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Fabbriche del Gusto

Adelia Di Fant

L’azienda nasce da un’idea di Adelia Di Fant, imprenditrice friulana che negli anni Ottanta vendeva distillati e liquori, provenendo da una famiglia che operava nel campo dell’agroalimentare. Si rese presto conto però che la sua passione riguardava un altro campo, quello del cioccolato. Decise quindi di seguire il suo sogno e provò a realizzare un prodotto che univa la dolcezza del cacao ad un distillato tipico della sua regione: la grappa. Affidandosi a un mastro cioccolatiere nacque così la pralina alla grappa che fece partire la sua azienda omonima, la quale divenne un’attività riconosciuta come artigianale nel 2007.

Col tempo, l’azienda ha allargato il proprio catalogo a tavolette e creme spalmabili, nonché a vere e proprie creazioni, come praline, bicchierini o lecca lecca, ma anche grappe e distillati alla frutta, amari e liquori alle erbe, frutta sotto spirito e zucchero aromatizzato. Tutte queste delizie sono rigorosamente artigianali, motivo d’orgoglio per l’azienda.


In programma a We-Food

La cioccolateria artigianale Adelia Di Fant di San Daniele in Friuli accoglie i visitatori all’interno del suo laboratorio, svelando i segreti dell’arte cioccolatiera. Un’occasione unica per mettersi alla prova, attraverso laboratori pratici, nella creazione delle famose praline alla grappa, marchio di fabbrica della produzione Adelia Di fant.

I laboratori sono aperti a 12 partecipanti per sessione.

Per scoprire gli orari e registrarsi agli eventi, cliccare qui sotto.

 

15 ottobre 2018
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Berto’s

La sua intuizione vincente fu quella di industrializzare un settore che, negli anni Settanta, era ancora molto artigianale, dandogli subito una spinta e una visione internazionale, puntando al commercio estero e cercando l’innovazione e la qualità.

L’azienda è cresciuta di anno in anno, espandendosi nei mercati stranieri a tal punto che già dal decennio scorso l’estero copre l’80% del fatturato complessivo. Tra le maggiori referenze della Berto’s si trovano infatti cucine in prestigiosi ristoranti, hotel e showroom degli Emirati Arabi, Arabia, Russia, Svizzera, Svezia, Danimarca, Hong Kong, Singapore, e molti altri Paesi.

Con il tempo, si è dato sempre più impulso alla ricerca e allo sviluppo: oggi l’azienda, guidata dal figlio di Giorgio, Enrico, punta a una produzione che segue i principi della lean production, ottimizzando l’organizzazione dei processi e reinvestendo nella produzione tutto quello che viene guadagnato, in modo da non risentire delle strette del credito.

Qualità del prodotto e innovazione sono il fiore all’occhiello delle cucine Berto’s, nate per rispondere alle esigenti richieste del settore della ristorazione, che vanno dal design all’ergonomia e al comfort, dalla tecnologia alla performance e affidabilità. Tutto questo consente agli chef di costruirsi una cucina “su misura”, in base alle proprie esigenze. E ormai sono molti gli chef che lavorano ai fornelli dell’azienda padovana: da Antonino Cannavacciuolo a Moreno Cedroni, da Giancarlo Perbellini ad Alessandro Borghese ed Emanuele Scarello.


Il programma di We-Food

In occasione di We-Food, sabato 3 novembre, Berto’s propone due turni di visita in produzione e showcooking con degustazione a cura di Emanuele Scarello, chef 2 stelle del ristorante “Agli Amici” di Udine.

15 ottobre 2018
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Castellan

Nel caseificio, prossimo al traguardo dei cinquant’anni, il motto è ancora quello del fondatore, Urbano: «Fa’ puìto, che xè roba che a zente magna!». Un invito a stare attenti anche ai dettagli, quando si tratta di cibo. La sfida, ora raccolta dalle figlie Sonia, Manola e Sara, che gestiscono con tenacia e spirito d’innovazione l’azienda lasciata loro dai genitori, è quella di puntare tutto sulla qualità e sulla genuinità, invece che sulla quantità. Le tre donne, unendo la maestria dell’arte casearia “di una volta” alla ricerca continua, perseguono nella scelta di famiglia di produrre formaggi senza aggiungere alcun tipo di conservante, pur essendo comunque attrezzate per la grande distribuzione.

