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Messaggero Veneto | 29/09/2015

Culture e cucine di confine la nuova sfida

di Emanuela Masseria

Sembrano essere due le più importanti conseguenze per Gusti di frontiera, dopo l’ottima performance di questa dodicesima edizione che si appena conclusa in una Gorizia letteralmente invasa da una folla festante (si parla di oltre 500 mila presenze, dato da confermare). La prima è che la manifestazione nel 2016 diventerà a tutti gli effetti un Festival, con una denominazione che accompagnerà il nome principale della kermesse. Dal prossimo anno sarà quindi proposto il “Festival dell’enogastronomia e delle culture di confine”, come spiegato ieri dal sindaco Ettore Romoli durante la conferenza stampa di bilancio che si è tenuta in municipio. Qui entra in gioco la seconda variabile, legata alla prima: «D’ora in poi punteremo ancora sulla cultura e la qualità, anche perché ormai non abbiamo più bisogno di “numeri”. La città difficilmente riuscirebbe a reggere più persone» ha affermato il primo cittadino, che con gli assessori Arianna Bellan e Stefano Ceretta ha dato conto di cifre impressionanti. «Nonostante il meteo ben peggiore dello scorso anno in tutte e quattro le giornate, abbiamo superato il mezzo milione di presenze, anche se è un dato stimato. Quello che però ci ha piacevolmente stupito è che i consumi sono saliti del 20-30%, nonostante alcune piccole polemiche sull’aumento dei prezzi negli stand, per altro non condivise da molti nemmeno sui social network». E a proposito di commenti, pare che la cittadinanza non si sia lamentata più di tanto del caos straordinario di queste quattro giornate, che non hanno comportato incidenti di rilievo. Gli scenari 2016 I principali prevedono un perfezionamento del Salotto del Gusto e del format economico, anche perchè gli incontri hanno suscitato un interesse moderato. Lo stesso discorso vale per i concerti, che non hanno attratto più di tanto. Il Comune, unico organizzatore dell’evento, chiederà poi alla Regione di istituire qualche treno speciale da e per Pordenone, dato che da questa località sono arrivate diverse richieste in tal senso: il capoluofo della Destra Tagliamento si sarebbe sentito un po’ escluso, dati i tanti treni da Udine e Trieste. Le proposte più centrate Le cose che hanno funzionato sono davvero parecchie, rispetto agli aspetti da perfezionare. Fra queste, lo stand con la campionessa slovena di sci Tina Maze, salutata anche dalla presenza del suo presidente della Repubblica Borut Pahor. Ciò ha comportato un grande afflusso di gente da oltreconfine e una forte attenzione mediatica per uno spazio molto originale e innovativo. Uno straordinario successo rispetto alle precedenti edizioni, lo ha avuto poi il Borgo Le nuove vie in via Rastello. I negozi sfitti hanno rivelato anche questa volta un’anima unica, sopravvissuta ai disastri dell’economia. Altro punto a favore, la novità del Borgo Oriente, che ha convinto tanti visitatori. Complessivamente, l’attenzione del pubblico si è spostata anche in aree della festa solitamente poco frequentate. I piccoli nei Rimane il problema di Borgo Castello e del suo decentramento rispetto al centro cittadino. Il settore vegetariano che qui ha trovato spazio non è stato proprio un flop, ma ci si attendevano risultati migliori. Un’altra critica, come si è già accennato ieri, riguarda i bagni chimici: ad alcuni sono sembrati pochi. Squadra vincente Sono d’obbligo, da parte dell’amministrazione comunale, sentiti ringraziamenti ai propri dipendenti (fra i quali Manuela Salvadei), all’ufficio stampa, ai Vigili del fuoco, alla Protezione civile, alle forze dell’ordine, ai sanitari e ai tanti volontari che in questi giorni si sono spesi per qualcosa che nel tempo è diventato davvero grande e bello. Un orgoglio per Gorizia.

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