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Trieste

Harry’s Piccolo Restaurant / Harry’s Bistrò

Nella bella Trieste, brilla in solitario splendore la stella dell’Harry’s Piccolo, l’angolo per buongustai che affianca il più economico Harry’s Bistro all’interno dell’elegantissimo Grand Hotel Duchi d’Aosta, affacciato sull’affascinante Piazza Unità.

L’atmosfera è accogliente e raffinata, un vero salotto, nel cuore della città, dove incontrarsi e farsi ammaliare da suggestioni d’alta cucina. Dietro al successo prematuro del ristorante, c’è un mirabile lavoro di squadra. A rivestire il ruolo di capitano, affiancato dagli amici Davide De Pra e Alessandro Buffa (a capo della brigata), è il giovane cuoco Matteo Metullio che, dopo essersi affermato in Alta Badia con La Siriola, spinto da sentimento paterno, è tornato nella terra natia per proporre la filosofia del “km vero”: ingredienti di ottima qualità, provenienti dalle aree più vocate.

Ogni piatto esalta, con sensibilità e accortezza, i sapori più autentici della cucina mediterranea, portando in tavola la gioia della convivialità. Si può iniziare con una fresca insalata di mare a base di ostriche, branzino e mela verde. Tra i primi, è molto buono il tortello di parmigiana di melanzane, ricotta di bufala e pomodoro candito. Interessante l’agnello con camomilla, latte di capra e spugnole. La sala è gestita in modo magistrale da Elena Sommelier, mentre Elena Brussa si occupa della cantina, curata e ben assortita. Menu a 140 euro (7 portate); 115 (5 portate). Alla carta circa 95 euro.

27 Agosto 2019
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La Bottega di Trimalcione

Punto di riferimento: piazza Venezia. Da lì bastano due passi per incontrare il locale che rispecchia il pensiero di Walter Zacchini, ristoratore e chef dal carattere vivace, amante dell’arte in tutte le sue forme, abile in cucina e affabulatore in sala. L’atmosfera della Bottega di Trimalcione è raccolta, intima e complice, il servizio attento e puntuale. Protagonista quasi assoluto della carta è il mare, che le ricette descrivono nel modo più semplice, sottolineando i sapori autentici del pescato quotidiano senza inutili ritocchi, ma con grande personalità.

I piatti sono portavoce di freschezza e qualità; lo si nota prima di tutto dagli antipasti, come l’incantatore plateau di crudité o i mega gratinati. Da non perdere lo scotadeo di cozze e i versatili sardoni “barcolani” che crudi, al savor oppure marinati all’istriana, regalano soddisfazioni al palato. Il tocco originale dello chef è il fil rouge della carta, riconoscibile nel risotto ai profumi del golfo e nel tonno “nostrano” alla mediterranea, oltre che nella ricciola con timo e patate. Anche chi mangia carne troverà appagamento, in particolare durante le piacevoli serate evento dedicate alla cucina e ai prodotti toscani.

Le bottiglie, che si sposano a meraviglia con le varie portate, arrivano dalle zone vocate della regione ma anche dal resto d’Italia e non mancano ottime produzioni da oltre confine, come nel caso della Malvasia Istriana. Il conto finale è più che onesto e si aggira, in media, intorno ai 45 euro.

27 Agosto 2019
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Menarosti

L’auspicabile leggerezza del pesce: sì, perché non è da tutti presentare l’Adriatico in maniera tanto curata e rispettosa dei sapori della materia prima. Nella cucina del ristorante Menarosti questa è, da tempo, una certezza e il punto di partenza per tanti piatti che lasciano parlare il pesce e i frutti di mare.

Dal 1903 il locale accoglie, nel cuore della città, chi ama la genuinità e la tradizione in tavola, avvolgendo i clienti in un ambiente familiare, caldo, che profuma di casa. Fabio Benussi si dedica con passione alla selezione del pescato fresco di giornata e decide, per esempio, se la sogliola vada fatta ai ferri oppure se, quando è piccina, sia da inserire tra gli ingredienti di una frittura memorabile che cambia a seconda di quanto i pescatori portano a riva.

