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Gorizia

Lokanda Devetak 1870

Il paesaggio ruvido e frastagliato del Carso, che in autunno il Sommacco tinge di rosso, fa da sfondo alla Lokanda Devetak, abbarbicata sul Monte San Michele dal 1870. Un luogo denso di storia, silenzioso testimone della Grande Guerra. Da allora ad oggi, cinque generazioni si sono susseguite nella gestione della trattoria. E Avguštin, è l’attuale patron. Le tre sale, due grandi e una un po’ più intima, sono arredate con mobili d’arte popolare. Mentre le ampie finestre si aprono su un idilliaco giardino. Ai fornelli la moglie Gabriella e la figlia Mihaela, la quartogenita, fanno buon uso delle materie prime locali, trattate con sapienza e rispetto. Il menu segue il fluire delle stagioni, la disponibilità dell’orto e del mercato, rivelando una cucina di ricerca che guarda alla vicina Slovenia. Piatti dal fascino mitteleuropeo, collimanti in una proposta che non è solo culinaria ma anche culturale. La lingua di vitello salmistrata su crema di patate e sedano agrodolce è uno degli antipasti più rappresentativi. Spiccano, per il loro gusto deciso, i fusi con luganighe e Jamar, formaggio tipico del Carso stagionato in grotta. E ancora da un’antica ricetta, la gelatina con nervetti e carne lessa. Una particolare attenzione è riservata ai celiaci, con molti piatti senza glutine. La cantina, scavata nella roccia, racchiude un’importante collezione di distillati e oltre ottocento etichette di vini provenienti da tutto il mondo. Il personale di sala è cortese e gentile, capace di farti sentire a casa. Si spendono sui 45 euro.

21 Settembre 2020
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Tavernetta al Castello

Per capire il concetto di “cucina di confine” bisogna arrivare qui, all’ombra del castello di Spessa. Gorizia è a 10 chilometri, ma il confine con la Slovenia è a cinque minuti di auto. In questo territorio, dove i soldati angloamericani passavano con la calce per indicare la nuova frontiera tra Est e Ovest dopo la Seconda guerra mondiale, ritroviamo esperienze uniche frutto delle contaminazioni fra storie, anche gastronomiche, diverse che qui hanno sempre convissuto. Antonino Venica da anni cucina utilizzando i prodotti che crescono lungo il confine, non ama lasciare in menu i “classici” se hanno ingredienti stagionali. Da lui vai per assaggiare piatti di terra come di mare, anche se la cosa migliore è quella di lasciarti guidare in un percorso di degustazione a prezzi contenuti (49 euro) come quello dedicato al libertino Casanova, che fu ospite della rocca medievale, restaurata con gusto dalla famiglia Poli. Circondati dal verde del Collio e dal green dei campi da golf, nella bella stagione è possibile assaggiare in terrazza “Fiori di zucca ripieni con verdurine dei nostri orti e bocconcini di foie gras” o la “Paletta di vitello su patate e carote novelle stufate con freschezza di orsino”. Nei mesi più freddi, lasciatevi riscaldare il cuore nelle sale con pietra a vista. Per i vini, affidatevi al maître Marco Andronico, che abbinerà ai piatti i vini della casa (La Boatina) e qualche chicca che vi stupirà. I prezzi prevedono due menu degustazione a 49 e 68 euro e una spesa alla carta sui 50.

21 Settembre 2020
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Trattoria alla Luna

Esordisce alla fine dell’Ottocento (1876) la lunga e appassionante avventura del Locale Storico friulano aperto nei pressi della centrale piazza della Vittoria. L’accoglienza e il rispetto delle tradizioni si apprezzano già dai costumi tipici goriziani indossati da Elena e dalla madre Celestina, sempre gentili e premurose con i loro ospiti. L’atmosfera che si respira nella trattoria è piacevolmente mitteleuropea. L’aperitivo nel nuovo déhors anticipa l’ingresso. All’interno, ogni particolare dell’arredo racconta storie quotidiane di cucina.
La carta cambia a seconda di quanto offre la stagione, è ricca di suggestioni del territorio e di ricette che rileggono le tradizioni goriziane, friulane e slovene. Come l’orzotto che, se d’estate è insaporito dalle erbe spontanee e dalle noci, d’inverno incontra la salsiccia e la pregiata Rosa di Gorizia, il radicchio che inizia a “fiorire” con le prime brine. Da gustare anche la pasta con le sarde e i pinoli, il gulash con la polenta e il conviviale salame alla friulana cotto in padella con cipolla e aceto. I kuhani štrucklji sono una squisitezza slovena, salati con verze, spinaci e salsiccia oppure dolci con noci e uvette.
Gli gnocchi dolci della Mitteleuropa (piatto del Buon Ricordo) sono sempre presenti e chiudono in modo superbo un concerto di sapori che affonda le sue radici nel passato, ricordando l’antica locanda con cambio cavalli da cui tutto è cominciato. Ad accompagnare le pietanze un’ampia e collaudata scelta di vini che non manca di sorprendere. Il conto è corretto: intorno ai 40 euro.

