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Il buon salame storto

stortina

Stortina ma buona, anzi buonissima. Non a caso è uno dei più golosi presidi Slow Food di Verona.  Si tratta di un piccolo salame (pesa meno di due etti) che viene prodotto e consumato tradizionalmente nella zona del Basso Veronese. Le piccole dimensioni impongono la conserva sotto il lardo per mantenerne intatta la freschezza tutto l’anno. La tradizione, che si tramanda da generazioni, ne prevede la conservazione in pentole di terracotta a strati alternati di piccoli salami e lardo macinato e salato. L’ultimo strato di lardo, più spesso e compatto, ricopre i salami fino a colmare, a mo di cappello, la pentola che una volta chiusa con il proprio coperchio viene riposta in cantina per alcuni mesi. Quando si apre il goloso scrigno il cappello deve essere eliminato ma le stortine sotto contenute sono perfettamente morbide e ancora fresche e profumate. Si possono consumare con il pane fresco oppure con la polenta abbrustolita. Esiste anche una versione non conservata sotto lardo che asciugandosi più velocemente è più simile ad un normale salamino. Invece la caratteristica della Stortina è legata all’utilizzo di parti nobili del maiale nell’impasto (spalla, lombo, culaccia)  e alla speziatura con aglio macerato in vino bianco. L’obiettivo del Presidio è quello di incrementarne la produzione secondo un disciplinare condiviso per far conoscere questo salume al di fuori della Bassa Veronese. Si produce tutto l’anno ad eccezione del periodo estivo soprattutto nei comuni di Nogara e Cerea.

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