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Le Isolane di Grado, altro che Cantabrico

Appoggiatele su una fetta di pane con un ricciolo di burro e gustatele. Ne apprezzerete la qualità e tutta la loro bontà. Sono le Isolane di Grado e hanno poco da invidiare a quelle più famose del Cantabrico. Sono appetitose e ricche di preziosi elementi nutritivi; sono pescate nel Golfo di Trieste (dove prendono il nome di sardoni) e nelle vicine acque dell’Alto Adriatico da maggio a luglio, quando gli animali si avvicinano alla costa per riprodursi. Il pescato dalla carne bianca e soda, dopo una lavorazione a fresco, viene fatto riposare in fusti di legno con acqua e sale, pressato da un peso. Il sale, insieme al ‘savor”, è un antichissimo metodo di stagionatura e conservazione usato dalle popolazioni costiere della regione per alici, sarde, cefali e, più raramente, tonni, mentre nella pianura e sulla montagna friulana si conservava sotto sale specialmente la carne del maiale. E così, dopo il Santonego (l’assenzio marino) Ivan Merlini, cultore profondo della più limpida tradizione gastronomica gradese, ha reso omaggio al pesce povero e ai sapori più genuini. Infatti, l’etichetta del vasetto certifica: Ingredienti acciughe, sale, olio d’oliva. L’arte, la passione e il cuore che le hanno ideate sono sottintesi. Le carni delle Isolane sono consistenti e di equilibrata sapidità tanto da diventare un lussurioso antipasto, abbinate a olive verdi, intere o in paté che siano. Anche in cucina diventano un ingrediente prezioso per piatti tanto creativi quanto golosi

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