— Via Marco Polo, 2
Cavallino Treporti (VE)
Osteria Ai Do Campanili
sempre (si consiglia la prenotazione)
tutte
Turno di chiusura: da aprile a ottobre mercoledì, da novembre a marzo martedì e mercoledì
Ferie: variabili
La cucina sfrutta a fondo la ricchezza di materie prime della barena senza però negarsi qualche escursione verso terre lontane. Il "crudo e cotto di seppie di laguna", per esempio, affianca due diversi concetti di cucina di mare…

La lingua di terra che collega Jesolo e Punta Sabbioni arrivando quasi a toccare il Lido di Venezia vive due realtà opposte: sulla sponda adriatica l’affollato litorale del Cavallino, su quella lagunare piccoli borghi circondati da una natura rigogliosa. Ai Do Campanili, la miglior tavola della zona, si trova nel centro della cittadina di Treporti: al piano terra l’osteria per gli aperitivi e i “cicheti”; al primo piano la graziosa sala del ristorante.

La cucina sfrutta a fondo la ricchezza di materie prime della barena senza però negarsi qualche escursione verso terre lontane. Il “crudo e cotto di seppie di laguna”, per esempio, affianca due diversi concetti di cucina di mare: il crudo è abbinato a limone candito, maionese di soia e piselli novelli, mentre il cotto “al nero” con le interiora, secondo i dettami della tradizione, viene servito con cialde di polenta e crema di piselli. La piovra viene cotta a bassa temperatura e abbinata a crema di carciofi, nocciole, ristretto di miso (condimento di origine giapponese a base di soia fermentata) e alga kombu.

I ravioli ripieni di patate e pesto si sposano con un gel di pomodoro Piccadilly e con il branzino declinato in “fumetto”, carpaccio e bottarga. Il servizio è gentile e competente, la carta dei vini cresce di anno in anno, con particolare attenzione per le piccole aziende artigianali e diversi nuovi inserimenti nel settore dei cosiddetti vini “naturali”. Menu degustazione a 65 e 80 euro, alla carta sui 70.

Ci si allontana dall’affollata Jesolo attraverso strade di campagna, oppure ci si imbarca a Venezia per approdare poco distante, in uno scenario d’antan punteggiato da case basse, campi coltivati, prati e alberi.