Home » Ristoranti » Veneto » Treviso

Treviso

Cardus

È un’impresa di rara difficoltà fare alta ristorazione in provincia di Treviso, non fa eccezione Vittorio Veneto. Paolo Balbinot, un felice passato scozzese (da qui il nome del ristorante), ci sta provando in quel meraviglioso borgo che è Serravalle. Proprio poco dopo l’antico Castrum si trova questo piccolo locale di informale eleganza con arredi di design ben integrati nel contesto di un edificio d’epoca.

Qui si può venire a sorseggiare un ottimo miscelato oppure a gustare una cucina decisamente sfidante, ma con il pregio di idee interessanti ed esecuzioni riuscite. Tecnica, ricerca e una passione smodata per le erbe spontanee che il cuoco va a cercarsi personalmente si traducono in piatti come la buonissima aringa affumicata e marinata con la sua riduzione, aceto di sambuco, artemisia, bottarga di aringa, centocchio, valerianella e fiori di lamio.

Convincono anche i ravioli alle ortiche ripieni di ricotta vaccina e pomodorini, mela verde, formaggio di malga e salsa alla mela. Tra i secondi va assaggiata la ballotine di coniglio lardellata, il suo succo alla camomilla, polenta violetta, carotine arroste, carota selvatica, foglie e fiori. Si termina in dolce freschezza con il gelato alla barbabietola glassato al cioccolato fondente con crumble di barbabietola, pan di spagna alle erbe bagnato nel gin, mela, riso soffiato e granella di nocciole. Non manca una carta dei vini ben strutturata e il servizio è di cordiale professionalità. Menu degustazione a 3 o 5 portate a 39 o 55 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli
Osteria alla Chiesa

Definisce la sua “una cucina d’istinto”. Termine che non vuol dire improvvisazione, perché i suoi piatti sono tutt’altro che casuali. Al contrario, significa approfondimento, empatia, condivisione, con un valore aggiunto che va oltre lo studio. Claudio Gazzola è sintonizzato sulla linea di Tiziano Terzani, il quale sosteneva che “la vera comprensione è quella che va al di là della ragione e che si fonda sull’istinto, sul cuore”. E qual è il miglior dialogo, anche in cucina, se non quello della memoria che condivide ricordi comuni?

Basta prendere un piatto semplice, come la pasta risottata, fagioli e “formaggino”, per rendersene conto e far risvegliare sensazioni (solo) apparentemente sopite. Non deve meravigliare, poi, che nell’insegna del locale sia raffigurato un asino: è stato proprio quello, dieci anni fa, il punto di partenza del cuoco, e ancora adesso uno dei menu degustazione è intitolato “Il ciuco”: spazia dalla tartare d’asino al Roastmusso fino al semifreddo di latte d’asina, ingrediente leggendario che dal bagno di Poppea ha trovato altre e più convincenti applicazioni.

Qui la tradizione guarda avanti. Gazzola è parecchio cresciuto in questi anni: le sue capacità oggi le dimostra in un antipasto come ostrica e bamboo, in primi piatti come il risotto alla cicoria, nocciole e capperi oppure nei tagliolini con animelle di vitello, sedano rapa e radici di kren, vale a dire rafano. La sala è governata da Giada Bergamin. La cantina è corretta: alla carta sui 50 euro. Ma a pranzo tre piatti e un bicchiere di vino costano 22 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli
Marcandole

Nel 1931 nasce una locanda lungo l’argine del fiume Piave che, già negli anni ’50, diventa punto di riferimento per i buongustai. La cucina del ristorante oggi è la somma di esperienze, scelte di alta qualità e arte nella realizzazione dei piatti. La filosofia di gestione aggiunge il gusto per l’ospitalità e la professionalità che si riflettono anche nell’ottimo servizio nella sala totalmente rinnovata. Un accurato restyling le ha regalato spazi dalle linee pulite con particolare attenzione all’illuminazione, complice di tanti incontri a tavola.

I fratelli Roberta e Alessandro Rorato sono impeccabili nell’accoglienza e in cucina. Scelgono ed esaltano i sapori autentici dei prodotti freschi con ricette che raccontano il mare, in perfetta armonia tra ricerca e classicità. Oltre alla sontuosa degustazione di crudo in 11 assaggi (38 euro, 30 per la declinazione in cotto), la carta descrive piatti che giocano con sapori e consistenze come la scaloppa di foie gras, carpaccio di capesante, burro nocciola e profumo di caffè.

