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Messaggero Veneto | 28/09/2015

Gusti di frontiera: sempre meno “sagra” e più enogastronomia

di Emanuela Masseria

Gusti di frontiera ha chiuso ieri, dopo quattro intense giornate, una dodicesima edizione con numeri in crescita e un allargamento della platea di visitatori dal Triveneto, dall’estero, da varie città italiane e, soprattutto, dalla Slovenia. Un bilancio positivo, senza particolari incidenti nonostante la massa di persone riversatasi in città. Una conferma che arriva anche dagli afflussi di clientela negli alberghi, prenotati e esauriti da settimane. Questo è stato poi l’anno dei 42 treni speciali da Trieste e da Udine, che non hanno però scongiurato le file di auto ai principali ingressi del capoluogo. Macchine parcheggiate ovunque poi in zone periferiche della città, parcheggi scambiatori esauriti durante le serate e Apt costretta ad aumentare le corse da e per il parcheggio dell’autoporto, con una quarta navetta in servizio rispetto alle tre previste. In attesa dei dati ufficiali, questi sono gli effetti di un probabile passaggio di oltre mezzo milione di persone ma complessivamente, tutto è andato bene. Pur senza intaccare l’aspetto di festa popolare, volti noti come Carlo Cracco e Benedetta Parodi hanno colpito nel segno, spostando per un attimo l’attenzione del pubblico dai 350 stand presenti. I panel dedicati alle eccellenze locali, invece, pur suscitando un interesse modesto, hanno comunque permesso dibattiti con produttori di caratura internazionale, che si sono confrontati tra loro, con giornalisti nazionali e con esponenti politici. Tra questi segnaliamo “L’arte del gusto tra confini, tradizione e innovazione”, in cui Enzo Vizzari ha moderato un pool di imprenditori sul tema. Qualche piccolo neo c’è stato, ma non di rilievo. Il Borgo verde non ha convinto i più (un po’ per i pochi stand presenti e poi per la sede decentrata in Castello), alcune bancarelle avevano esaurito tutto già sabato sera, come pure i bancomat. Tra i borghi più amati e affollati quello de Le nuove vie in via Rastello. «È stato un successo di cui essere orgogliosi – ha detto il sindaco Ettore Romoli -. Il salotto del Gusto è perfettibile, l’elevazione culturale dell’evento è stata avviata e poi, come sottolineato dal vicepresidente della Regione Bolzonello, Gusti di Frontiera si sta affermando come festival enogastronomico di respiro anche internazionale». Ieri c’è stata la visita a sorpresa del presidente della Repubblica slovena, Borut Pahor, che si è intrattenuto nel padiglione a Team to Amaze House, allestito in piazza Sant’Antonio in occasione della manifestazione enogastronomica dalla pluricampionessa di sci Tina Maze. «E’ una cosa meravigliosa, è il segnale di un’amicizia molto forte tra i nostri Paesi, un sogno per me che sono nato da queste parti», ha commentato il presidente Pahor.

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