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Rovigo

Dispensa Ferrari

I locali che sorgono ‘on the road’, accanto alle pompe di benzina, lungo strade di grande comunicazione, hanno sempre quel fascino vintage, un po’ americano e un po’ da film. Dispensa Ferrari, che sorge in una grande area di servizio uscendo da Rovigo, laddove la rotta verso Ferrara è segnata, è, nella sostanza, anche qualcos’altro. Anzi, è decisamente qualcosa di più in termini di pensiero globale. Perché è molto ‘local’; perché è un’osteria bistrot informale, carina e accogliente, dallo stile contemporaneo e dall’anima enogastronomica prevalentemente di tradizione emiliano-veneta.

Dispensa Ferrari, all’ora di pranzo, è sempre simpaticamente animata perché propone molti buoni piatti a un costo veramente accattivante. Linguaggio moderno, sia negli arredi che a tavola. Cucina schietta, ben fatta, espressa attraverso prodotti sani e ingredienti buoni e semplici. Alcuni piatti sono quelli del territorio, talvolta abilmente arricchiti da una creatività sempre controllata. In ogni caso piatti di sostanza, dove la materia prima emerge sempre. Buoni, per esempio, i cappellacci con burro e salvia e i tortellini fatti in casa. Se la pasta è il fiore all’occhiello, il tagliere dei salumi e il guanciale brasato sono proprio golosi.

Prodotto di casa pure lo strudel, ma il dolce che va forte è il tiramisù. Carta dei vini stimolante, con diverse etichette locali, anche poco note, ma frutto di una oculata ricerca. Accoglienza simpatica e calorosa da parte di tutta la famiglia. Circa 40 euro.

27 Agosto 2019
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In Marinetta

Il delta del Po sullo sfondo, l’orizzonte del Mare Adriatico, una palafitta in legno con il profilo di un grande bilancione da pesca. In Marinetta è un luogo carico di suggestione dove l’ittiturismo si coniuga felicemente con una ristorazione a “chilometri zero”. Gran parte del pescato e dei mitili che finisce nel piatto proviene dal mare e dalle valli vicine.

Il ristorante dell’ittiturismo In Marinetta è una realtà nuova. Si trova vicina all’ingresso dell’isola turistica di Albarella e questo le assicura anche una vetrina internazionale. La bellezza del luogo la si apprezza in particolare al tramonto. Dalla panoramica Terrazza o dal Bistrot del Mare si ha modo di ammirare i tanti pescatori che solcano le acque lagunari tornando a riva con il loro carico di pesci che si possono gustare lungo tutto l’arco dell’anno, secondo stagione. Il locale è arredato in uno stile contemporaneo, di gusto minimal con qualche tocco di rusticità marinara.

La cucina fa risaltare, talvolta con calibrate (e azzeccate) note creative, i prodotti dell’Alto Adriatico e del delta del Po. Il “Nudo e crudo” (ovvero i vari crudi) testimonia la qualità del prodotto. Come pure la “parmigiana” di sarde o le tagliatelle con l’amatriciana di scampi. Il riso del delta lo troviamo nel risotto declinato con i crostacei. Il fritto valorizza anche il pesce che finisce nel bilancione. Originale la rana pescatrice su specchio di peperone rosso. Carta dei vini di discreto spessore e abbastanza ampia, con tante bollicine. Conto sui 45-50 euro.

27 Agosto 2019
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Osteria Arcadia

Sembra uscita da un film del Neorealismo italiano, talmente è “vero” il luogo. Ovvero la sperduta frazione di Santa Giulia di Porto Tolle, tutta case basse e barchini sui cavalletti. Santa Giulia è famosa per uno degli ultimi ponti di barche del Veneto, quello che conduce a Gorino Sullam. Ed è famosa per le cozze di Scardovari, una qualità decisamente superiore e un sapore molto delicato.

L’Arcadia, che porta l’ancestrale nome della fondatrice, è da qualche anno un presidio di valori schietti. Specie di quelli legati alla pesca e alla tradizione basso polesana. La cucina proposta da Arcadia – e presentata con passione dalla figlia Pamela – qui diventa una sorta di viaggio antropologico e ambientale nel microcosmo del delta del Po. Che piace per la sua semplicità e il modo originale in cui nobilita prodotti umili e un po’ snobbati come le cozze locali. Cozze che sono protagoniste, in primavera, di un menu a tema dedicato.

Il genero di Arcadia fa il pescatore nelle valli del delta e accompagna i turisti: le vongole che Arcadia presenta nel piatto sono quelle frutto della sua attività. La cucina è orientata molto sulla tradizione, ma ha un linguaggio moderno. Spiccano poi in menu le canocchie, i bolliti di mare, i fritti, gli gnocchi al nero di seppia con sugo di cappesante e le anguille di valle alla brace. L’ultima novità è costituita dalle buonissime ostriche rosa del delta del Po. In inverno tocca alla selvaggina. Servizio di tono familiare. Carta dei vini contenuta ma curiosa. Conto sui 40 euro.

27 Agosto 2019
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