La qualità è poi data dalla scelta del latte di mucca e di capra, raccolto quotidianamente da diciassette stalle selezionate e certificate, gestite da storiche famiglie di contadini che alimentano il bestiame con foraggio sano. L’etica è quella paterna: continuare ad approvvigionarsi dai piccoli allevatori vicentini, pagando un po’ di più rispetto al latte proveniente dall’estero ma venendo ripagate dalla qualità della materia prima.

Qualità che è stata premiata più di una volta: il caseificio Castellan, infatti, è stato nominato due volte medaglia d’oro del Veneto (nel 2014 e nel 2016) come migliore stracchino regionale e ha ricevuto l’Oscar all’Italian Cheese Awards (nel 2015 e 2016) quale prodotto più buono d’Italia; è stato insignito anche della menzione “Forme di solidarietà”, un premio critico di una giuria composta da 25 giornalisti del food.


In programma a We-Food

Il Caseificio d’eccellenza, che ha vinto gli Oscar Italian Cheese Awards 2015 e 2016, apre l’accesso del suo stabilimento al grande pubblico. Nelle giornate di WeFood Castellan Urbano offrirà infatti delle visite guidate all’interno della propria area produttiva per conoscere le diverse fasi di lavorazione del formaggio, a conclusione delle quali si potrà degustare una selezione di prodotti scelti.

La durata della visita completa di degustazione è di 1 ora e 30 minuti.

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15 ottobre 2018
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Distilleria Ceschia

Nacque così una tradizione di famiglia che si è tramandata fino a oggi: l’alambicco ambulante oramai è solo un ricordo, ma la passione e la pazienza di adesso sono le stesse di allora.

La storica Distilleria Ceschia, ristrutturata di recente, continua infatti a produrre la grappa con la ricetta originale del 1886, utilizzando sempre materie prime di altissima qualità. È un’azienda legata in maniera viscerale al proprio territorio, e ciò si nota anche dal tipo di vinaccia usata per la produzione dei distillati, ovvero quella di Verduzzo coltivato in Ramandolo, una conca che incrocia storie di Longobardi e Celti e tradizioni radicate nei secoli.

La preparazione della grappa è condotta in maniera scientifica, utilizzando il metodo di distillazione artigianale: appena le vinacce raggiungono il corretto grado di fermentazione vengono distillate un poco alla volta in caldaiette di rame, dalle quali sale il vapore contente l’alcool e le essenze. Questo viene raccolto nel cosiddetto “elmo” o “capitello”, quindi portato allo stato liquido grazie ad una serpentina che sfrutta il meccanismo di condensazione. Alla fine di tutto la grappa va a riposare per almeno tre anni, sviluppando quei sentori che la caratterizzano.

Da pochi anni la distilleria Ceschia è di proprietà della Molinari Italia, ma nonostante ora faccia parte di un grande gruppo ciò che continua a contraddistinguerla è la sua tradizione, lunga quasi un secolo e mezzo, fatta di legami con il territorio e di sapienza e attenzione nel produrre.


In programma a We-Food

La Distilleria Ceschia, antica per fondazione ed esperienza, pur essendo entrata oggi a far parte del grande Gruppo Molinari, mantiene un’impostazione produttiva d’eccezionale artigianalità e rigore tecnico. Una distilleria in cui storia e peculiarità si uniscono in un sol talento e che offrirà al pubblico di WeFood la possibilità di conoscerla da vicino in un tour di visita e degustazione.

3 turni di visita il sabato e tre turni la domenica.

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15 ottobre 2018
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Distilleria Schiavo

Raccoglie grandi quantità di grappa rifornendo, così, foresterie, locande e osterie del vicentino e tramandando la passione a suo figlio Giuseppe.

Molti anni dopo, fra le due Guerre, è la volta di Guido, che inizia ad utilizzare vinacce fresche, con il risultato di una maggiore resa, grappe profumate e sapori rinnovati.

Negli anni Sessanta, Giuseppe Schiavo apre alla nascente industrializzazione italiana: nuove distillerie e nuovi punti vendita si affacciano sul mercato, la distribuzione in provincia aumenta e, di conseguenza, l’attività cresce velocemente. Cura nella ricerca delle materie prime, etichette semplici ma immediate, eliminazione dei silos di stoccaggio vinacce e il restauro completo dell’impianto di distillazione sono le iniziative portate avanti da Giuseppe, per aumentare e migliorare l’estrazione olfattiva e gustativa del prodotto, anche a scapito della quantità.

