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La saga della Dok Dall’Ava

“Prosciuttai dal 1955” recita l’insegna del prosciuttificio di San Daniele. Sarà per questa scritta che il gruppo francese Loste Tradi-France ha deciso di comprare la maggioranza dello storico marchio Dok Dall’Ava. Ma il lungo cammino di Natalino Dall’Ava, il fondatore, incomincia tre quarti di secolo or sono (1955) a Sossano. La sua avventura comincia in terra straniera, perché in quel paese del basso vicentino era nato uno dei primi prosciuttifici industriali per merito e onore della famiglia Muraro. Una scuola fondamentale per il giovane friulano, che dopo varie esperienze e fatiche riuscì, nel 1982, ad avere un prosciuttificio tutto suo proprio nel cuore di San Daniele. Il figlio Carlo, che amava quel lavoro quanto il padre, decise di lasciare gli studi per misurarsi sul campo, imparando il mestiere dal vivo. Ora, il nuovo e moderno stabilimento ricrea le condizioni di quando i prosciutti venivano fatti seguendo il ritmo delle stagioni secondo un rigido precetto: le migliori tecniche al servizio della tradizione. Sono circa 30.000 i prosciutti di San Daniele d.o.p., tutti contrassegnati con il marchio del consorzio n° 10, che escono ogni anno da casa Dall’Ava e non è previsto alcun aumento della produzione: solo una continua ricerca sulla qualità, cifra distintiva da sempre. Ma dal gennaio scorso, nel prosciuttificio di San Daniele, la lingua ufficiale è il francese. L’augurio è che il sapore resti italiano e che nel goloso scaffale sia possibile sempre ritrovare, oltre al San Daniele d.o.p, il numero dieci (venti mesi di stagionatura), il fumato dall’affumicatura gentile, il patadok che fa concorrenza al Patanegra, il Nebrodok da suini italiani dei Monti Nebrodi e l’Hundok da suini delle pianure magiare.

www.dokdallava.com  info@dokdallava.com