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“Piccola Peste” Rosso Veronese IGT

“Ho iniziato partendo da zero. Avevo a disposizione solo una ricetta: un po’ d’incoscienza, molta caparbietà, tanta, tanta passione, una buona dose di speranza e qualcuno che ha creduto in me; per fare il vino ci vogliono le mani, il naso, il cuore e la passione… ogni giorno”. Queste parole riassumono la filosofia portante di Cristiano Saletti viticoltore della Valpolicella. Piccola Peste è un vino rosso prodotto dall’azienda Terre di Pietra che rispecchia in pieno il pensiero del giovane vigneron.

La cantina, si trova a Marcellise dove si trovano anche parte dei vigneti mentre un altro “vignale” insiste in quel di Negrar in località Torbe, tra i 400 e i 600 metri di altitudine. Cristiano è innamorato della natura e con essa ha un rapporto tutto speciale. Quando la famiglia e i vigneti lo consentono ama camminare tra i sentieri di montagna, altra sua grande passione. La Piccola Peste è un IGT veronese composto da Corvina al 50% Corvinone 20% Rondinella 20% e Molinara 10%. Si presenta con un colore rosso rubino scarico che denuncia la provenienza da un vigneto giovane come dimostrato anche dalla sua esplosiva esuberanza. Vinificato in acciaio il vino ha sentori di frutta fresca, lieve speziatura e sentori balsamici. Al palato è fresco, croccante, soffice e piacevolissimo per una bevuta spensierata senza troppe domande. Un vino da servire fresco d’estate per accompagnare taglieri di salumi ma che regge bene il confronto con piatti di pollame bolliti o arrosto, di coniglio al tegame o con una pasta al ragù bianco. Prosit.

23 Aprile 2020
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Fralibri Valpolicella Classico Doc 2018

Ancora una felice conferma per il Valpolicella Classico 2018 dell’azienda agricola Eleva, un tempo conosciuta come La Pala. Infatti, i vigneti si trovano nella Tenuta La Pala alle pendici della mitica Conca d’Oro. Già famosa per Pievesole, il suo Amarone di grande struttura, per il Ripasso Tenzone e per il Recioto Tomo XIV, questo Valpolicella Classico è il primo vino certificato Biologico della cantina Eleva, ottenuto da uve Corvina, Corvinone, Rondinella, come da disciplinare, e una piccola quantità di diverse tipologie di uve come la Croatina, Teroldego, Oseleta e Merlot.

“Il momento più bello è quello della vendemmia” dice convinta l’enologa Raffaella Veroli che poi trasferisce questa “bellezza” in tutti i suoi vini. L’annata 2018 presenta un carattere deciso e asciutto, si fa apprezzare per la sua freschezza e raffinata semplicità, per i suoi profumi e, soprattutto, per la sua versatilità. Alla vista appare limpido e di un colore rosso rubino con riflessi nettamente violacei. Persistente all’olfatto con note di frutta rossa matura, con sentori di fragola che si sovrappongono a quelli speziati del tabacco e della mandorla amara. Il retrogusto rispecchia il naso, mentre in bocca si apprezza un tannino delicato in buon equilibrio con l’acidità tipica del vino fresco, comunque morbido e con un finale tipicamente amarognolo. È un vino che si abbina facilmente a ogni tipo di piatto, pensato anche per accompagnare piatti di pesce di lago. Prosit.

11 Settembre 2019
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Villa Gresti 2014

Costruita nel 1724 sulle rovine del monastero dei Frati Crociferi, Villa Gresti è sempre appartenuta alla famiglia dei Guerrieri Gonzaga. La Tenuta si estende nella Vallagarina per 300 ettari, di cui oltre 25 coltivati a vigna fin dalla fine dell’800. Qui abitò una grande donna, Gemma de Gresti Guerrieri Gonzaga che, con il suo coraggio, riuscì a far rimpatriare 11.000 prigionieri dai campi di concentramento. Per questo è stato dedicato a lei, e simbolicamente a tutte le donne, questo vino che raffigura in etichetta la storica magione.