Con gli anni, si decide di abbandonare la grossa distribuzione per cominciare la sfida più grande: la ristorazione di alto livello e le enoteche storiche d’Italia. Piovono soddisfazioni e conferme di essere sulla strada giusta e anche all’estero si comincia a degustare e a ricercare la grappa della famiglia Schiavo.

Il mercato si apre alla nuova Europa e al mondo con Marco, quinta generazione, che, con una visione di marketing e di distribuzione del prodotto, cerca di dare un’immagine forte di tipicità e di territorio, proponendo il consumo del distillato anche in cucina e con i cocktail, per rinnovare il modo di gustare e di intendere la grappa.


In programma a We-Food

Marco Schiavo porta avanti la tradizione di famiglia con mano decisa, attenzione alla qualità ma nel contempo piglio dinamico e innovativo. In occasione di WeFood la sua elegante distilleria aprirà le porte al pubblico per quattro turni di visita guidata, a cui seguirà una degustazione e sperimentazione nel mondo del distillato e delle sue possibili reinterpretazioni.

La durata della visita completa di degustazione è di 1 ora e mezza e è aperta a un massimo di 15 partecipazioni per turno.

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15 ottobre 2018
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Fraccaro

Insieme al buon pane, infatti, il forno si fece notare per le sue dolci specialità e il gradimento fu tale che, nell’immediato dopoguerra, ne venne inaugurato un secondo in Borgo Pieve, specializzato nella produzione di focacce, panettoni e plum-cake. Poi, nel 1970, venne inaugurata la sede attuale, situata lungo la statale che da Treviso porta a Vicenza.

Da quel momento la crescita è continua, forte di una diversificazione dei prodotti sempre maggiore, tanto che a metà degli anni Ottanta diventò necessario mettere in funzione un magazzino di quasi duemila metri quadrati. La famiglia Fraccaro, che guida ancora l’azienda con i membri della terza e quarta generazione, ha mantenuto nel tempo la filosofia dei fondatori: puntare sulla tradizione artigiana ma con una spiccata mentalità industriale.

La qualità è una delle ragioni del successo dell’azienda di Castelfranco. L’attenzione alla selezione degli ingredienti, come ad esempio l’utilizzo del lievito madre per la fermentazione naturale della pasta, si accompagna allo studio delle tempistiche di preparazione: infatti, per produrre un panettone il tempo previsto è di tre giorni, in modo da rispettare le fasi di lievitazione e farcitura.

La crescita e la diversificazione dei prodotti hanno portato negli anni a una differenziazione in tre marchi: Fraccaro, Pasticceria Fraccaro e Pasticceria Fraccaro Bio, che di recente investe anche nel biologico senza glutine e nelle specialità vegane. Da pochissimo, inoltre, al Fraccaro Café di Castelfranco Veneto è stato lanciato un menu adatto anche alle persone affette da diabete di tipo 1, offrendo la possibilità di acquistare prodotti e oppure di gustare proposte gourmet “a prova di diabete”.


In programma a We-Food

L’antico Forno di origine vicentina, divenuta oggi una delle realtà dolciarie più affermate del territorio, accoglie il pubblico di WeFood all’interno della sua sede di Castelfranco Veneto. È l’occasione per scoprire il cantiere di produzione delle delizie marchiate Fraccaro e potersi intrattenere con una degustazione speciale. La durata della visita completa di degustazione è di 1 ora e mezza.

15 ottobre 2018
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Funghi Valbrenta

L’azienda sviluppa la propria attività principale nel Comune di Cismon del Grappa, località che, grazie alla vicinanza del fiume Brenta e del Monte Grappa, possiede caratteristiche climatiche uniche per la coltivazione dei funghi. L’intero processo produttivo avviene nel pieno rispetto del ciclo naturale del fungo, la cui maturazione viene seguita da personale esperto e senza l’utilizzo di prodotti di sintesi.

Ricerca e innovazione sono da sempre presenti nella strategia dell’azienda, che abbina l’efficienza produttiva alla sostenibilità ambientale. Le strutture produttive aziendali, tecnicamente all’avanguardia, nascono, infatti, pensando all’ambiente: da parte della Funghi Valbrenta c’è un’attenzione spiccata ai consumi energetici e di acqua, oltre che all’introduzione di energia da fonti rinnovabili, in modo da ridurre al massimo l’impatto dell’attività produttiva in un contesto tra i più incontaminati del Veneto.

