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La Stampa | 24/08/2014

Chef senza limiti

La cucina di Corrado Fasolato è ispirata a sviluppare tutti i sensi. Rivisita la tradizione con una mano leggera, componendo con audacia gusti e aromi dalle molteplici sfumature.

Quello di Fasolato, chef del Spinechile Resort (Contrà Pacche 1, Tretto di Schio (VI)) è un percorso creativo che si snoda attraverso sapori delicati e accostamenti inusuali e dove il territorio e i prodotti tipici della gastronomia veneta si sposano a spezie, profumi e colori di cucine orientali e lontane.

Le composizioni del piatti sono frutto di uno studio attento, di forme particolari, quasi impossibili, a completare idealmente l’armonia dei sensi del gusto. Corrado e sua moglie Paola hanno attuato un cambio di prospettiva nel locale; un luogo caro sulle colline appena sopra Schio, circondati da una natura ancora incontaminata, dal silenzio. La grande città è un ricordo lontano. “La mia idea di ristorazione è sempre il risultato finale di un processo di armonizzazione tra il proprio percorso esperienziale e la propria personalità – racconta sul sito del Spinechile Fasolato – i miei Menù sono costruiti sulla base di un progetto equilibrato che “orchestra” le temperature, le consistenze, i colori , i sapori e i gradi di acidità dei diversi piatti”. E le composizioni dei piatti sono frutto di uno studio attento, di forme particolari, quasi impossibili, a completare idealmente l’armonia dei sensi del gusto.

Le sorprese già si manifestano col “saluto dalla cucina” dello Spinechile Resort: consommé di pomodoro estremamente concentrato servito in caffettiera moca con un “frozen” di mozzarella. Si prosegue con la tartara di cervo con caviale e caprino; le fettuccine di seppia alla carbonara, pasta fresca, croccante con ragù insaporito dal guanciale. Di seguito “il gioco degli gnocchi”: gnocchi di patata insieme a quelli di animelle e di calamaro serviti con diversi brodi. E per esaltare il territorio in cui è immerso il Relais, un filetto di capriolo contornato dalle erbe dell’orto e dagli aromi di bosco. Il tutto servito in un caldo cestino di bambù.

La stella Michelin per il Spinechile è stata conquistata. Adesso alla stella della Rossa si stanno aggiungendo altri riconoscimenti, il primo dei quali è il premio della guida A Tavola con le Venezie. Fasolato ha abbandonato il Met e Venezia, ristorante e città che hanno dato allo non solo la seconda stella ma soprattutto la fama internazionale, ma che non davano la possibilità di esprimere tutta la sua creatività.

E la decisione di andare, come la scelta della nuova location di Tretto, è stata una sfida. Soprattutto trovare e comprare un posto come Spinechile, abbarbicato su uno spuntone calcareo, quasi sperso nei boschi, scavare la terra, rompere la roccia, costruire uno splendido scenario rustico-elegante dove mangiare e immergersi fra le colline. E l’aria di montagna ha giovato anche ai piatti: quando si mangia un piatto di pesce si sente che si sta da un’altra parte, che il mare c’è, ma è come se si fosse arricchito. Discorso ancor più accentuato per i piatti di terra.

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