Da sempre la missione dei Guerrieri Gonzaga è stata quella di produrre vini che si distinguessero per equilibrio ed eleganza: Villa Gresti (90% Merlot – 10% Carmenere) è uno dei simboli più prestigiosi. Ogni annata riconferma la freschezza e i profumi e sapori che queste terre sanno donare, sempre con la stessa inconfondibile impronta. L’annata 2014 è caratterizzata da un intenso colore rosso rubino; i profumi sono ampi e avvolgenti, coccolano il naso con persistenza liberando sentori di tabacco e suadenti note vanigliate e cacao. In bocca riconferma il perfetto equilibrio che caratterizza tutta la produzione della Tenuta, la perfetta morbidezza e la giusta acidità; i tannini vellutati e dolci, caratteristici del Merlot della Vallagarina. Accompagna con nobiltà le carni rosse e gli arrosti, ma è anche l’abbinamento ideale per brasati, stufati, selvaggina e formaggi stagionati. Vi terrà compagnia, senza cedimenti, per un decennio e più. Sono circa 11.000 le bottiglie numerate; che se ne vanno in fretta. Prosit.

11 Settembre 2019
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Villa Cordevigo Rosso Rosso Veronese IGT

«Nomina sunt consequentia rerum», antico detto che si adatta perfettamente a Villabella, cantina stellata che ha sede nel cuore del Bardolino Classico, sulle colline che si affacciano sul Lago di Garda. I suoi vini sono tutti di livello superiore e rappresentano brillantemente tutte le tipologie del comprensorio del Garda. Il Cordevigo Rosso è uno dei fiori all’occhiello di Villabella e viene prodotto nei vigneti che sono a ridosso della storica villa del XVIII secolo. Le uve (Corvina 65%, Cabernet Sauvignon 20%, Merlot 15%), raccolte a fine ottobre, vengono sottoposte a un breve appassimento, effettuato secondo le tecniche tradizionali. 30 mesi dura l’affinamento in botti di ciliegio da 7 ettolitri e tonneaux. Poi il riposo in bottiglia per un minimo di 6 mesi. Un vino di grande nervo che si presenta con un colore rosso granato pieno e brillante.

Al naso salgono intensi profumi fruttati che ricordano la ciliegia e i piccoli frutti di bosco (mirtillo, mora di rovo), con leggeri sentori di cacao, prugna e tabacco. In bocca esprime tutta la sua avvolgente personalità. I tannini sono morbidi, eleganti e vellutati. La percezione fruttata è ricca, profonda e persistente. Ben dotato di carattere e potenza, è un compagno ideale per i piatti di carne, anche particolarmente impegnativi: arrosti, carni rosse alla griglia (fiorentina, costata), agnello, selvaggina. Eccellente anche in abbinamento con formaggi stagionati. Il suo particolare DNA gli consente di invecchiare felicemente.

6 Settembre 2019
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Merlot 2014 IGT Veneto

Ongaresca: le vigne con le radici nella storia. Basta passeggiare sulle belle colline, sul dosso chiamato “osservatorio” – appena sotto Madonna delle Grazie – e spaziare con lo sguardo ammirando la verde pianura mentre le alte cime dei monti proteggono il territorio bissarese dai venti freddi del Nord. Un habitat ideale per l’uomo e per la vite. Come all’Ongaresca: chissà se centrano anche gli Ungari con l’avventurosa e interessante storia di Costabissara.

In questi vigneti, quasi ventenni, l’uva viene raccolta a mano e lasciata in appassimento per 25 giorni in sito ventilato naturalmente. Viene quindi pigiata e lasciata fermentare per altri 20/25 giorni. Dopo una soffice spremitura il vino riposerà in barriques per mesi e quindi affinato in bottiglia per almeno 12 mesi prima di affrontare le tavole degli appassionati. Curiosa e interessante anche la storia delle etichette, firmate da Sandro Scevaroli, che marcano tutta la produzione dell’Ongaresca. Infatti, la gradazione cromatica cambia a seconda della tipologia del vino, ma il disegno rimane lo stesso: tre cerchi che possono ricordare qualche simbolo esoterico o quelle impronte che la letteratura fantascientifica definirebbe le tracce di un ufo. Il 2014 presenta un profumo intenso, piacevolmente erbaceo, con sentori di mora, cioccolato e vaniglia. In bocca è piacevole, morbido con un’interessante nota finale di pietra focaia. Un vino di grande struttura che si accompagna bene ai primi piatti saporiti, ai bolliti, alle carni rosse e ai formaggi a pasta dura.