Tra i primi emerge lo spaghetto tiepido con verdure croccanti, granseola e yuzu, mentre, passando alla lista dei secondi, il branzino con misticanza asiatica e guazzetto di pevarasse è un’autentica delizia. Chiusura in dolcezza con la sfera di meringa che accoglie frutti di stagione e, nella collezione autunno inverno, cachi e castagne.
Carta dei vini spaziosa che merita un’ovazione: più di 400 etichette da cui si ricava una generosa offerta al calice. Il conto? Intorno ai 75 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli
Fraccaro Cafè

Non solo un locale: Fraccaro Café è uno spazio gourmet cosmopolita che articola più situazioni in un unico grande luminoso ambiente, dove l’accoglienza è inclusa nelle regole dell’offerta. Le proposte seguono l’orologio, dalle 6 del mattino con la golosa colazione: croissant freschi da farcire al momento, piccola pasticceria, specialità da forno e la miscela che esalta il sapore di caffè e cappuccino.

L’eccellenza è in ogni preparazione, a partire dagli ingredienti di stagione selezionati dal cuoco Luca. A pranzo ecco i menù a prezzo fisso (da 10 a 16 euro) e la carta, con piatti a base di pasta, cereali e carne, come le lasagne di pasta fresca fatta in casa con trafile in bronzo al ragù dello chef, e la tagliata di roastbeef prussiana su rucola e patate. Non mancano specialità vegetariane, vegane, oltre all’attenzione per le intolleranze. Nell’offerta anche le insalate e la squisita pizza alla pala in mille varianti, classiche, cremose e gourmet, cotte su pietra refrattaria e realizzate con il lievito madre che ha quasi 90 anni!

Ottimi i dolci e il gelato artigianale. Una curiosità: il menù, compreso quello per i bimbi, riporta il calcolo dei carboidrati nel piatto. Brunch? E perché no, l’ultima domenica del mese si rinnova l’appuntamento a metà tra colazione e pranzo, nella versione a buffet. L’esperienza del gusto si approfondisce a cena, anche durante le serate gourmet come il mercoledì dedicato all’hamburger o al club sandwich. Buona scelta di birre artigianali. Il conto alla carta, di sera, si attesta intorno ai 45 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli
Le Beccherie

È proprio un dolce tormento, croce e delizia di Beatrice Simonetti e Manuel Gobbo, cuochi contitolari dei fornelli del ristorante Le Beccherie: si tratta del tiramisù, oggetto di annose contese e icona indissolubilmente legata a questo luogo che non sparirà mai da una carta che è comunque sempre in corso di evoluzione. Perché, nel tempo, così come gli arredi, in questo ristorante di grande gusto in pieno centro a Treviso le cose sono cambiate.

Archiviata, ormai da qualche anno, una cucina (fin troppo) classica i due bravi, professionisti hanno contribuito a un rinnovo importante che ora si compie attraverso una cucina di rassicurante bontà che garantisce divertimento e ottima tecnica tra proposte sia di mare sia di terra. A partire tanto da ostriche e fagioli verdon quanto dalla golosa tartare di manzo al limone salato con salsa di melanzane bruciate e pesto di rucola. Tra i primi sono buonissimi i tortelli “zero” con peperoni, acciughe, foglie di cappero e pesto di prezzemolo; non da meno gli spaghetti alla chitarra con calamaretti spillo, peperoncino fresco e finocchio. Anguilla, tosazu, kina e carpaccio di anguria è un altro piatto centrato sul gusto, così come il churrasco d’agnello arrostito con salsa al caramello, aceto di lamponi e indivia belga.

Conclusione dolce con la mousse ghiacciata alla robiola di capra con fragoline di bosco e karkadè. Ben assortita la carta dei vini, con belle proposte anche al calice. Servizio di grande cordialità. Menu degustazione a 65 o 70 euro, sui 55 alla carta.

27 Agosto 2019
Dettagli
Feva

In un’antica barchessa ristrutturata con discrezione ed eleganza, Nicola Dinato ed Elodie Dubuisson, coppia nel lavoro e nella vita, hanno dato vita alla loro personale visione dell’enogastronomia contemporanea, fondata su un’idea precisa del ruolo che un ristorante deve svolgere nel contesto territoriale. Un ruolo che parte dalla valorizzazione del mondo vegetale, di ortaggi, frutti e legumi dimenticati, dalla riscoperta di un autentico attaccamento alla terra e dei produttori che la tengono in vita.

