-Acetaia Pahontu srl
Via Carmignoto, 8
Teolo PD
L’aceto che nasce dalla passione. Di Mauro Meneghetti e Simona Pahontu.

Le origini dell’aceto si perdono nella notte dei tempi, indissolubilmente legate a quelle del vino. Tra i cinque gusti fondamentali – amaro, acido, dolce, salato, umami – su cui giocare per creare infinite combinazioni di sapori, l’agro è forse il più apprezzato nella cucina contemporanea per la sua capacità di esaltare i piatti. Perciò un buon aceto non solo sull’insalata, ma sul bollito di carni miste, sulla pasta e fagioli, sul pesce, su fichi caramellati, sulle frittate, specie se di erbe, sulle uova, sul frico di formaggio Montasio, sulla crema di uova sode, capperi e maionese da abbinare agli asparagi, su crudi di pesce, sulle capesante grigliate. E quello prodotto dall’Acetaia Pahontu è anche un “aceto da bere”, di mattina.  Un bicchiere d’acqua con un cucchiaio di aceto, un cucchiaino di miele e un pizzico di sale è fonte di sali minerali è un bel benessere per l’organismo. Acetaia Pahontu è il frutto della ricerca, della passione, dell’amore e dell’artigianalità per quello che dovrebbe essere riconosciuto a pieno titolo come un prodotto di qualità, proprio come lo è anche la materia prima utilizzata: il vino. Infatti, viene utilizzato il miglior vino moscato biologico e biodinamico senza solfiti aggiunti dei Colli Euganei. Il prodotto finale è un aceto dal profumo complesso di sambuco, penetrante, gradevole e sapido, grazie alla mineralità tipica del terreno dei Colli Euganei, insieme ad un sapore agro ben equilibrato con sfumature vellutate e fruttate tipiche del moscato (www.pahontuvinegar.com; info@pahontuvinegar.com) o, per meglio dire, alla fermentazione di frutta o idromele, come avveniva in Mesopotamia o in Egitto dove, come testimoniano alcuni ritrovamenti nelle tombe egizie, era usato come pagamento per gli imbalsamatori. Nell’antica Roma era la base per la posca, dissetante e tonificante mistura di acqua e aceto bevuta da gladiatori, legionari e contadini; mentre nel Medioevo il “rimedio dei quattro ladri” – o aceto di Marsiglia, infuso di erbe medicinali come salvia, lavanda, rosmarino e timo in aceto di vario tipo – era ritenuto in grado di proteggere dal contagio della peste, e ancora oggi in Francia viene commercializzato come blando rimedio ad ampio spettro.