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Padova

Val Pomaro

Raggiungere Val Pomaro permette di godere del magnifico panorama che offrono i Colli Euganei. In quello che è un accogliente ristorante con piatti di ottima fattura c’è però anche una pizza di prim’ordine, proposta in diverse versioni tutte gourmet. Andrea Cesarone ai suoi impasti con una doppia lievitazione da trentasei ore dà il tempo necessario a rendere il prodotto finale fragrante e altamente digeribile.
Vale la pena assaggiare l’impasto “mezzafarina”, un quadro alto e leggero a basso contenuto di farina nella versione con burrata pugliese, pomodorini arrostiti, riduzione di alici e semi di zucca tostati, o anche la “vaporosa croccante dal cuore soffice” con crudo di Sauris e ancora burrata pugliese. Il servizio è cordialmente professionale e c’è una buona offerta di bevande tra vini e birre. Si spendono sui 25 euro.

7 Ottobre 2020
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Gigi Pipa Pizzeria con l’Orto

È una pizzeria che ha fatto la storia di un nuovo stile, quella di Alberto Morello. Accoglie gli ospiti una sede ampia, con spazi ben disegnati e un’area di cottura moderna e molto bella. Il suo è un ricercare la perfezione, tanto negli impasti quanto nelle lievitazioni e nelle maturazioni, che producono risultati a regola d’arte.
Antesignano dell’orto, coltivato in proprio prima ancora di molti chef, usa le sue verdure in topping rigorosamente stagionali, come nel caso della “Dall’Orto” con impasto integrale, fior di latte, crema di ceci, rapa rossa, zucchine, friggitelli e formaggio Comté. Riuscite anche le quattro versioni differenti della classica “margherita”. Accurata la selezione di vini, serviti anche al calice, e birre. Il servizio è rapido e di grande cordialità. Si spendono sui 20 euro.

7 Ottobre 2020
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Ristorante La Torre

Dall’ampia finestra si coglie la salottiera piazza Mazzini e, più in là, più su, il mastio federiciano che sorge sulla sommità della Rocca di Monselice. Per i monselicensi è da sempre “il torrione”, luogo simbolo della città. E luogo simbolo di Monselice, spostandosi in ambito culinario, è anche il ristorante La Torre. Lo è per meriti acquisiti, dopo oltre quarant’anni di attività di apprezzato livello, mantenendo costante nel tempo una cifra stilistica chiara, scelta con convinzione, basata su una cucina che brilla per l’attenzione alle primizie, come funghi, tartufi bianchi, asparagi di Pernumia e altri prodotti locali di eccellenza. Cucina di tradizione valorizzata da cotture attente. I cuochi sono gli stessi da tempo: Francesco Milan Albertin e Fabrizio Maggio. Sono loro in fondo che hanno contribuito in maniera decisiva al successo del locale di Norberto Gallo e Franca Borin, un gioiello di sobrio design dell’epoca firmato dal compianto giovane architetto Francesco Trevisan. La Torre accanto a un menù di piatti rassicuranti e sempre presenti propone spesso piatti del giorno preparati con ingredienti freschi di mercato, come i calamaretti spillo o gli asparagi fritti. Piatto cult i tagliolini con il tartufo, come pure i ravioli al taleggio e il baccalà in varie declinazioni. Carta dei vini che presenta molti zoom sul territorio: Colli Euganei e Berici, ben affiancati da etichette affermate e di solida caratura. Il servizio ha il dono del carattere familiare, dato che gran parte della clientela è fidelizzata.

21 Settembre 2020
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