Questo sogno, questo “agrirêve”, si esprime in una cucina al contempo matura, che contempera attenzione alle tecniche contemporanee (talvolta moderniste), e una salda fiducia nel valore intrinseco delle materie prime. Sala e cucina sono animate da una squadra giovane e affiatata, le portate si avvicendano senza sbavature. Equilibrati e golosi il carciofo ripieno di fichi secchi, zabaione salato e pecorino, e la verza ripiena di rillettes di maiale con spuma di tartufo nero del Périgord; di intensità esplosiva il risotto al morlacco con salsa ai frutti di bosco e pepe Timut; emozionante ed essenziale il filetto di manzo con crema di prugne bruciate e verdure dell’orto alla griglia.

Perizia tecnica e intensità anche nei dessert, come nella namelaka al cioccolato amaro con gelato al latte di capra e caramello. Carta dei vini variegata e dai ricarichi moderati. Due i menu degustazione proposti: “Anima”, a 80 euro, e “Traditional – Mente”, a 50 euro. Tra i 75 e i 120 euro alla carta. A pranzo in settimana formula a 20 euro per due portate.

27 Agosto 2019
Dettagli
Gellius

Un unico ingresso per due anime distinte: il Gellius è un’immersione nella storia e, grazie al restyling di luglio, il ristorante gourmet splende di nuova luce e guadagna un’atmosfera ancor più coinvolgente e raffinata, dal design pulito. Sotto, il bistrot Nyù, è un ambiente in cui la cucina a vista fluisce verso la sala. Qui il menù è easy, in un tuffo di gusto a diretto contatto con i reperti romani dell’area museale.

La qualità Gellius sigla la nuova proposta “Il Mercato ore 13”. È una soluzione efficace per una pausa pranzo veloce ma stilosa. Due percorsi di sapori creati ad hoc in tre piatti più calice di vino e caffè (45 e 50 euro). La carta combina sapientemente gusto e nutrimento, tra morbide tentazioni come l’uovo cremoso con ristretto di verdura e limone, e i ravioli di “maionese” al basilico, pomodoro, melanzane e pinoli. Riusciti gli abbinamenti di sapori tra orto e mare degli spaghetti al succo di peperone, baccalà, foglie di cappero, oppure nei secondi, del San Pietro croccante al verde d’erbe, frutta e verdura all’agro con salsa olandese. Un must Gellius è sicuramente il piccione in casseruola con Tarte-Tatin alla cipolla rossa e melanzane.

Dolcezza in chiusura, magari con l’energetico “Uhhh…ovo”: zabaione, cioccolato Dulcey, cioccolato bianco. La cantina, che gira il mondo in 900 etichette, però trova spazio per le piccole realtà di pregio, tutte da scoprire, anche al calice. Il conto? Intorno ai 70 euro se si sceglie la carta; in alternativa la degustazione con “Quinque” (85 euro) oppure “Septem” (110 euro).

27 Agosto 2019
Dettagli
Trattoria Dalla Libera

Un casolare rustico in aperta campagna, non molto distante dal cuore della zona di produzione del Prosecco, ospita una delle cucine di matrice casalinga più interessanti della regione. Il cuoco e proprietario Andrea Stella, brillantemente assistito ai fornelli dalla madre, interpreta con originalità costumi e tradizioni venete conferendo a ogni piatto eleganza e raffinatezza e valorizzando i sapori e gli aromi della terra che lo circonda.

Il grande orto di casa è protagonista: i suoi frutti vengono accostati, rispettando le stagioni, alle migliori materie prime, di terra o di mare, che il mercato possa offrire. Si aprono le danze con le parti nobili del gallo di razza “a collo nudo” servite con purè leggero, lardo fresco e paprika dolce; si continua con uno dei meravigliosi ravioli con la sfoglia tirata sottilissima e ripieni di erbe di stagione oppure con il divertente “pane, caffè e latte” ovvero sfere di pane con ricotta affumicata liquida, caffè arabica e gocce di clorofilla; si chiude con lo stinco di agnello sardo con peperone crusco, falde di peperoni dolci e ricotta, ricordandosi però di lasciare uno spazio per i dolci, spesso preparati al momento, come nel caso del tiramisù e della millefoglie.

La cantina è ampia e dotata di molti vini maturi per la gioia degli appassionati; il servizio sollecito e di grande cortesia. Conto amichevole: i due menu degustazione costano 38 euro (7 portate) e 48 euro (10 portate); alla carta è difficile superare i 50 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli
Casa Brusada

Chiudete gli occhi e immaginate un ristorante accogliente: quello che vi appare è Casa Brusada. Lo si incontra dove iniziano le pendici del Montello. “Brusada” perché l’edificio, nel 1944, fu incendiato dai tedeschi; oggi le fiamme, redente, si usano con sapienza in cucina. L’ambiente è luminoso, arredato con gusto e reso ancor più coinvolgente dalla gentilezza del personale.

