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Pordenone

Ai Cacciatori

Sull’insegna di un tempo si leggeva La Colomba. Poi sono arrivati “I Cacciatori” e la colomba è volata via. Le sue radici affondano fino al 1860, anche se Angela e Daniele Corte l’hanno occupata una trentina di anni fa. Due luminose sale e una veranda che offre una splendida veduta sul fiume Meduna. Arredamento rustico che testimoniano l’antica cultura contadina: dai paioli in rame ai piatti in ceramica raffiguranti scene bucoliche. Il menu, spiegato rigorosamente solo a voce, è una felice e fedele interpretazione della tradizione friulana, che riconosce una precedenza assoluta ai prodotti locali, a Km zero ma soprattutto a Km vero. Ecco allora che in autunno potrete trovare un gustoso prosciutto di cinghiale, la Rosa di Gorizia e i ciccioli. Tra i primi spiccano per bontà gli gnocchi con fonduta di Montasio e cipolla rossa di Cavasso. Comunque a farla da padrona, sempre, è la “Pitinoca”, ovvero la Pitina a base di carne d’oca, preparata da Bier,il dirimpettaio macellaio di fiducia e servita con polenta e ricotta di pecora. Da ottobre a metà febbraio, la selvaggina è protagonista della tavola. Si possono infatti trovare, di volta in volta, il fagiano, la pernice, il daino e tutto quanto possono offrire, appunto, i cacciatori. I dolci sono tutti deliziosi, in particolare i semifreddi. La cantina accoglie oltre 200 etichette, in prevalenza nazionali con qualche presenza francese. In sala c’è Daniele, un classico oste dalla battuta arguta, con il fisico del ruolo capace di farvi sentire come a casa vostra. Circa 35 euro.

21 Settembre 2020
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Podere dell’Angelo

Un’esperienza completa, da ripetere più volte per apprezzare ogni sfumatura della cucina del sorprendente e preparato chef Carlo Nappo. Ci troviamo in un luogo tranquillo, immerso nel verde, in cui tutto si focalizza intorno al gusto. Nella cornice naturale della campagna pordenonese, ogni momento si imprime nella memoria. Il resort accoglie il ristorante ed esprime la vocazione all’accoglienza anche con l’hotel, la spa e il bistrot.
L’atmosfera del ristorante è rilassante, davvero un’ottima premessa per la degustazione. In cucina si parte da eccellenti ingredienti selezionati con cura, tra terra e mare. Le ricette sono appassionate, precise negli equilibri e riescono a cogliere l’anima di ogni materia prima. I piatti gourmet sono armoniosi: sapori, colori e forme conquistano lo sguardo, il palato e il cuore di chi sa assaggiare. Il crudo di mare è il perfetto inizio, così come l’omaggio al frico friulano. Si prosegue con il risotto al tavolo con burrata, agrumi e profumo di mare, oppure con lo spaghetto… “busera a parte”. Tra i secondi, sono rappresentativi la piovra grigliata alla mediterranea, e il trancio di pescato ad amo con gli ortaggi e salsa al mojito.
Cheesecake fragola e yogurt oppure gioco al cioccolato? La chiusura, in ogni caso, è semplicemente perfetta. La carta dei vini è ben strutturata e vincente, ha un occhio di riguardo per la regione ma regala i giusti spazi anche alle altre parti d’Italia e ai territori stranieri particolarmente vocati.
Il servizio è attento, preparato e cordiale.
Tre i percorsi di degustazione “Easy Fish” (60 euro) “Un Mare da condividere” (95 euro) e “La Mano libera di Carlo” (110 euro). Alla carta, in media, 55 euro.

21 Settembre 2020
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La Primula

Pur trovandosi alle porte di Pordenone e quindi non proprio vicino al mare il ristorante è famoso per la sua proposta di pesce. Di recente ila cucina ha subìto un drastico rinnovamento, con quanto di meglio propone la tecnologia in aiuto allo chef. Anche le attigue stanze dell’hotel, dove ci si può fermare per una notte se non si vuole rischiare la patente di guida a causa dell’etilometro. Ecco che allora merita una visita la fornitissima cantina usata anche per suggestive degustazioni, magari solo per gli aperitivi. La nouvelle cuisine appresa in giovane età dal cuoco è stata via via rivista secondo la sua personale interpretazione, grazie anche a una maniacale conoscenza dei prodotti del territorio. Per chi vuole affidarsi al cuoco c’è il menu degustazione “Tradizione e creatività”, proposto a 85 euro, dove spicca un risotto sublime coi i ricci, limone e prezzemolo di mare. Per restare sulla terra c’è il petto di faraona con salsa al timo e funghi di bosco. L’atmosfera è molto calda e familiare, soprattutto nei mesi invernali quando la legna scoppietta nell’imponente camino centrale. Tra i dessert la pesca melba con streusel alla nocciola, spuma alla pesca, gelato alla vaniglia e polvere di lamponi. La cantina racchiude le migliori etichette del mondo selezionate dai sommelier Pier Dal Mas e Marco Canton (rispettivamente cognato e figlio dello chef, che continua la tradizione della famiglia), che propongono sempre un ottimo servizio al bicchiere. Per vivere un’esperienza memorabile scegliendo i piatti della carta possono bastare circa 60 euro.

21 Settembre 2020
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Il Pedrocchino

Solo le acque del Livenza, che scorre a breve distanza, conservano memoria di quando l’edificio fu costruito. Eravamo nel XIV° secolo e imperava l’architettura rinascimentale. L’atmosfera nobile e raffinata che si respira all’esterno aleggia anche nelle curate sale interne, arredate con gusto, dovizia di particolari e illuminate da ampie finestre che offrono una vista rilassata sulla bella corte interna, dove un ulivo secolare e agrumi in vaso fanno da sfondo coreografico a pranzi e cene estivi. La ‘monotonia’ classicheggiante, caratterizzante anche delle camere che permettono di pernottare, viene interrotta, con impulso irriverente e contemporaneo, da elementi decorativi moderni e colorati, in ceramica oppure in vetro soffiato.
Il mare ispira la cucina con i suoi prodotti di genuina bontà, talvolta esaltati da tocchi esotici ben calibrati. Tra i crudi risalta per bontà la tartare di branzino con ananas, salsa di soia e gin agli agrumi. Ma non sono da meno gli antipasti cotti, come l’intramontabile ‘granseola’ alla veneziana. Il viaggio in mare può continuare con un fragrante risotto al branzino, cicoriella, arancio ed erba luisa oppure, allungando lo sguardo ai secondi, con del fritto in rete ai sette cereali.
I dolci sono tutti deliziosi, in primis lo ‘zabaione assoluto’ confortante e appagante nella sua cremosità. Il servizio è cortese e puntuale. La cantina ospita oltre 600 etichette, con prevalenza di metodo classico e champagne, di cui alcune annate introvabili. Alla carta circa 80 euro.

21 Settembre 2020
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