— Riviera Tiso, 11
Padova (PD)
Ai Navigli
la sera; sabato e domenica a pranzo
tutte
Turno di chiusura: mai
Ferie: variabili
La proposta di cucina è basata sui prodotti del mare e delle lagune. Presentati con fantasia, ma senza esagerare nella creatività per dar modo alla materia prima di esprimersi al meglio…

L’hanno definito un locale glamour per quei suoi onirici svolazzi di veli e per quelle sue architetture di audace design. Eppure Ai Navigli – suggestivo locale che si trova lungo le rive cittadine del Piovego, poco lontano dall’antica Specola di Galileo – ha un’anima semplice e non hai mai anteposto la bellezza alla sostanza.

Della serie: scintillante il locale, ma belli e concreti anche i piatti che serve. Elena Bernardi ha costruito la sua esperienza in un’osteria storica di Dolo, di quelle con il banco pieno di “spuncioni” alla veneta: conosce bene il lavoro della cucina, sa scegliere e lavorare il pesce. La sua sensibilità di donna è alla base anche della sua crescita professionale, che è stata costante. La sua squadra, da oltre un anno e mezzo, è formata da giovani a cui lei stessa ha insegnato bene il mestiere.

La proposta di cucina è basata sui prodotti del mare e delle lagune. Presentati con fantasia, ma senza esagerare nella creatività per dar modo alla materia prima di esprimersi al meglio. I crudi cambiano ogni giorno, il millefoglie di baccalà è un classico, la calamarata con tartare di tonno, erba cipollina ed emulsione di vongole un piatto che sa stupire senza essere complicato. Tra i secondi imperdibile – specie per chi ama la tradizione – l’anguilla alle due cotture. Interessanti menu degustazione a 49 euro (sette portate) e a 59 (percorso di crudi). Carta dei vini stimolante poiché, oltre a presentare molte etichette – e tra esse tante bollicine –, propone qualche interessante novità. Conto sui 45-50 euro.

Il locale si trova alle porte del centro storico, vicino alla famosa Specola “galileiana”; ci si arriva vicinissimi anche in auto, ma conviene parcheggiare nei pressi e godersi la Padova dell’epoca carrarese.