— Borgo Treviso, 62
Castelfranco Veneto (TV)
Feva
“La semplicità dell’approccio all’alta cucina”. Non c’è nulla di più difficile della semplicità, certo, però i piatti lasciano piacevolmente meravigliati: sono essenziali nei gusti, ma gli ingredienti appaiono combinati con intelligente creatività. Qualche esempio: paccheri alla carbonara di canestrelli…

Credono nella famiglia come simbolo di accoglienza. E infatti il locale si chiama così perché riecheggia una leggenda familiare, di cui la protagonista è una donna con questo nome. Vogliono diffondere la cultura locale: per questo motivo intendono «valorizzare e riproporre usi e costumi di una tradizione quasi perduta». Tutto questo in un «luogo intimo ed elegante» nel quale «gustare un modo creativo di intendere la cucina veneta». Per usare una metafora sportiva, hanno messo l’asticella a una bell’altezza.

Ma Nicola Dinato, cuoco, ed Elodie Dubuisson, contitolare del locale con importanti esperienze di cucina alle spalle, sono animati da coraggio e capacità. Pesto di ricci di mare e santoreggia; risotto al prosecco, timo e ostrica; spaghetto chitarra alle ortiche, prugne bruciate e bastardo del Grappa; baccalà mantecato, gratin di patate, nocciole, battuto di origano e alici. Del resto, cosa ci si può aspettare da un locale che nel menu presenta una frase di Ermanno Olmi, «la cucina è la più grande arte in quanto comprende anche la scienza»? Solo che seguano la strada tracciata dal maestro.

Menu degustazione “Anima”: otto piatti a sorpresa a 80 euro. Cantina ben strutturata. Sui 60 euro alla carta.

Il ristorante è a due passi dal centro. Godetevi Piazza Giorgione e fate una bella passeggiata verso Borgo Treviso. Ci arriverete in pochi minuti.

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