Home » Lo zafferano di montagna

Lo zafferano di montagna

Marco Polo lo usava come sostituto dell’oro nei suoi commerci e, nel Medio Evo, i falsari venivano condannati a morte. Tanto era il valore attribuito allo zafferano. Sembra che anche nella nostra era il 90% del prodotto sia un falso. Solo che le pene sono cambiate. “Quando l’inverno è finito, le giornate si allungano e l’aria si fa più calda. Al primo sciogliersi della neve i prati iniziano a risvegliarsi con i primi i fiori: milioni e milioni di crochi”. Da questa bucolica immagine nasce l’idea che lo zafferano possa divenire una bella realtà dell’Altipiano dei 7 Comuni. Chissà come e chissà quando un fiorellino della rara specie alpina si è incrociato con la specie mediterranea dando vita allo zafferano ora coltivato. Le analisi della prima sperimentazione hanno dato corpo e costanza all’idea di Monica e Massimo Gnesotto che, dopo le prime delusioni, hanno potuto festeggiare, nel 2012, il primo raccolto dello Zafferano di Asiago. Un prodotto di una qualità eccezionale: colore, profumo e sapore sono abbondantemente sopra la media di zafferani italiani blasonati con D.O.P. o I.G.P. La piccola fattoria didattica in quel di Roana, altro storico comune della Spettabile Reggenza, si è trasformata anche in un punto d’incontro per osservare la coltivazione dei fiori, la loro raccolta e trasformazione fino agli assaggi golosi nati dal matrimonio del prodotto finito con la grappa, con le caciotte, con il formaggio d’allevo di malga e con i pani. E quando l’inverno fa riposare la terra, le sperimentazioni continuano e lo “zafferaneto” si amplia per cercare nuove strade che incrocino altri prodotti virtuosi dell’Altopiano dei 7 Comuni.

www.malgasiago.cominfo@malgasiago.com – 3471836825