6 Settembre 2019
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Cabernet Breganze DOC 2018

Chi conosce Innocente Dalla Valle capisce subito di avere a che fare con una persona autentica e sincera, come sinceri sono i suoi vini. Un’azienda, la sua, che si trova sulle colline di Breganze in una posizione perfetta con esposizione a sud e un vigneto curato con estrema attenzione. In totale l’azienda coltiva 12 ettari facendo fede ai riti e alle tecniche tramandate nel corso dei secoli. La visione di Innocente è tradizionalista: è un convinto custode della tradizione della sua terra e non perde l’occasione per dimostrarlo. Ogni ospite che varca la porta della cantina è accolto con un calice di vino, pan biscotto e lardo, proprio come un tempo. La sua produzione è legata anche ai vitigni più autentici della zona come il Groppello, il Vespaiolo, il Refosco oltre ad altri vitigni internazionali, da non perdere il Merlot e un affascinante Torcolato d’autore.

Potremmo perderci nell’elenco delle qualità che caratterizzano questo Cabernet Breganze Doc, ma l’aggettivo sincero è quello che riassume tutto di questo bicchiere. Il Cabernet rispecchia perfettamente l’identità territoriale di questa tipologia con sentori tipici lievemente vegetali e di frutta matura. Al palato è piacevole e dotato di grande bevibilità, forse troppa, dal momento che non è facile resistere al richiamo del secondo bicchiere. Classico vino quotidiano capace di essere il giusto compagno di viaggio a tutto il pasto. Si abbina con convinzione con la carne alla griglia ma anche a primi piatti ricchi, con ragù di carne.

6 Settembre 2019
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Ventale Valpolicella Superiore Doc 2017

Quasi due secoli di storia della Valpolicella sono racchiusi tra le mura di questa cantina: una delle gemme del Gruppo Italiano Vini.
La Cantina Santi ha scelto di esprimere la sua passione per il territorio della Valpolicella e la conoscenza dello stesso, maturata durante la sua storia ultracentenaria, impiegando nei propri vini esclusivamente le uve autoctone di questa zona con netta preponderanza per la Corvina, varietà dal grande potenziale fruttato che può dare origine a vini moderni e piacevoli.

Tra le bandiere che garriscono più in alto ci sono quelle dell’Amarone Proemio e del Ventale (Corvina, Corvinone, Rondinella), un Valpolicella Superiore Doc. Il nome, Ventale, ricorda che la cantina insiste sulla ventilata vallata di Illasi ed esalta particolarmente la Corvina nella sua espressione più tipica: frutto fragrante e sapidità. Un grande ritorno alle origini. Le uve raccolte rigorosamente a mano vengono subito conferite in cantina per non disperderne i profumi.

Dopo la vinificazione, l’affinamento dura 18 mesi in botti di legno, poi il vino matura per altri sei mesi in bottiglia. Si presenta con un colore rosso intenso con riflessi violacei accarezzando il naso con le fragranti note della ciliegia matura, della mora di rovo, delle spezie dolci, sfumando con sentori di cacao e pasta. In bocca esplode la sua vibrante succosità ben supportata da tannini vellutati. Vi farà compagnia per sei-sette anni se le bottiglie saranno coricate al fresco e al buio. Si accompagna bene alle carni rosse, alla selvaggina e ai formaggi stagionati. Prosit.

6 Settembre 2019
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Rerum – Recioto della Valpolicella Classico DOCG

Rerum, altro nome impegnativo fra tutti quelli importanti della gamma di casa Sartori. Un nome che evoca la grandezza e i misteri della natura. Tanto vino è passato tra le botti continuando a profumare la cantina della Casa Vinicola Sartori da quando, nel 1892, Pietro il fondatore comprò la prima vigna in quel di Negrar. E l’ultima generazione, come la prima, continua a combattere per Verona, lavorando sui vini classici veronesi: Valpolicella, Soave, Bardolino, Bardolino Chiaretto, reinterpretati in chiave elegante e personalizzata, per adattarli al gusto dei consumatori dei quattro angoli del mondo.

Sono più di 50 i mercati conquistati nel nome di Verona in tutta l’Europa, in America del Nord e del Sud, in Russia, nel Sud Est Asiatico. Il terreno collinoso a nord della città è di natura argillosa e calcarea; lì maturano le preziose uve che, selezionate in vigneto e appassite per tre mesi, danno vita a questo dolce rosso. Dopo la pigiatura il mosto viene messo fermentare in serbatoi d’acciaio. La lentissima fermentazione si protrae fino alla primavera inoltrata lasciando un piacevole residuo zuccherino che caratterizza il Recioto. L’affinamento in botti di rovere di grandi dimensioni dura 6 mesi e il riposo in bottiglia altri due. Alla fine del percorso virtuoso il vino si presenta con un colore rosso dai riflessi violacei, un profumo di frutta matura, sapore morbido piacevolmente dolce. Ama, in particolare, le torte di mandorle, pastafrolla e biscotti secchi.