I prodotti sono vari: si va dall’Agaricus Bisporus, meglio conosciuto come Champignon, all’Agocybe Aegerita o Piopparello, fino al Pleorotus Ostreatus, detto anche orecchietta od ostricone. In poche ore dalla raccolta arrivano freschi sulle tavole italiane grazie ad un’efficiente catena distributiva.


In programma a We-Food

In occasione di WeFood, domenica 4 novembre sarà possibile visitare l’azienda Funghi Valbrenta, che nel corso della giornata propone 3 turni visite guidate e laboratori alla scoperta dei funghi.

La durata della sessione di visita comprensiva di laboratorio è di 1 ora e mezza.

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15 ottobre 2018
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Gubane Dorbolò

Nella località del Tiglio di San Pietro al Natisone, Antonia Onesti, che divenne poi la moglie di Antonio Dorbolò, iniziò a preparare la gubana nel suo forno a partire dagli anni Trenta. Nel 1955 venne fondata l’azienda giunta ormai alla terza generazione e gestita da Jessica e Joelle Dorbolò.

Ancor oggi le gubane Dorbolò rispettano l’antica ricetta della fondatrice e vengono fatte rigorosamente a mano, tant’è che in famiglia ognuno riesce a riconoscere chi le ha create. Un vero e proprio trionfo di artigianalità e gusto: i dolci vengono preparati con una pasta dolce lievitata e farcita di noci, uvetta e pinoli, ai quali si possono aggiungere a piacimento mandorle, cubetti di arancio e nocciole, il tutto amalgamato con zucchero, liquori, sale, limone e vaniglia.

Oltre alle gubane, vengono prodotti gli strucchi, preparati con lo stesso ripieno, il cuor di castagna e le focacce. Da pochi anni, inoltre, l’attività famigliare si è allargata con la produzione di pane, venduto sempre nello stesso locale. Nel negozio, infine, è possibile acquistare diversi prodotti tipici delle Valli del Natisone: tra questi non mancano le marmellate, le mele e il succo di mela prodotto a chilometro zero.


In programma a We-Food

L’azienda a conduzione familiare che porta avanti da tre generazioni i segreti della ricetta del dolce simbolo delle Valli del Natisone apre i battenti ai visitatori in occasione di WeFood. Gli interessati sono chiamati a curiosare all’interno del laboratorio artigianale per scoprire la maniera di preparazione del dolce e assaggiarne poi la qualità.

4 turni di visite guidate tra sabato e domenica, per un massimo di 15 partecipanti ognuno.

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15 ottobre 2018
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La Contarina

Da queste colline ha origine l’olio extravergine La Contarina, che viene prodotto attraverso tecniche estrattive avanzate, innovative e rispettose dell’ambiente.

La produzione, che avviene in un frantoio inserito in un antico casale di pietra risalente al Settecento, deriva da diverse qualità di olive, come ad esempio Grignano, Leccio, Leccio dal Corno, Casaliva, Pendolino, Favarol, e Moraiolo. Queste vengono raccolte a mano a partire dai primi giorni di ottobre, raffreddate in apposite celle e lavorate a ciclo continuo. L’olio viene poi filtrato e stoccato in botti inox nel corso della stessa giornata di raccolta, per poi essere confezionato in eleganti bottiglie.

L’olio La Contarina vanta anche numerosi premi: nel 2016 ha ottenuto l’Aipo d’Argento, nel 2017 la medaglia d’oro del Consorzio della Valpolicella come miglior olio e nel 2018 ha conquistato ben tre Foglie Verdi Gambero Rosso per l’olio DOP veneto Valpolicella.


In programma a We-Food

Maurizio Tamellini, l’appassionato produttore di Olio La Contarina, apre i cancelli della sua Tenuta di Illasi al pubblico di WeFood. Nelle giornate di sabato 3 e domenica 4 sarà possibile visitare lo splendido oliveto e il frantoio recuperato nell’antico casale del Settecento, per poi assaporare le diverse qualità del prodotto.

La durata della visita completa di degustazione è di 1 ora e è aperta a un massimo di 5 partecipazioni per turno.

