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Bauer: la sana bontà

Bauer

La regina (italiana) del brodo è una signora trentina poco più che quarantenne che sognava di fare il poliziotto e invece nel giro di pochi anni si è trovata alla guida di uno dei principali produttori italiani di insaporitori alimentari. Giovanna Flor, La Bauer, quasi un secolo di vita,  si colloca al quarto posto dietro a Nestlè con una quota di mercato di circa il 3% con un fatturato di quasi 4 milioni di euro. L’azienda, che impiega “solo” 16 dipendenti sta rapidamente diventando il leader della produzione di dadi bio la cui nuova linea è stata presentata a Trento nei giorni scorsi. In un mercato dominato da due colossi (Knorr e Star) l’impresa di Trento che è una piccola azienda in crescita con uno stabilimento produttivo di avanguardia ha segnato, in controtendenza rispetto ai concorrenti più quotati, un costante segno più (il 9,1 percento solo lo scorso anno). Il segreto è certamente la qualità del prodotto che viene ancora realizzato con  filosofia e procedure artigianali “naturali” tra cui la lentissima cottura in forni altamente tecnologici. E, soprattutto, la Bauer ha da tempo adottato la coraggiosa filosofia del “senza”: ovvero senza glutammato, senza grassi idrogenati e senza glutine. Ora il grande salto nel mercato biologico, subito premiato da un forte riscontro commerciale, con una gamma composta dal  Dado e dal Granulare Vegetale da agricoltura biologica certificata. Un mangiar sano che nulla toglie alla gola provando i classici bio vegetali o il dado pollo (novità), il dado pesce o quello ai funghi porcini. Abbiamo perso una poliziotta ma trovato una signora del gusto (info@bauer.it).