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La pecora e la bresaola premiata

bresaola

È tempo di transumanza. Si possono vedere le greggi, sempre più rare, che attraverso gli argini dei fiumi, vere vie d’erba, risalgono le valli fino all’Altipiano dei 7 Comuni, un tempo regno del Pegorin (Pecorino). Si stima che nella seconda metà del ‘700 vi pascolassero duecentomila pecore progressivamente sconfitte dalle mucche che hanno dato vita ad un altro impero gastronomico, quello del formaggio Asiago. Dell’antico mestiere del pastore resta qualche esempio virtuoso come l’Allevamento Veneto Ovini di Anguillara, in provincia di Padova, premiato durante l’edizione del Vinitaly 2016 con il Premio Agrifood Golosario, non solo per la qualità dei prodotti ma anche per la storia di cultura silvo-pastorale che rappresenta e conserva. I fratelli Luca, Davide e Andrea Morandi, forti della tradizione familiare, continuano a credere nella pecora, naturalmente di razza italiana (biellese e gigante bergamasca). Tremila capi che vivono in stalla solo per brevi periodi; la maggior parte dell’anno pascolano liberamente contribuendo a mantenere puliti i terreni. Filiera completa insomma. Lana, pecorino d’alpeggio, prosciutto crudo stagionato sei mesi, salami, soppressa e, novità 2016, la bresaola (coscia disossata e aromatizzata con sale spezie) che Paolo Massobrio e Marco Gatti hanno voluto premiare per il gusto nuovo e delicato. Tutti i prodotti sono acquistabili direttamente, anche online (www.veneto-ovini.com; telefono, 347 0326458). O, meglio ancora, è possibile assaggiarli presso l’ agriturismo Corte Bonicella in quel di Cona con un menu esclusivo: tagliere di salumi; pasta con ragù di agnello; arrosticini di pecora e agnello al forno. E se l’atmosfera agreste vi seduce è anche possibile fermarsi a dormire.