— Via Roccolo Pizzati, 1
Altissimo (VI)
Casin del Gamba
sempre
tutte
Turno di chiusura: domenica sera, lunedì e martedì a mezzogiorno
Ferie: variabili a gennaio e ad agosto
La strada per arrivarci è un po’ lunga e tortuosa, ma sedersi a tavola in questa baita raccolta, in cui l’affetto si trasmette già nell’atmosfera che si respira prima ancora che nei piatti degustati, ripaga dalle piccole fatiche del viaggio. Bastano tre piatti per dare l’idea dell’amore per il territorio…

Assieme alla moglie Daria (che è il motore silenzioso della cucina, perché spesso lo spinge a provare e innovare), Antonio Dal Lago ha trasformato il vecchio roccolo per la caccia sulla collina di Altissimo in uno dei locali più interessanti della gastronomia (non solo) vicentina. Sapienza e competenza, unite da uno stile signorile, sono i caratteri distintivi della famiglia: il figlio Luca, sommelier, coadiuva brillantemente i genitori in sala.

Sono oltre quarant’anni che il locale è aperto nella sua location: la strada per arrivarci è un po’ lunga e tortuosa, ma sedersi a tavola in questa baita raccolta, in cui l’affetto si trasmette già nell’atmosfera che si respira prima ancora che nei piatti degustati, ripaga dalle piccole fatiche del viaggio. Bastano tre piatti per dare l’idea dell’amore per il territorio e della raffinatezza della cucina di Antonio: la trota “deco” di Altissimo marinata, presentata con il suo caviale, le erbe profumate, cedro; rape, zucchina, scorzonera, patata viola e spuma di caprino Aidi (l’azienda si chiama proprio così non è un errore…). Infine gli gnocchi dorati, rigaglie, aglio orsino e bergamotto.

Nel menu c’è un’attenzione particolare per i funghi, declinati in molti piatti, a iniziare dalle squisite fettuccine con le trombette da morto. In primavera la freschezza delle erbe di stagione risalta in proposte come lo sformatino di bruscandoli, rosole e parmigiano o la crema di “carlini”. Da provare anche il baccalà, che dalle mani di Antonio esce impreziosito. Lista dei vini di alto livello. Menu degustazione “stagionalità”, alla carta sugli 80 euro.

Sia percorrendo la statale che collega Vicenza a Verona, sia percorrendo la A4, arrivati a Montecchio Maggiore imboccare la circonvallazione in direzione di Valdagno. Alle porte della cittadina tessile tenere la sinistra verso Castelvecchio e salire per circa 8 chilometri. I cartelli segnaletici vi guideranno.