6 Settembre 2019
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Marjun Pinot Nero Alto Adige DOC Riserva

Si presenta di colore rubino con sfumature granate. I profumi sono fruttati con sentori di frutti di bosco, prugna, ciliegia e note speziate di erbe. In bocca tannini morbidi e un piacevole nerbo di freschezza riconducono immediatamente all’altitudine alla quale si trovano i vigneti, conferendo carattere e al tempo stesso eleganza. Finale fruttato e succoso con evidenti note speziate. Si chiama Marjun ed è il nuovo Pinot Nero Alto Adige DOC Riserva di Cantina Tramin. Viene prodotto con le uve provenienti da tre aree attigue, simili per la composizione prevalentemente calcarea dei terreni, ma diverse per altitudine. Il 20% proviene da Mazon (altitudine 350 metri), 40% da Pinzon (circa 450 metri) e 40% da Glen dove le vigne vivono fino a 650 metri sul livello del mare.

Il nome “Marjun”, parola che deriva da Marranea, ovvero “frammenti di ghiaia” nell’antica lingua indoeuropea prelatina, è il toponimo che indica un’area detritica sovrastante i vigneti di Glen e Pinzon. È infatti uno scheletro di origine calcarea a caratterizzare i vigneti sottostanti coltivati a Pinot Nero. Con Marjun si arricchisce quindi la gamma dei vini da uve a bacca rossa di Cantina Tramin. Se, negli anni, l’azienda è diventata celebre per l’espressione (non solo olfattiva) dei suoi vini bianchi, e in particolare per il suo Gewürztraminer, la sua storia è marcata anche da importanti vini rossi. La cantina che conosciamo oggi è nata, infatti, dalla fusione nel 1971 tra Cantina Tramin (sorta nel 1898) e Cantina di Egna (fondata nel 1893). Una storia che continua. Prosit.

6 Settembre 2019
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Crosara 2016

La “grande rivoluzione” ebbe inizio nei primi anni ‘70 con l’ingresso in cantina di Fausto Maculan, fresco di studi e pieno di curiosità verso i cugini d’oltralpe dei quali andò subito a esplorare storia e tecnica. Prima a Bordeaux, che comprende anche la denominazione Sauternes (AOC), e poi la Champagne. Arrivarono così, in successione, i vini che hanno fatto grande la cantina di Breganze e tutta la Doc omonima. (Ri)nacquero nobilitati prima il Torcolato (1975), che si ispira ai grandi Sauterns, poi il Fratta (1977), che si ispira ai più famosi Bordeaux e, infine, il Crosara (2000) che ricorda il grande Petrus.

La sfida con le “bollicine” era nell’aria, ma fu consumata nel 2012 con i Trevolti. Perché ora gli attori in cantina sono tre: Angela, Maria Vittoria e, naturalmente, Fausto. Dove si incrociano (crosara) i vigneti più vocati per il Merlot è nato il Crosara 2016 (3.000 bottiglie). Dopo la vendemmia manuale, un’accurata selezione dei grappoli e la fermentazione in piccoli tini di acciaio, egli si affina per un anno in barriques nuove e successivamente in bottiglia per sei mesi. Poi, si presenta agli occhi, purpureo, estremamente ricco e profondo; al naso con un profumo ricco e intenso di piccoli frutti neri e frutta rossa molto matura, spezie, caffè e cioccolato; in bocca con evidenti sentori di frutti di sottobosco maturi, accompagnati da una notevolissima struttura di tannini dolci ed eleganti. Si accompagna felicemente con piatti a base di selvaggina, carne alla brace, brasati e formaggi di lunga stagionatura. Prosit.

6 Settembre 2019
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Corte Scaletta Amarone della Valpolicella 2012

Marcellise, terra incontaminata, sembra essere su di un altro pianeta rispetto a San Martino Buon Albergo, comune di cui fa parte da meno di un secolo. Infatti, conserva tradizioni e cultura della civiltà contadina che altre frazioni del territorio comunale hanno perso. Compresa la tipologia edilizia, prevalentemente rurale, che insiste in tutte le diverse contrade di origine antica. Le corti rurali sono ancora distribuite, in maniera quasi uniforme, sia a valle sia in collina. Una di queste è Corte Scaletta una piccola e valorosa cantina che interpreta fino in fondo la filosofia che sovraintende alla coltivazione della vite di queste terre.