La filosofia dell’ecclettico Marco Pincin, proprietario e chef, parte da tre parole chiave: tradizione, stagionalità e creatività. Ne nasce una carta generosa che utilizza i prodotti del luogo e del momento, iniziando da erbe e funghi, in piatti che rileggono la grande gastronomia locale con impeto vivace e sorprendente, e ricette frutto di ricerca e calibrata innovazione. La tartare di Rubia gallega, burro alle erbe, mango, crumble di parmigiano è un grande inizio; gli gnocchi di patate, cacio, pepe, lime, spugnole, seppie sporche e caviale di salmone sono un concerto di sapori; il guancialino di vitello al rosso di Venegazzù della casa con crema di topinambur al tartufo e cipollotto conquista anche i palati più raffinati, così come le animelle di vitello, terra di nocciole, ovoli, puntarelle e wasabi.

La sinfonia di cioccolato lascia un ricordo indelebile. La cantina gode anche dell’enoteca e si sposa a meraviglia con i piatti: molti prosecchi locali, una selezione attenta di prodotti italiani ed etichette che provengono dalle migliori aree vitate francesi. Scegliendo dalla carta si spendono 45/50 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli
Locanda Baggio

Asolo è sempre Asolo: uno dei borghi più belli d’Italia. Il suo fascino discreto è un biglietto da visita che lo rende unico al mondo. La Locanda Baggio ne rispecchia lo stile, evocando atmosfere della civiltà veneta più schietta. Un luogo di sobria eleganza dove si sta bene, ieri come oggi. I Baggio, ovvero Nino e Antonietta, curano l’accoglienza della loro osteria, luogo dall’anima aristocratica e semplice, secondo i buoni valori di un tempo e coccolano l’ospite con una cucina di alto profilo, ben costruita, densa di passione e, nello stesso tempo, di grande delicatezza.

Cucina di tradizione, rinnovata nell’espressione stilistica e – dopo tanti anni – ancora carica di energie. Quelle assicurate dalle cose buone. Cucina dove stagionalità, territorio e capacità interpretative danno concretezza a piatti di grande misura ed equilibrio. Di pesce e anche di carne, di tradizione ma anche un po’ creativa. Da segnalare il salmone marinato profumato all’aneto, il millefoglie di polenta e baccalà mantecato, i ravioli di branzino con gamberi e il loro brodetto, l’arrosto croccante di maialino speziato, oltre ai formaggi della vicina montagna.

Il menu degustazione a 65 euro consente di cogliere la complessità di tutti i valori golosi in carta. Capitolo vini: la cantina è doverosamente attenta al territorio ma, essendo i Colli Asolani una realtà turistica di rinomanza internazionale, soddisfa sicuramente le esigenze di una eclettica clientela internazionale. Alla carta circa 60 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli
Trattoria Moderna Due Mori

Gli ingredienti ci sono tutti: uno dei borghi più esclusivi d’Italia, la vetrata che regala una vista incomparabile sui colli, un’accoglienza di sorrisi e piatti di tradizione autentica. Stefano De Lorenzi ha però voluto dare un’impronta ancora più originale al suo bellissimo locale di Asolo, dotandolo di una originale cucina economica a vista, progettata ad hoc, con lo scopo di non usare energia elettrica per alcuna preparazione.

Tavoli ben distanziati, arredi di eleganza campagnola e un menu in cui l’ormai vituperato chilometro zero assume un senso compiuto. Dalla pasta fatta in casa con le uova delle galline del dirimpettaio, agli agnelli che si vedono pascolare sul prato della collina di fronte, alle erbe dei boschi, (quasi) tutto è territorio. Allora ci si può subito deliziare con una squisita sopressa con la giardiniera home-made, per poi
gustare la delicata intensità dello sgombro de casa con la “suca” (zucca) e cipolla in agrodolce.

Tra i primi sono buonissimi i ravioli ripieni di “erbacce” (ortiche) e Morlacco del Monte Grappa. La “gallina faraona” in casseruola, servita con patate arrosto, merita l’assaggio. Fuori del comune il “figà con le zeole”, ovvero il fegato alla veneziana fresco con cipolle novelle. I dolci sono tutti molto buoni, ma vale la pena attendere una mezz’ora per lo strudel a la moda nova. La carta dei vini, in cui si prediligono senza esagerare le etichette “naturali”, e la sala sono sotto l’abile regia di Caterina Orso. Si spendono, volentieri, non più di 45 euro.

27 Agosto 2019
Dettagli