— Osteria a “Le Due Spade”
Via Don Rizzi, 11
Trento (TN)
Osteria a “Le Due Spade”
sempre
tutte
Turno di chiusura: domenica, lunedì a pranzo
Ferie: variabili
Ad allietare i palati è un cuoco di lungo corso e dalla mano abile, Federico Parolari, che spazia con sicurezza fra territorio e alto mare; solido esempio di una cucina classica da non dimenticare. E il territorio viene subito golosamente onorato…

La caratteristica volta a botte, il bel pavimento originale del XVI° secolo, pareti e soffitto di fine Settecento in legno di cirmolo biondo, l’antica stufa in maiolica verde, per uno dei più belli e meglio conservati locali storici d’Italia ancora in attività allietano l’animo. E patron Massimiliano Peterlana, oste elegante, porta sulle spalle una testimonianza secolare della cucina trentina.
Correva l’anno 1545 e Trento era centro della cristianità: il grande Concilio era iniziato da pochissimo, per tentare di frenare la riforma luterana. Accanto al Duomo, una hostaria accoglieva conciliari, pellegrini, notabili e semplici viandanti: il suo nome era in sintonia coi tempi, Osteria “a Le Due Spade”. Ora ad allietare i palati è un cuoco di lungo corso e dalla mano abile, Federico Parolari, che spazia con sicurezza fra territorio e alto mare; solido esempio di una cucina classica da non dimenticare. E il territorio viene subito golosamente onorato dal duetto ai sapori dell’orto: sformatino su fonduta al Puzzone, terrina al formaggio alle erbe e speck d’anatra, e dal regale filetto di cervo cotto in ramoscelli d’abete su puré di finferli. La montagna e il mare si incontrano mirabilmente negli spaghettoni agli spinaci con morchelle e orata, e ancora nel rombo gratinato ai porcini. Per i più golosi è sempre in carta il paté d’oca e la scaloppa di foie gras d’anatra. Cantina ben fornita (400 referenze) con i vini del Trentino in prima fila. Alla carta circa 70 euro. A mezzogiorno molto meno, con il piatto unico e un calice di Trento Doc.