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15 ottobre 2018
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La Gubana della Nonna

A condurre l’attività sono madre e figlia, Valeria Domenis ed Elisa Costantini. La prima è addetta alla produzione, la seconda al packaging e a tutto ciò che ruota attorno all’immagine, ormai fondamentale anche quando si parla di cibo.

I prodotti proposti da Valeria sono il risultato di una ricerca di anni in giro per le Valli del Natisone tra le donne che facevano ancora in casa le gubane e gli strucchi, non solo con l’intento di farsi tramandare le ricette, ma anche per cogliere l’essenza del dolce tipico del Friuli. Una volta si faceva tutto a occhio, o al massimo si misurava con un pentolino o un bicchiere, perciò codificare una ricetta significava fare e disfare, provare e riprovare. Recuperando tante ricette originali, raccogliendole da donne che oggi in molti casi non ci sono più, Valeria ha tenuto in vita una tradizione.

Il prodotto principe dell’azienda è la gubana, fatta di pasta dolce lievitata, avvolta a mano su sé stessa e ripiena di nocciole tritate, noci, uvetta, pinoli e altre bontà, ma dalla “nonna” si produce molto altro: biscotti artigianali, torte di mele, plum cake, crostate, torte salate, strucchi, focacce e trecce, strudel e muffin.

Il piccolo forno negli anni ha saputo resistere alla concorrenza dei dolci industriali o dei prodotti più a buon mercato che si possono trovare nella vicina Slovenia puntando sulla scelta delle materie prime e l’artigianalità dei prodotti: la qualità paga sempre.


In programma a We-Food

3 NOVEMBRE

MATTINA ore 10:00 – 13:00

LABORATORIO DI GUBANA

Insieme a Valeria si terrà una dimostrazione del dolce tipico della nostra tradizione: LA GUBANA!

Durante la lezione si spiegherà il procedimento per realizzare la pasta lievitata della Gubana, il suo ripieno e il procedimento!
Non mancheranno cenni sulla tradizione della Gubana della Nonna!

POMERIGGIO ORE 15:00 – 18:00

BISCOTTI IN VASETTO – IMPASTIAMOLI

In collaborazione con il Ricamificio di Forni di Sopra.

Scopri come cucinare i biscotti di Natale utilizzando IMPASTIAMOLI, il nostro preparato per biscotti. Con le ragazze de il Ricamificio invece, confezionerai con cura un sacchettino di biscotti che potrai portare a casa con te!


4 NOVEMBRE

MATTINA ore 10:00 -13: 00

LABORATORIO DI GUBANA

POMERIGGIO ORE 15:00 -18:00

BISCOTTI IN SACCHETTO

In collaborazione con il Ricamificio di Forni di Sopra

Valeria ti aspetterà nel suo laboratorio per preparare i tradizionali biscotti .Tra pasta frolla, cioccolato, tè e biscotti, guidati dalle ragazze de Il Ricamificio,  ti cimenterai con ago e filo nella realizzazione di un sacchettino speciale che potrai riempire di biscotti e portare a casa con te!
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15 ottobre 2018
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Lattebusche

Una delle ragioni del successo di Lattebusche è la continua innovazione, assieme all’orientamento alla soddisfazione del Cliente e alla Qualità delle produzioni, nel pieno rispetto dell’ambiente circostante. La gamma di prodotti è ampia e profonda: quattro DOP: Grana, Piave, Asiago e Montasio, formaggi di montagna, latte e formaggi Bio, Latte, latticini e Gelati a base di latte fresco. La qualità dei prodotti Lattebusche è stata riconosciuta anche con numerosi premi internazionali. Tra i più recenti, ricordiamo il premio come “Miglior Formaggio Europeo a pasta dura” ottenuto dal Piave DOP ai Global Cheese Awards 2018, le due stelle ricevute dal formaggio Pennanera dalla giuria di chef del Superior Taste Award 2018 e le medaglie d’oro ottenute dal Gelato Lattebusche agli International Cheese Awards 2017.

