filari”. Vino Soave DOC costituito da un blend di tre vini Soave diversi, uno dei quali affina per 5 mesi in barrique di legno. È un bianco intenso ed evoluto che si distingue dal Soave base per corpo e persistenza. Sempre Garganega al 100% allevata in pergola veronese e vigne di 60 anni di età. L’uva viene raccolta a mano e, successivamente, pressata in modo soffice. Presenta un colore delicato giallo paglierino; un profumo intenso, agrumato, con sentori di fiori bianchi (camomilla); un gusto voluminoso e pieno, fresco e avvolgente. Si accompagna bene a piatti a base di pesce, risotto con gli asparagi, crostini di pane con formaggi freschi. Prosit.

6 Settembre 2019
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Io e il Baccalà Cuvèe Brut

Il nome della cantina può sembrare provocatorio, ma non è questo l’obiettivo. Così è scritto perché Andrea Mazzuccato, assieme alla moglie Laura, ha subito voluto metterci la faccia quando, nel 2014, ha rilevato l’azienda. Era l’ultimo arrivato nell’enclave enologica che si estende tra le colline di Breganze e si è cimentato subito con le tipologie classiche della DOC, Torcolato compreso. Anche se il suo vino del cuore resta il Merlot Land Rosso che passa 36 mesi in barrique più 12 in bottiglia prima di affrontare le tavole.

Il vino per il baccalà (metodo Charmat lungo) è stato pensato dopo un virtuoso incontro con la Venerabile Confraternita del Baccalà alla Vicentina, per dare una vivace e stuzzicante risposta alla fatidica domanda: qual è il vino che si sposa meglio con il nobile stoccafisso? La risposta è stata convincente. Sarà merito della forza del Vespaiolo, l’autoctono per eccellenza? La Cuvée Brut nasce da uve di Vespaiola-Chardonnay-Pinot Bianco-Pinot Grigio raccolte nella seconda metà di agosto e vinificate con una spremitura soffice e una decantazione statica. La fermentazione alcolica avviene a basse temperature e la maturazione sulle fecce fini. L’affinamento dura 6 mesi in acciaio con bâtonnage ogni 15 giorni per 6 mesi. Alla stappatura si presenta con grado alcolico di 12,5, un colore giallo paglierino, profumo di fiori bianchi appena insidiati dalle vivaci sensazioni agrumate. Le provocanti bollicine, fini e persistenti, ne esaltano freschezza e sapidità. Prosit.

6 Settembre 2019
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DUE – Veneto Bianco IGT

Due annate, due zone di produzione, tre vitigni – Garganega, Durella e Pinot Grigio – e un nome semplice: Due. Si chiama così il nuovo nato in casa Giannitessari presentato all’ultimo Vinitaly. La capacità di lavorare su diversi terroir è la cifra del lavoro di Gianni Tessari, nome storico dell’enologia veneta, che governa 55 ettari di vigneti. Due sono infatti le zone di produzione: Garganega e Durella sono coltivate sui terreni vulcanici della Lessinia a Roncà (Verona), mentre il Pinot Grigio sul calcare dei Colli Berici a Sarego (Vicenza). Due sono anche le annate unite in un blend di grande piacevolezza: 2018 per la Garganega e 2017 per la Durella e il Pinot Grigio.

Vendemmia eseguita rigorosamente a mano, vinificazione svolta separatamente, poi il blend e un’ulteriore sosta in bottiglia. Alla vista, Due si presenta color giallo paglierino con vivaci riflessi dorati. Al naso è delicato, fine, con spiccate note di frutta tropicale. In bocca è equilibrato, con un finale fresco dalla buona persistenza. Il nuovo nato si affianca idealmente all’altro Due, quello prodotto con uve a bacca rossa, dove il nome in quel caso rimanda alla doppia fermentazione delle uve. Un vino di facile approccio, ma in grado di condensare in un unico calice il carattere della Garganega e della Durella coltivate in Lessinia con le note floreali e la delicatezza del Pinot Grigio dei Colli Berici. La prima annata ha fruttato 13.000 bottiglie e privilegia gli antipasti, carni bianche, piatti a base di pesce, frutti di mare e piatti leggermente speziati. Prosit.

6 Settembre 2019
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Custoza DOC

Custoza dal profumo di fiori bianchi e mela verde, asciutto, sapido e minerale: uno dei fiori all’occhiello della cantina Monte del Frà. Il cuore di questa bella azienda scaligera si trova a Custoza, sulle colline moreniche del Lago di Garda, a soli 15 km dal centro di Verona. Una lunga avventura iniziata nel 1958 che ha portato oggi l’azienda a coltivare 140 ettari di vigna, tutti di proprietà. Una storia che si snoda tra grandi cru come il Cà del Magro, il vigneto Colombara, Grottino, Staffalo, Monte Godi, Monte Fitti, Mascarpine, Bagolina, Pezzarara e Monte del Frà appunto. Da una decina d’anni la famiglia Bonomo è anche proprietaria di una bellissima tenuta nel comune di Fumane, lungo il piccolo torrente Lena, a Lena di Mezzo.

La scelta dei territori idonei alla coltivazione della vite e l’applicazione maniacale delle pratiche agronomiche in pianta hanno fatto di Monte del Frà una delle realtà all’avanguardia nella produzione di uve (2/3 kg per ceppo) e di vini di qualità. L’annata del Custoza (Garganega, Trebbiano, Trebbianello, Cortese), ora sulle nostre tavole, deriva da uve coltivate su colline moreniche poste a sud-est del Lago di Garda, a 150 m s.l.m. La criomacerazione che precede una soffice pressatura regala un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, di grande potenza olfattiva, con profumi di fiori bianchi e mela verde e, in bocca, asciutto, sapido e minerale. Un bell’aperitivo e compagno ideale del pesce di lago. Prosit.

6 Settembre 2019
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