Polpi, seppie e moscardini sono interpretati in maniera magistrale. La filosofia di cucina trascende mode e tendenze passeggere, optando per una confortevole classicità che si gusta volentieri, come nel caso del risotto ai frutti di mare o dei fusi istriani che ben si sposano agli scampi. Al momento del dolce, un goloso tuffo nelle memorie di confine con la ghibanizza o il tiramisù. La cantina sottolinea, al meglio, i gusti del mare ed esprime bene il territorio, allargando gli interessi anche al di là del confine, a spasso tra le vigne del Collio Sloveno e non solo. Ben studiata anche la selezione in mescita. Per godere al massimo l’esperienza è consigliabile la prenotazione. Il conto risulta appropriato, intorno ai 40 euro.

27 Agosto 2019
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Scabar

Come Trieste, crocevia di popoli, la cucina di Scabar unisce impulsi mitteleuropei, mediterranei, slavi e i migliori ingredienti del Carso. Una rilettura della tradizione in purezza, che fa della freschezza degli ingredienti un solido punto di forza, sia che provengano dal mare, dall’orto di casa o da piccole realtà della zona.

I fratelli Ami e Giorgio Scabar proseguono il lavoro dei genitori e il loro accogliente locale è un inno alla cucina locale. Qualità e genuinità contraddistinguono il menù di Ami in cui trionfano il pescato freschissimo e i prodotti di stagione, rispettandone le caratteristiche originali ed esaltandone i sapori, come accade con le proposte di crudo: il carpaccio di ricciola e di calamaro, gli scampi non trattati e le tartare del giorno accompagnate da chutney di melanzane (d’estate) o di zucca (d’inverno).

Nel locale che si affaccia sulla Val Rosandra i piatti seducono il palato. Il brodetto “a modo nostro” è un’esperienza memorabile: la bisque di scampi e canoce, con riduzione di pomodoro fresco leggermente speziato, si accompagna al pesce del momento e, se fuori fa freddo, si serve con la polenta friulana di mais antico bio. Pesce e frutti di mare sono protagonisti di mille ricette, accompagnati dalle erbe aromatiche e da un sapiente utilizzo delle spezie. I dolci, squisiti, spesso riaccendono i ricordi. La cantina di Giorgio è ricca (più di 150 etichette) e parla molto del territorio, ma non scorda produzioni interessanti da altri luoghi, italiani e non. Il conto, in media, si attesta sui 50 euro.

27 Agosto 2019
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Al Bagatto

Dall’osteria del ‘66 che parlava triestino, allo stile raffinato di oggi che racconta il territorio: la storia del locale prosegue grazie al poliedrico Marko Kutnjak che, con la famiglia Leonardi, rinnova ogni giorno la magia in cucina e lo spirito dell’ospitalità in sala. La qualità, il pesce freschissimo e la gentilezza del personale guidano i buongustai fino al locale a pochi passi da Piazza Unità d’Italia, dove si gusta il profumo e il sapore del mare che è vicinissimo.

L’atmosfera è complice di esperienze e conversazioni e l’arredo, di una sobria ricercatezza, è pronto ad accogliere i vividi colori dei piatti tratti da un menù che si aggiorna al ritmo delle stagioni e a seconda di quanto regala il mare. La passione pulsante per la gastronomia si unisce a note creative e le ricette sono rilette con gusto dalla chef Veronica Uggeri, a iniziare da grandi classici come la “Nostra Busara” che armonizza sul piatto il pescato fresco di giornata e la pasta fatta in casa, come i fusi istriani, in modo impeccabile.

Due imperdibili referenze della carta sono il branzino in crosta di sale accompagnato da quanto si raccoglie nell’orto e il “Fritto Royal”, croccante e saporito. La “Regata Sfiziosa” è il dessert perfetto per concludere la sinfonia di sapori. La cantina funge anche da privé e accoglie gli ospiti a tavola, tutto intorno più di 300 etichette disponibili anche al calice. Se si sceglie la carta, il conto si attesta sui 70 euro, mentre il menù degustazione è proposto a 60 euro (+20 con i vini).

27 Agosto 2019
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