Lattebusche è un’azienda sostenibile, in quanto produce nel rispetto del territorio, che rappresenta la fonte della propria eccellente materia prima, il latte fresco, che dona caratteristiche organolettiche distintive e talvolta uniche alle proprie produzioni. Fondamentale è anche l’impegno della Cooperativa nel garantire le condizioni per cui i propri Soci allevatori possano rimanere in montagna, mantenendo un presidio fondamentale per la cura dell’ambiente naturale dolomitico e contrastando il fenomeno dell’abbandono del territorio, con effetti positivi anche per l’economia locale e per il settore del turismo. Inoltre, la riduzione dei consumi di energia e acqua, la diminuzione delle emissioni di scarichi inquinanti, di rifiuti e di elementi che alterano il clima e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili sono le buone pratiche che hanno permesso a Lattebusche di ottenere 7 premi per la responsabilità sociale e il rispetto dell’ambiente negli ultimi 5 anni.

Al centro del progetto di Lattebusche, assieme alla sostenibilità, ci sono anche la salute e la soddisfazione del consumatore. Per questo motivo l’azienda, oltre a continui e rigorosi controlli lungo tutta la filiera (oltre 500.000 all’anno) ha destinato importanti investimenti per l’aggiornamento tecnologico degli impianti produttivi, garantendo così elevati standard qualitativi e igienico sanitari.

Oggi la produzione di Lattebusche  è organizzata su sei stabilimenti. La Cooperativa (che lavora giornalmente oltre 3600 hl di latte locale) si è affermata in Italia, in Europa e nel Nord America, grazie alle caratteristiche uniche e distintive dei propri prodotti, realizzati esclusivamente con il latte proveniente dalle aziende agricole dei propri Soci allevatori.


In programma a We-Food

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15 ottobre 2018
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Lattebusche Bar Bianco

Adiacente allo stabilimento vi è un punto vendita Bar Bianco, caratterizzato da un’architettura innovativa. Si tratta di un luogo dove si possono trovare e degustare tutte le specialità casearie Lattebusche, assieme ad una gamma di altri prodotti selezionati. Lattebusche è una cooperativa con oltre 60 anni di storia e tradizione casearia che da sempre produce in modo sostenibile e nel pieno rispetto dell’ambiente, ricevendo anche diversi riconoscimenti per le pratiche virtuose poste in essere.

La gamma di prodotti è ampia e profonda: quattro DOP come Grana, Piave, Asiago e Montasio, formaggi di montagna, Latte e formaggi Bio, Latte, latticini e Gelati a base di latte fresco. Tutti i prodotti sono realizzati con il latte dei soci allevatori della cooperativa.

La sede principale è a Busche in provincia di Belluno, ai piedi delle Dolomiti. Oggi sono sei in tutto gli stabilimenti produttivi: Padola, Chioggia, San Pietro in Gù, Camazzole e appunto il sito di Sandrigo. Quest’ultimo stabilimento fa parte di Lattebusche dal 1993, anno in cui c’è stata la fusione per incorporazione della latteria Brega. Qui viene prodotto e stagionato il Grana Padano DOP, un’eccellenza premiata con la medaglia d’oro nella categoria “Stagionato oltre 20 mesi” all’ultimo Caseus Veneti.

15 ottobre 2018
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Lattebusche Molinetto

Questa unità produttiva fa parte di Lattebusche dal 2009, quando la Latteria Molinetto venne incorporata per fusione: il caseificio, di origini lontane, era tradizionalmente vocato alla trasformazione del latte in formaggi stagionati DOP, come il Grana Padano e il Montasio. Ora invece lo stabilimento è adibito alla produzione del solo Grana Padano: la capacità produttiva della sede padovana è di circa 1.500 quintali di latte al giorno, pari a circa 300 forme di formaggio. Inoltre, lo stabilimento è dotato di un moderno impianto di concentrazione del siero, che permette di polverizzare il liquido di risulta della lavorazione dei formaggi, rendendolo così commercializzabile alle aziende del settore cosmetico e dei mangimi, trasformandolo così da un costo a una risorsa.

Lattebusche è una cooperativa con oltre 60 anni di storia e tradizione casearia che da sempre produce in modo sostenibile e nel pieno rispetto dell’ambiente, ricevendo anche diversi riconoscimenti per le pratiche virtuose poste in essere. La gamma di prodotti è ampia e profonda: quattro DOP come Grana, Piave, Asiago e Montasio, formaggi di montagna, Latte e formaggi Bio, Latte, latticini e Gelati a base di latte fresco. Tutti i prodotti sono realizzati con il latte dei soci allevatori della cooperativa.