Il frutto più prezioso di Corte Scaletta è naturalmente l’Amarone. Le uve provengono tutte dai vigneti di proprietà di questa piccola azienda familiare e sono selezionate e raccolte a mano: Corvina 40%, Corvinone 30% Rondinella 30%. L’appassimento naturale dura per 90 giorni e la vinificazione avviene solo in vasche di acciaio. Il trattamento soffice delle bucce consente la massima espressione delle uve. Il suo colore è il classico rosso rubino con riflessi granati; i suoi profumi sono quelli dei piccoli frutti rossi con note speziate. Di ottima struttura, si presenta in bocca caldo e avvolgente e i tannini ben maturi esaltano le note della ciliegia e del lampone. Matura in botti di rovere per 30 mesi e riposa in bottiglia per altri 12 mesi prima di affrontare le tavole degli appassionati per accompagnare salumi e formaggi stagionati. O solo per meditare. Prosit.

6 Settembre 2019
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Campofiorin 2016 Rosso del Veronese IGT

È il vino del cuore di Sandro Boscaini, il Patriarca delle Cantine Masi. La prima vendemmia è datata 30 settembre 1964 ed è stato il vino che ha aperto la strada alle etichette più blasonate della cantina. Il Campofiorin è frutto di un’interpretazione della tecnica dell’appassimento usata per la produzione dell’Amarone, ovvero la “tecnica ingegnosa” come ebbe a definirla uno dei più autorevoli critici del vino, l’inglese Hugh Johnson. È stato Guido, il padre di Sandro, il creatore di Campofiorin. Per rispondere all’esigenza di creare un vino che rappresentasse in pieno il territorio veronese; le uve autoctone, le tradizioni radicate nella storia, ma tutto con una nuova tecnologia.

Il Campofiorin, già cantato da Burton Anderson, Luigi Veronelli e Goffredo Parise, oggi viene internazionalmente riconosciuto come l’antesignano di una nuova categoria di vini veneti ed è tra i più imitati nel mondo. Il 2016 può essere definito come l’annata dell’equilibrio. Giornate di sole caldo e notti fresche hanno favorito una maturazione ideale delle uve con valori di zucchero e di acidità in linea con quelli delle migliori annate degli ultimi 50 anni. Il colore è rosso rubino brillante mentre il naso viene gratificato da intensi ed eleganti aromi di ciliegia matura, lamponi e spezie dolci. In bocca si presenta con una struttura decisa ed equilibrata, tannini avvolgenti e vivace acidità. Il finale è lungo con sentori di frutta rossa e spezie. Si abbina a un’ampia varietà di cibi, dalle paste con sughi ricchi (di carne o funghi), alle carni rosse più importanti e alla cacciagione. Ideale con i formaggi stagionati. Prosit.

6 Settembre 2019
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Altromerlot 2015 Friuli Colli Orientali DOC

Perché l’Altromerlot? Perché tra le vigne di Torre Rosazza germogliò anche l’idea di produrre un vino diverso rispetto a quanto fino ad allora proposto dalla tradizione friulana. Correva l’anno 1987. Da quella intuizione nacque l’Altromerlot, probabilmente il primo vino friulano a essere lungamente affinato in barrique di rovere francese. “Altro”, cioè diverso dal Merlot, che normalmente si poteva bere a quel tempo. Trenta annate dopo, l’Altromerlot ha raggiunto un indiscusso standard di eleganza e rimane ancora “altro”: dal vigneto arriva fino in tavola.

Le uve (merlot 100%) sono coltivate in quel di Oleis di Manzano, in vigneti di proprietà. Il terreno (marne eoceniche), l’altitudine (200-250 m s.l.m.) e la resa delle uve (circa 65 quintali per ettaro) rappresentano le condizioni migliori per ottenere un ottimo Merlot. La vendemmia, rigorosamente a mano con selezione in pianta, e poi il lungo affinamento in barrique di rovere di Allier (24 mesi) completano l’opera. Il vino si presenta con un colore rosso rubino intenso.

Al naso si spande in profumi delicati di piccoli frutti a bacca rossa e mirtilli, per poi richiamare sentori di muschio e bosco. La bocca avverte immediatamente il lignaggio del vino e l’eleganza innata. Il palato viene avvolto con morbidezza e pervaso dall’aroma dei frutti rossi. Pur essendo un vino di notevole struttura, in tavola si presenta molto versatile negli abbinamenti. Si accompagna bene sia a minestre saporite e zuppe di legumi, ma anche a carni golose come arrosti, stinco di vitello e grigliate miste. Prosit.

6 Settembre 2019
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