21 Settembre 2020
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La Subida

Il confine è solo immaginario, perché in questo angolo di paradiso, immerso nel verde e sospeso tra l’Italia e la Slovenia, ogni barriera è stata tolta. Sono passati sessant’anni da quando Loredana e Josko Sirk hanno aperto la trattoria Al Cacciatore, nel cuore del Collio goriziano. Oggi il ristorante è l’anima di un romantico Relais de Champagne dotato di confortevoli camere e la possibilità di escursioni in vigna, a cavallo o con uno scooter. Un sinuoso viale di ciottoli, affiancato da arbusti sempreverdi e fiori profumati, conduce all’ingresso per poi svanire gradatamente nel bosco. All’interno tre sale, arredate con mobili antichi, sedie impagliate, grandi tavoli rotondi e lunghe tende in lino. Senza dimenticare le collezioni di una vita (statuine, vecchi macinacaffè…) esposti sopra il fogolar che riscalda il soggiorno, a creare un’atmosfera intrisa di ricordi dello “stare insieme”.
La cucina, affidata alle mani di Alessandro Cavagna, suggella l’incontro fra la cultura friulana e quella slava, attraverso un menu che non segue le mode ma guarda al patrimonio della tradizione, concentrandosi sulla filosofia del recupero. In primavera ecco la deliziosa dadolata di cervo e finocchi croccanti, seguita dai saporiti cappellacci a base di lumache, erbe spontanee e aglio orsino. Buonissimo il piccione all’aceto di casa Sirk.
In cantina ampio ventaglio di etichette, con particolare attenzione ai vignaioli locali, di cui Mitja – figlio dei Sirk e appassionato sommelier – saprà raccontarvi la storia. Menu degustazione da 60 a 75 euro, alla carta circa 55.

21 Settembre 2020
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L’Argine a Vencò

Il paesaggio ruvido e frastagliato del Carso triestino, che in autunno il sommacco tinge di rosso, fa da sfondo alla Lokanda Devetak, abbarbicata sul monte San Michele dal 1870. Un luogo denso di storia, silenzioso testimone della Grande guerra. Da allora a oggi, cinque generazioni si sono susseguite nella gestione della trattoria. E Avguštin è l’attuale patron. Le tre sale, due grandi e una un po’ più intima, sono arredate con mobili d’arte popolare, mentre le ampie finestre si aprono su un idilliaco giardino. Ai fornelli la moglie Gabriella e la figlia Tatjana, la quartogenita, fanno buon uso delle materie prime locali, trattate con sapienza e rispetto. Il menu segue il fluire delle stagioni, la disponibilità dell’orto e del mercato, rivelando una cucina di ricerca che guarda alla vicina Slovenia.
Piatti dal fascino mitteleuropeo, in una proposta che non è solo culinaria ma anche culturale. La lingua di vitello salmistrata su crema di patate e sedano agrodolce è uno degli antipasti più rappresentativi. Spiccano, per il loro gusto deciso, i fusi con luganighe e jamar, formaggio tipico del Carso stagionato in grotta. E ancora, da un’antica ricetta, la gelatina con nervetti e carne lessa. Una particolare attenzione è riservata ai celiaci, con molti piatti senza glutine.
La cantina, scavata nella roccia, racchiude un’importante collezione di distillati e oltre ottocento etichette di vini provenienti da tutto il mondo. Il personale di sala è cortese e gentile, capace di farti sentire a casa. Si spendono sui 35 euro.

21 Settembre 2020
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