In programma a We-Food

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15 ottobre 2018
Dettagli
Loison

Una storia di famiglia, che nasce nel 1938, quando Tranquillo Loison inaugura l’attività, per poi proseguire con il figlio Alessandro, che apre un nuovo laboratorio nel 1969, e infine approdare alla terza generazione, che a partire dagli anni Novanta inizia ad espandere il commercio in Europa e Oltreoceano.

Per quanto la varietà di dolci prodotti sia ampia (si va dalle colombe alle focacce ai biscotti), il protagonista indiscusso di casa Loison rimane il panettone, che negli anni ha ottenuto più di 15 importanti riconoscimenti: è su questo dolce tradizionalmente natalizio che Dario ha infatti espresso il suo “genio imprenditoriale”, trasformandolo da prodotto stagionale a prodotto senza tempo, proponendo gusti nuovi ogni anno ed esportandolo nei Paesi più remoti.

La bontà del prodotto è poi accompagnata dalla qualità dell’immagine: e a curarla è Sonia Pilla, moglie di Dario, che, con uno stile appositamente concepito per l’azienda, riveste i prodotti con un packaging elegante e ricercato: confezioni di latta o di cartone decorate diventano borse da shopping, trousse da viaggio o complementi d’arredo da conservare e riutilizzare.

Da non dimenticare, infine, il museo Loison, uno spazio nato e cresciuto grazie alla passione di Dario Loison per gli oggetti d’antiquariato che contiene antichi macchinari da pasticceria, una collezione di libri antichi, poster, cartoline, bottiglie di aromi ed essenze dei primi del Novecento. Indubbiamente vale la visita.


In programma a We-Food

La pasticceria artigianale di Costabissara è da sempre consacrata alla qualità, caratteristica che si unisce a una buona dose di creatività ed eleganza, e si coglie in tutti i prodotti della casa, primo fra tutti l’ottimo panettone, dalle più prelibate varianti. Merita una visita in occasione di WeFood l’intera azienda, come l’originale Museo Loison, che raccoglie i pezzi più unici della tradizione dolciaria.

2 turni di visita il sabato e 2 la domenica, ognuno della durata di 1 ora.

I posti per visitare Loison sono esauriti. Per chi fosse interessato, a Costabissara è possibile visitare la Distilleria Schiavo mentre a Illasi in provincia di Verona il produttore di Olio La Contarina.

15 ottobre 2018
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Tecnoeka

L’evoluzione di Tecnoeka inizia negli anni Novanta, quando le richieste dei consumatori hanno portato l’azienda a concentrarsi nella realizzazione di attrezzatture destinate alla cottura professionale, ma la svolta fondamentale avviene nel 2013, con il trasloco della sede aziendale nel nuovo stabilimento di Borgoricco, completo di un ampio spazio produttivo dedicato alle lavorazioni delle lamiere e al montaggio, laboratori, uffici, sale multimediali e degustazione. Qui la materia prima viene lavorata per ottenere il prodotto finito che viene collaudato direttamente sulle linee di montaggio.

Sotto la guida della famiglia Lora, l’azienda vive un periodo di forte crescita e industrializzazione. La parola d’ordine è innovazione tecnologica: infatti, gli investimenti si concentrano soprattutto nel settore ricerca e sviluppo, con l’acquisto di strumenti ed attrezzature altamente performanti e tecnologiche e la formazione del personale.

La gamma di prodotti offerti è molto ampia, che va dai forni elettrici a quelli a vapore a quelli combinati, ma un posto di rilievo è occupato dai forni ‘Compact’, pensati per ristoranti e gastronomie che devono coniugare tecnologia all’avanguardia con gli spazi contenuti dell’ambiente di cucina, andando così incontro alle esigenze dei ristoratori.

Tecnoeka vanta inoltre certificazioni di conformità di prodotto e di sicurezza europee e internazionali che le permettono di esportare in oltre 100 paesi al mondo, i quali rappresentano l’85% del fatturato totale. Con una sede operativa in Spagna, il respiro dell’azienda è sicuramente internazionale, ma le radici sono ben salde nel territorio.


In programma a We-Food

Una delle aziende italiane più affermate nel suo settore  ̶ quello della produzione di forni professionali ̶  e più conosciute all’estero decide di aprire le porte della sua realtà al pubblico di WeFood e ospitare due showcooking d’eccezione, condotti dagli chef Andrea Nardin di Osteria V e Nicola Cavallin di Horteria.

