— Via del Toro, 12
Trieste
Menarosti
sempre
tutte
Sempre sugli scudi la leggiadra e fragrante frittura di pesce che non teme confronti in tutto il Golfo ma anche buon baccalà mantecato e un delicato polipo tiepido. Gli gnocchi al sugo di seppia sono golosi; la sogliola ai ferri…

In una città come Trieste dove la tradizione nella gastronomia resta un punto fermo, entrare al Menarosti è fare un tuffo nella genuinità. Già per arrivare è consigliato parcheggiare l’automobile in riva al mare e poi percorrere il centro della città. “1903 Antica trattoria Menarosti”: così recita l’insegna. Infatti la cucina del pesce è protagonista da oltre un secolo in questo locale a conduzione familiare: qui non si esce mai dallo schema sicuro e i piatti proposti sono sempre perfetti nella loro estrema semplicità.

Le materie prime, quando si parla di pesce in particolare, sono assolutamente indispensabili e il patron Fabio Benussi, che un tempo era ai fornelli, va ogni giorno a selezionare il pescato che arriva con flotta dei pescherecci. Sempre sugli scudi la leggiadra e fragrante frittura di pesce che non teme confronti in tutto il Golfo ma anche buon baccalà mantecato e un delicato polipo tiepido. Gli gnocchi al sugo di seppia sono golosi; la sogliola ai ferri è di semplice e sopraffina bontà. I dolci sono rassicuranti e tentatori, come lo strudel di ciliegie.

Fulvio Benussi, che assieme alla madre Lidia accoglie i commensali con tatto e discrezione, governa una carta dei vini che presidia il territorio ma spazia anche nel Collio sloveno e tra la Malvasia Istriana; i prezzi sono contenuti e il servizio al bicchiere è più che buono. I tavoli non sono molti per cui si consiglia la prenotazione. Circa 40 euro.

Potete parcheggiate sulle affascinanti Rive e godervi Trieste a piedi risalendo Corso Italia fino a Piazza Goldoni e sarete praticamente arrivati.

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