2 turni di visita e showcooking, uno il sabato e uno la domenica, di massimo 30 persone.

Per scoprire gli orari e registrarsi agli eventi, cliccare qui sotto.

15 ottobre 2018
Dettagli
VisVita

L’azienda nasce dalla volontà di creare un alimento sano e genuino, puntando ad un’alta qualità nutrizionale grazie all’utilizzo di cereali biologici, possibilmente coltivati in Veneto. La produzione avviene come una volta, con un mulino con macine a pietra, una lavorazione lenta e un’essiccazione a bassa temperatura, in modo da mantenere inalterati tutti gli elementi presenti nel chicco, primo tra tutti il germe di grano.

Con queste modalità “antiche” vengono prodotti diversi tipi di pasta: da quella di grano duro semintegrale, fonte di vitamine del tipo A, B e D, a quella di farro monococco, molto proteica e digeribile; dalla pasta di grano duro Perciasacchi, a basso contenuto di glutine, a quella di grano duro Senatore, indicata per le diete a basso indice glicemico.

In questo modo, VisVita reinterpreta il significato latino di “forza vitale”: quella della terra, quella delle tradizioni, quella della dedizione per il proprio lavoro.


In programma a We-Food

Il giovane pastificio di qualità di San Martino di Lupari racconta al pubblico di WeFood l’arte di fare la pasta. L’azienda, diretta dall’appassionata personalità di Cristina Andretta, offrirà la possibilità di “mettere le mani in pasta”, in cinque turni di laboratori per imparare a fare le tagliatelle.

I laboratori sono aperti a un massimo di 15 partecipanti per sessione.

I posti per visitare VisVita sono esauriti. Per scoprire le altre aziende che parteciparanno a We-Food, cliccare qui.

15 ottobre 2018
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Zidarich

Appena ventenne, decise di rivoluzionare l’azienda paterna, ampliando l’allora mezzo ettaro di vigneti sino ad arrivare agli otto ettari attuali e decidendo di estirpare gli uvaggi che aveva impiantato il padre per puntare su varietà autoctone del territorio, come ad esempio la Vitovska, il Terrano, il Malvasia e la Ribolla Gialla.

Sin dall´inizio la nuova impresa si è presentata come una vera e propria sfida, su un territorio caratterizzato dalla roccia e pochissima terra rossa che esige un impegno continuo e grande dispendio di risorse.

Nel 2009, la svolta: dopo otto anni di lavori, è stata inaugurata la nuova cantina che si sviluppa per circa 1.200 metri quadrati, scavata interamente nella roccia, sviluppata su cinque piani e con una profondità di 20 metri, e che ospita al suo interno tutto il processo produttivo vitivinicolo dell’azienda, con la cantina, la zona invecchiamento e le aree adibite alla lavorazione. La sala di degustazione, collocata al livello più alto, è caratterizzata da grandi vetrate da cui si gode una vista unica sulle vigne e da cui si distingue, in lontananza, il mare.

La terra rimossa durante gli scavi è stata utilizzata nei vigneti e gli stessi muri sono stati costruiti con le pietre presenti nel terreno. Un’attenzione verso l’ambiente che conferma l’amore di Benjamin Zidarich per il suo Carso. Il risultato sono i suoi vini, fortemente improntati sulle caratteristiche del vitigno e del territorio e con un unico imperativo: nessun ricorso alla chimica.


In programma a We-Food

La splendida realtà di Benjamin Zidarich apre eccezionalmente le porte al pubblico in occasione di WeFood. In due turni di visite guidate, sabato 3 novembre, sarà possibile percorrere i cinque piani della Cantina scavata interamente nella roccia, per osservare e conoscere l’intero processo produttivo vitivinicolo, nelle sue diverse fasi. A conclusione della visita sarà infine possibile degustare il vino di produzione.

Sono previsti due turni di visita dedicati ad un massimo di 10 partecipanti.

I posti disponibili per visitare Zidarich sono esauriti. Tra le Fabbriche del Gusto del Friuli Venezia Giulia, è ancora possibile registrarsi alle visite di Adelia Di Fant, Distilleria Ceschia, Gubane Dorbolò e La Gubana della Nonna.

15 ottobre 2018
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